Papa Francesco “Giovani non state zitti. Se il mondo tace, gridate la verità“

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La “ Festa delle Palme “ che apre la Settimana Santa, che ricorda l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, è stata l’occasione per Papa Francesco di rinnovare la voce forte su quelle dissonanti sui cristiani che subiscono nel mondo angherie, intrighi, calunnie e quanto viene propinato sulla volontà di silenziare il dissenso. Il laicato cristiano ha grande responsabilità nella storia dell’umanità, di quella che da un lato di continuare a nutrirsi delle proprie radici cristiane cioè la parola di Dio e quella  del Magistero della Chiesa e dell’altro lato di seguire e “ leggere i segni dei tempi “ . E’, ripeto, quello che ha fatto Papa Francesco esortando i giovani ad alzare lo sguardo da loro stessi ed ad abbassarlo per adorare Gesù, esortando a non accontentarsi della mediocrità e non vivacchiare, ma cercare il senso delle cose e scrutare la vita. E’ stato un grido forte, di cuore come ogni buon papà già fatto nel Giubileo Straordinario della Misericordia aperto in quel dicembre da Papa Francesco significando a ricevere il perdono dei propri peccati, perdonare i torti subiti nella Fede, Speranza, Amore in quel passaggio per la Porta Santa ed adempiere un rituale di pentimento ed aiutare le persone che si trovano in difficoltà, come oggi nel mondo si trovano i cristiani ed a “non tacere”.

In un mondo in movimento, come ogni giorno constatiamo, che modifica continuamente il sistema di vita, la società civile spesso egoisticamente ripiegata su se stessa, non dà ancora la piena disponibilità a porre attenzione verso chi vive in difficoltà e sofferenza.

Anche, soprattutto, considerando che i giovani si trovano o sembrano disorientati, è necessario per non dire urgente riscoprire, anche, l’educazione integrale che resta non solo quella dell’apprendere scolastico, ma anche quella dei valori morali che trovano nelle radici etiche il loro riferimento fondamentale.

Nelle difficili situazioni in ambito sociale dei giovani ed anche, soprattutto degli adolescenti e questo è purtroppo “cosa quasi quotidiana”, occorre promuovere l’educazione morale come affannosa ricerca della maturazione della coscienza e non del possesso dell’avere . Il continuo evolversi di eventi delittuosi di vario genere, sul cui sfondo ci porta a considerare questa disfunzione di vita malattia che distrugge il morale ed il fisico e che affligge giovani, e ripeto adolescenti, causando una vera e propria calamità sociale. Decifrare le radici antropologiche da cui scaturiscono e si sviluppano l’accettazione od il rifiuto della promozione culturale in tema di solidarietà ed umanità , è difficile poterlo accertare, ma tutti sappiamo che la solidarietà sociale apre le porte alla speranza. Quella solidarietà sociale da parte dei “grandi”, anche delle persone adulte, dovrebbe tendere a guidare la dinamica morale dei giovani verso una crescita di sensibilità con i problemi sociali, con l’esempio di una visione pienamente umana della cruda realtà quotidiana, quale impegno di vicinanza sociale verso tutti specie verso le persone più deboli e bisognose.

La solidarietà sociale è un concetto meritevole che induce ad essere non solo portatori di diritti, ma anche di doveri verso tutta la società, anche da parte dei “grandi”, soprattutto , verso quella vasta categoria di sfortunati che da anni aspettano risposte adeguate alle loro aspettative. Ma ognuno aspira a star meglio, quasi disattendendo quella conclamata solidarietà verso quelle persone, deboli e bisognose, che hanno gli stessi diritti di quanti vivono in società

Al di là delle barriere architettoniche che non dovrebbero più esistere, ben più dure sono le barriere intellettive che offendono tutti , abili e disabili , ritorcendosi contro chi le continua a porle in atto, mentre la società civile può trovare su questo terreno interessi comuni di solidarietà, ad interloquire con un mondo che sembra sfuggire non solo al confronto, ma anche allo sguardo per timore di perdere.

Ecco quello che traduciamo dalle parole di Papa Francesco nel giorno della “ Festa delle Palme “, che ci induce a “non tacere” di fronte alle pericolosità della vita.

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza.

Previte

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