“Non abbandonare gli ammalati” 9 novembre 2016

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Nell’Udienza Generale del 9 novembre 2016 in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha richiamato i fedeli ad non abbandonare gli ammalati in quanto “Chi è malato, spesso si sente solo”, inoltre, non si può nascondere che soprattutto ai nostri giorni, “proprio nella malattia si fa esperienza più profonda della solitudine che attraversa gran parte della vita”.

 San Camillo De Lellis pone in salvo gli ammalati del Santo Spirito, 1746, olio su tela
San Camillo De Lellis pone in salvo gli ammalati del Santo Spirito, 1746, olio su tela

Allora anche “un sorriso, una carezza, una stretta di mano”, seppur gesti semplici, possono essere  “tanto importanti per chi sente di essere abbandonato a se stesso”.

Ed ancora “ Una visita può far sentire la persona malata meno sola e un po’ di compagnia è un’ottima medicina” rimarca il Papa, ringraziando coloro che dedicano tempo a visitare i malati in casa o negli ospedali, perché “ gli Ospedali sono oggi vere Cattedrali del dolore, quindi “è un’opera di volontariato impagabile”, afferma, “quando viene fatta nel nome del Signore, allora diventa anche espressione eloquente ed efficace di misericordia”.

Perciò, “non lasciamo sole le persone malate! Non impediamo loro di trovare sollievo, e a noi di essere arricchiti per la vicinanza a chi soffre”, sollecita il Santo Padre

Ma fra gli ammalati non dimentichiamo i disabili fisici, gli handicappati psichici, le loro famiglie, in una parola il mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore, sempre abbandonato, ignorato, dimenticato !

Ieri ho incontrato un amico che non vedevo da molto tempo e nella conversazione ho chiesto, come d’uso, come stava in salute.“Io bene”, mi ha risposto l’amico mio, “ma mio figlio male : è in stato di grave depressione.”

Non è facile parlare della malattia mentale, argomento grave e difficile spiegare per la vastità di questo comparto socio-sanitario e, soprattutto, delle difficoltà, di chi la subisce, nell’ambito delle Istituzioni.

Comunque non passa giorno che fatti od episodi riconducibili al disagio mentale assai diffuso, lasciano attonita, smarrita e perplessa l’opinione pubblica.

 

Tutti constatiamo con sgomento che, come in un campo di battaglia, cadono continuamente famiglie intere o singoli sotto i colpi mortali di menti malate e sconvolte, alle quali, ripeto, le Istituzioni ancora oggi, dopo 38 anni, dall’emissione della legge 180 o legge Basaglia passano gli anni nel più assoluto non ricordo, non dando un asilo sicuro ed opportune adeguate garanzie di accoglimento e di sicurezza anche nei confronti dei cittadini.

Le tragedie che colpiscono le famiglie ed anche la società, stanno a testimoniare e dimostrare l’urgenza di un problema di vaste proporzioni che non deve sfuggire alle regole della ragione.

Purtroppo, come nel caso del mio amico, la presenza nella famiglia di una persona lievemente, gravemente ammalata od affetta da disabilità o da patologie estreme e devastanti, è causa di profondi disagi producendo situazioni non facilmente sopportabili.

Non dare “priorità” a questo problema è “follia”, non “trovare” tra le pieghe ed i progetti di Bilancio variazioni degli stanziamenti per finanziamenti per vivificare quei servizi sul territorio, per fare cura prevenzione, riabilitazione dei “malati”, “sconcerta” ed inquieta l’opinione pubblica.!Ma in che mondo siamo!

Ci si preoccupa di parlare di stigma sociale; di esclusione dei “malati”; di pregiudizi; di formare “Osservatori per la Salute Mentale”; “Commissioni Ministeriali” per stabilire se sono aumentate differenze tra nord e sud d’Italia e segnali di arretramento rispetto ai livelli di deistituzionalizzazione raggiunti… ed avanti così!, e si trascura un urgente e grave problema che porta insicurezza ai cittadini, agli ammalati ed alle loro famiglie una difficoltà nella gestione della vita ?

Ma non scandaloso tutto questo quando un disabile percepisce in media 279,47 euro al mese?

 

Ma cosa dobbiamo dire alle famiglie “fate sacrifici che bisogna salvare …la Patria!”.

E’ una realtà che ha pesanti ripercussioni umane ed economiche e non è giusto che le Istituzioni si disinteressano del vero dramma delle famiglie in cui insiste un malato psichico.

Quando lo Stato non pone “orecchio” al servizio dei cittadini, in particolare di quelli più deboli e più bisognosi, allora vengono “eliminati” i diritti etico-sociali fondamentali dello Stato di diritto.

Purtroppo il vero dramma è costituito dalla ingiustizia e dalla solitudine in cui spesso si vengono a trovare le famiglie, i singoli, la società come quanto avviene all’amico di cui sopra

Dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, Signori della Politica,  chiediamo, a nome di quel popolo di sofferenti , delle loro famiglie e dell’opinione pubblica, l’apertura urgente di un Tavolo Tecnico sulla malattia mentale

Non Vi pare ?, Signori della Politica per il bene comune  !

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza “ !

 

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