Chi è il nostro prossimo? Rispettare la dignità della persona!

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Nell’Udienza Generale in Piazza San Pietro del 27 aprile 2016, Papa Francesco presentando la Parabola del Buon Samaritano in connessione con l’Anno Santo della Misericordia così diceva “La compassione è una caratteristica essenziale della misericordia di Dio “.

L’attenzione adempiente per Gesù risiede in ogni persona, in qualsiasi situazione si trovi, perché nella “persona” là è il n/s prossimo da amare, da soccorrere, da aiutare nel bisogno e nell’anno di grazie 2018 il cristiano o meno si chiede : è ancora attuale ? Nel n/s presente Dio ha compassione di noi come il Samaritano ha avuto compassione di colui che si trova in un momento inopportuno e sfavorevole date le spiacevoli conseguenze di una circostanza, mentre il Dottore della Legge ed il Levita vedono ma passano oltre perché i loro cuori rimangono chiusi, freddi, insensibili come potrebbero essere oggi i cristiani un po’ tiepidini ?Analizzando personaggi, atteggiamenti ed interventi troviamo una chiara analogia tra ciò che Gesù proponeva ai suoi interlocutori con la parabola del buon Samaritano e ciò che avviene, oggi 2018, in un nuovo contesto nelle strade delle nostre città, nei n/s paesi, pur cambiando le circostanze, ma la realtà di violenza sulla persona debole e indifesa non cambia, dove dovremmo sentirci tutti responsabili di questo grosso disagio sociale che sta distruggendo la vita di tante persone, di tante famiglie, di una novella società, che insistono nel mondo della disabilità, della sofferenza. del dolore, che mette in discussione le nostre stesse comunità cristiane, civili, sociali ?

Ciascuno di noi ha un ruolo da svolgere con responsabilità, a seconda delle proprie competenze, quali singole persone, Parrocchie, Congregazioni Religiose, uomini e donne, società civile, religiosa, politica che mirano al bene comune basato sul valore e rispetto di ogni persona.Attraverso le nostre risposte alle sfide moderne e alle nuove povertà, che rendono visibile e credibile la n/s missione di una Chiesa Viva, Misericordiosa, attenta ai più deboli e alla formazione di generazioni future, potremo diventare i nuovi Samaritani del terzo millennio che ancora oggi si interrogano: “Chi è il mio prossimo ?E la risposta non può essere che la stessa, “Va, e anche tu fa lo stesso”. Va e cerca di lenire, guarire, curare le profonde ferite di questa n/s umanità malata e bisognosa di misericordia, di giustizia, di solidarietà. Ma ci si chiede in Italia è prioritario dire no all’indifferenza sociale ? 

Ogni giorno che passa si fa sempre più intenso, in “amorevole percorso”, la via alla cultura dell’indifferenza, persistendo la carenza di attenzione nei confronti degli altri, fin quando insisterà l’indifferenza nella n/s società non ci sarà pace .“La situazione economica ha provocato la frammentazione delle famiglie “ dice Papa Francesco il 16 gennaio 2015 nella visita nelle Filippine rivolgendosi al mondo “ mentre fin troppe persone vivono in estrema povertà, altre catturate dal materialismo e da stili di vita che annullano la vita familiare e le più fondamentali esigenze della morale cristiana”Si fa sempre più intenso affrontare il problema dell’individualismo e dell’intorpidimento nei confronti dei bisogni del prossimo, un fenomeno sempre più diffuso nel mondo attuale,  dove per l’ingiustizia si deve ricorre a “tagli chirurgici” nella metodologia della cultura dell’indifferenza, sempre più acuta .

In un tempo di rinnovamento, “offrendo particolare attenzione ai sofferenti ed ai bisognosi”, come dice sempre Papa Francesco, dimostrando sia con la preghiera, sia con atti concreti di carità sul grido d’aiuto dei bisognosi, dei emarginati, degli oppressi “, con quella precisa attenzione come avviene nelle Case di Riposo gestite dalle RR Suore Figlie di San Camillo secondo le regole del Santo .Fra altre necessità quindi è prioritario ed importante tutelare i poveri, ascoltare le loro necessità e la società immergendoci in quell’appello contro la “globalizzazione dell’indifferenza” e “all’anestesia del cuore”, come disse Papa Francesco a Lampedusa l’8 luglio 2013.

Ri-lanciare il bene comune è possibile ? Mah ! mentre è incomprensibile conoscere dove sta andando la n/s società, dove muoiono persone barellate nelle corsie degli  ospedali, nelle insicure strade per colpa di incauti guidatori, nei drammi nelle famiglie in serie difficoltà, tra indifferenza generale !Chi è il n/s prossimo ?  il n/s prossimo è quanti ci stanno accanto nel vivere quotidiano, è la famiglia che ci è vicina, è la società che valorizza non quello che appaiamo ma per quello che siamo, è nella capacità di ascolto, è nella valutazione dell’analisi del bisogno, del fabbisogno della necessità della persona, di ogni persona !

Con quale attenzione bisogna guardare il n/s prossimo ? Se si volgesse lo sguardo molto spesso alla realtà,  più attentamente da parte dei Cattolici ed uno a chi è veramente vittima di sofferenze, di malvagità, di ingiustizia, sarebbe un grande “segno” di civiltà, molti di più sarebbero i cuori e le menti che si aprirebbero alla condivisione della giusta ragione per trovare una via a proposte ed azioni per dimostrare che non dimentichiamo mai il nostro prossimo !E’ opportuno ri-lanciare il bene comune verso il n/s prossimo ? E possibile per alcuni aspetti, vacui ed ambigui per il cittadino legato a certe idee del mondo, ma rivolto alle persone di buona volontà “ non lasciatevi rubare la speranza e sempre con questa, andare avanti” (Papa Francesco 29 marzo 2013 Carcere Minorile Casal del Marmo) . Intanto, inconsciamente, viene “seminato” nella società, odio, violenza, ingiustizia, corruzione, concussione, di ogni reato !

Da troppi anni insiste un velato silenzio sulle condizioni socio-economico e disagi in cui “vivono” le famiglie dei ciechi, dei sordi, dei sordomuti, dei disabili fisici, degli handicappati psichici e degli stessi diversamente abili in una parola quello che avvolge il mondo cruento della disabilità, sofferenza, dolore ! budget del ricoverato , Petizione riproposta ai due Rami del Parlamento Italiano il 20 marzo 2018 A.R.118833969638 Senato, 118833969649 Camera Deputati

Significativo è il “richiamo” pieno della tradizione cristiana e dei Comandamenti della Carità “diffondete sempre la cultura dell’incontro, della solidarietà, dell’accoglienza verso le persone con disabilità, non solo chiedendo le giuste provvidenze, ma favorendo la loro partecipazione attiva alla vita della società “ (Papa Francesco all’Unione Italiana Ciechi Chiesa Santa Marta – Vaticano 11 giugno 2013.).

Un Uomo solo, un grande stimato Pontefice Papa Francesco, un papà che ha saputo scuotere molte coscienze e ci ricorda, spesso e con semplicità, di amare il n/s prossimo con  sagge parole dirette al cuore e queste sono le vere espressioni che fanno tanto bene ! .Ancora una volta dobbiamo ribadire quella della urgentissima “problematica” della situazione tra l’indifferenza, quella dei disabili fisici, soprattutto dei malati psichici, che necessitano di un intervento della Sanità e di una Legislazione urgente, adeguata, efficace, attesa da anni, da ben 50, incarnata nella n/s Petizione alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica Petizione 2013 , perché il rispetto della dignità della persona, diversamente abile, è essenziale in una società che vuol essere civile, come afferma l’art. 18 la Costituzione : “Ogni cittadino inabile ha il diritto all’assistenza sociale” .Diceva giustamente Fedor Dostoiewsky : “ Il grado di civiltà di una Nazione si soppesa con la constatazione in cui si trattano i malati mentali”.Le famiglie coinvolte non manifestano chiassosamente con cortei “vocianti”, digiuni “forsennati” od altre “forme moderne” per impressionare terzi, ma possono solo contenere la loro forza affinché non si spenga quel residuo senso di speranza che ancora rimane per una concreta definizione delle loro attese.

La società civile e le Istituzioni dev0no ri-svegliarsi dal torpore di comodità e devono ri-provvedere al bene comune e ri-proporre quella fiducia che resta nella illusa speranza del bene per tutti, per non dovere soccombere a quel un detto popolare: “ non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire !La Comunità Civile dovrebbe dare un maggior sussulto di solidarietà, mentre ogni buon cristiano, “non quello da salotto” come dice Papa Francesco, “ma quello dotato di coraggio di dare fastidio alle troppe cose tranquille”,  (Vaticano Chiesa Santa Marta omelia del 16 maggio 2013 ), nel ri-lanciare il bene comune, dovrebbe dar voce a coloro che non possono esprimerla e difendere il cittadino debole ed emarginato dal silenzio, dal disinteresse, dall’apatia ! 

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza ! ”

 

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