Previte (Cristiani per servire), ‘L’assistenza pubblica e le varie necessità dei cittadini colpiti da disturbi psichiatrici’

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E’ inutile ricercare l’impossibile passato, dobbiamo guardare avanti e la nostra speranza è che il Parlamento Italiano, al di là di inutili litigi come galli nel pollaio, provveda ad approvare una legge-quadro nazionale, una normativa che dia adeguata soluzione a tutela dei diritti dei malati mentali, per le loro famiglie e nell’interesse della collettività

handicap-mentale-L-0Mf8PZL’assistenza pubblica e le varie necessità dei cittadini colpiti da disturbi psichiatrici ( si “parla” di circa 10 milioni di sofferenti dalla depressione alla schizofrenia), sono possibilità effimere, nonostante la “1° Conferenza Nazionale per la salute mentale” del 10/12 dicembre 2001 e la “1° Giornata Nazionale per la salute mentale” del 5 dicembre 2004 e qualche “citazione”, non hanno trovato una opportuna e concreta risposta alle necessità, troppe volte evidenziate da episodi di lucide follie.

L’allora Ministro della Sanità Veronesi nella “1° Conferenza Nazionale” ammise che ben 500 mila pazienti erano gravi e bisognosi di assistenza e cure continue, dei quali solo assistiti circa 25 mila ( ma dove sono finiti i restanti 475 mila “malati”) ed in circa 700 mila le persone con disagio mentale( Documento “Programma di Azione del Governo per le politiche dell’handicap 2000-2003”) approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 luglio 2000 su proposta dell’allora Ministro per la solidarietà sociale On.Livia Turco. “Non vergognarsi di questa malattia ed altro” sono solo gli spot nella “1° Giornata Nazionale del 5 dicembre 2004. Troppo poco!

I tempi della politica nei riguardi di questi diversamente abili non hanno tenuto nella dovuta considerazione queste necessità, in  un sordido egoismo, mi sia permesso l’espressione : in perfetta antitesi con il senso della solidarietà .

L’opinione pubblica e noi con essa assistiamo increduli e sbigottiti innanzi a quelle mancate forme di solidarietà, mentre le famiglie di questi sofferenti devono sobbarcarsi questo grave disagio sociale, soprattutto per far riconoscere il loro status sociale sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione e ribadito dalla Costituzione Europea, non parliamo degli aiuti economici/finanziari davvero uno scandalo !

La semplice considerazione della dignità umana ci porta a pensare che non è sufficiente mettersi dalla parte di chi soffre ed essere promotore di salute solo a parole, ma sembra essere necessario ed urgente una priorità d’intenti che dica non solo dove è la malattia e come curarla, ma anche dove può essere ricercato il modo od i possibili piani terapeutici d’intervento in strutture valide onde aiutare le famiglie coinvolte in queste difficoltà.

 

E’ parimente inutile ricercare l’impossibile passato, dobbiamo guardare avanti e la nostra speranza è che il Parlamento Italiano provveda ad approvare una legge-quadro nazionale, una normativa che dia adeguata soluzione a questo ambito sanitario a tutela dei diritti dei malati e nell’interesse della collettività.

Una legislazione adeguata, efficace, chiara e categorica, libera da forme di burocratismo che ne svilisce l’applicazione dopo ben 38 anni dall’emanazione della legge 180/1978, quella legge che ha chiuso i manicomi senza altre alternative . E dico poco !

E’ quanto abbiamo proposto nelle n/s Petizioni assegnate alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica assegnate alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, che sollecitiamo cortesemente alla valutazione del Parlamento Italiano, ai sensi dell’art.141 del Regolamento del Senato della Repubblica e Capo XXV° art.109  del Regolamento della Camera dei Deputati.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza” !

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

 

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