Sant’Alfio (Ct), nuova superiora all’Istituto Figlie di San Camillo

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Oggi 21 agosto 2017 alle ore 17 nella Chiesa dell’Istituto Figlie di San Camillo a Sant’Alfio (CT), si festeggia la festa per l’arrivo della nuova Superiora e la partenza di Suor Kudukamthadathil Chandy Sobhi (Suor Sofia) destinata ad altro incarico. Dopo le parole del Parroco Sac, Salvatore Garozzo, a nome dei degenti in questa Casa di Riposo, vi sarà il mio intervento .

 

“Pregare perché il Signore mandi Preti e Suore liberi da idolatria, vanità, potere e denaro” . Questa è l’esortazione data da Papa Francesco il 3 marzo 2014 durante la Messa a Santa Marta in Vaticano, mentre porgiamo il n/s filiale benvenuto, a nome delle persone ricoverate in questa Casa di Riposo, alla nuova Superiora Suor Melania e con immenso riconoscenza a Suor Sofia, la quale con la collaborazione di Suor Teresa, entrambe sono le colonne portanti della Casa.

Ci sono tante bravissime, attentissime, magnifiche Reverende Suore Figlie di San Camillo  che qui voglio ricordare, Suor Francesca, Suor Shinnj, Suor Irma Inzaga, Suor Noemi, Suor Teresa, Suor Maria per ricordare alcune, le quali hanno lasciato le loro Nazioni per venire, quali novelle Missionarie, in questa n/s Italia, a diffondere l’amore, servire la Fede con quella solidarietà veramente notevole ed amorevole secondo i 10 Comandamenti e guidate da quello della Carità :  “Ama il prossimo tuo come te stesso” .

Papa Francesco mentre ricorda quel passo del Vangelo, osserva che l’uomo ricco e vanitoso si mette in ginocchio davanti a Gesù per domandargli quali cose si devono fare per avere in eredità la vita eterna .

Ma non contento chiede ancora se “quest’uomo, buono fin dalla sua giovinezza, aveva osservato i Comandamenti” e tutto quello che il Signore ha dato all’uomo e se quest’ultimo ha tenuto con Fede sempre i principi cristiani .

Allora il Signore, prosegue Papa Francesco, fa una Sua proposta sempre all’uomo buono, “ vendi tutto e vieni con me a predicare il Vangelo”, ma l’uomo buono sentendo questa affermazione “si fece scuro in volto e se ne andò rattristato, perché possedeva molti beni”, perché “era legato ai soldi e non aveva la libertà di scegliere” e restò infelice.

“Anche oggi”, continua Papa Francesco “ ci sono tanti giovani che hanno la vocazione, ma a volte c’è qualcosa “che li ferma”: ed allora fa propria una invocazione “ Signore mandaci, Suore, Preti, difendili dall’idolatria dalla vanità, dalla superbia, dal potere”.

Ecco per quanto abbiamo “ sentito” nella Omelia con il riferimento a questo passo del Vangelo, guardiamo con grande interesse quello che ha esposto Papa Francesco con grande coraggio, schiettezza, sincerità sempre e come affronta questo delicato agglomerato di riferimenti, di personaggi, di considerazioni derivanti che ci lasciano con un minimo momento di interrogare le n/s coscienze, ma nel contempo diventando motivo di partecipazione e condivisione .

Ricordo l’Italia che ha avuto un grande merito per il passato e cioè quello di aver inviato all’estero schiere di Missionari che hanno “impiantato” in maniera fedele il proprio carisma un po’ in tutto il mondo portando la Fede, la Parola di Gesù e la solidarietà cristiana.

Lo stanno facendo in questa Casa di Riposo, queste Reverende Suore Figlie di San Camillo venute da terre lontane ! 

Noi “ragazzi” durante la guerra 1940/45, abbiamo cercato nel Signore, veicolati da buoni Sacerdoti, il significato del Vangelo in quei tempi di guerra tempestosi, carichi di odio, di insidie, di pericoli, ma la devozione alla Madonna della Misericordia ( Genova Parrocchia di Santa Fede) ci ha concesso quell’aiuto e ci ha indicato la strada da percorrere, quella strada che ci ha portato a risolvere situazioni assai gravose .

Oggi il contesto sociale è diverso, pieno di difficoltà, di insidie e le vocazioni sono un po’ aride, ma ci auguriamo che i giovani Sacerdoti del domani  trovino sempre quella “strada” ed abbiano la stessa vocazione di quei Missionari, mentre le giovani donne attingano sempre alla ricchezza della Parola di Dio ed “infiammare” di amore pastorale la loro opera missionaria, allontanando quel imborghesimento di cui fa riferimento, giustamente, Papa Francesco.

Per queste motivazioni cito e non dimentichiamo le Reverende Suore Figlie di San Camillo che oggi sono in questo Istituto, in questa Casa di Riposo, che si dedicano con devozione, amore e senso della carità a tutto quel mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore degli infermi, servendo i malati come una madre che assiste il suo unico figlio infermo .

Con la stessa tenacia, pazienza, dedizione, superando ostacoli che ha avuto sempre con costante, vigile, attenzione verso questa Casa di Riposo, ricordiamo riconoscenti la Superiora Su0r Kudukamthadathil Chandy Sobhi (Suor Sofia) destinata ad altro incarico, con il fervido augurio e speranzosi per un Suo prossimo ritorno alla guida di questa ottima Casa di Riposo.

La ringraziamo e La ricordiamo sempre nelle n/s preghiere ed alla nuova Superiora porgiamo di cuore un Buon Lavoro !

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza” e che il Signore e la Madonna della Misericordia ci proteggano e ci benedicano tutti .

Previte

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