Con la data del 13 maggio 2017: passeranno 39 anni dalla chiusura dei manicomi, le Istituzioni tacciono, il silenzio incalza, i disagi restano, ma cosa chiede alle Istituzioni il mondo della disabilità psico/ fisica?

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Con la data del 13 maggio 2017: passeranno 39 anni dalla chiusura dei manicomi, le Istituzioni tacciono, il silenzio incalza, i disagi restano, ma cosa chiede alle Istituzioni il mondo della disabilità psico/ fisica?

Il 13 maggio 2017s segnerà il 38° anni dall’emissione di quella legge che ha abolito i manicomi, mentre Parlamento, Istituzioni, Governo, Politica tacciono su una questione d’ordine sociale molto rilevante, malgrado che la “mattanza umana”per mano di psicopatici continua !

handicap-mentale-L-0Mf8PZChe il “manicomio” non era un luogo di cura ma un’istituzione da abbattere era l’opinione, forse ragionevole, anche popolare, del prof. Franco Basaglia padre della legge 180, quella legge che ha chiuso i manicomi, mentre le cronache quotidiane, purtroppo, ci portano a conoscere tragedie, fatti e folli avvenimenti che avvengono nel n/s Paese, nelle famiglie, nella n/s società a causa di quanti soffrono di affezioni mentali.

Il “calvario” che subiscono le famiglie è conosciuto da pochi, ma dove insistono questi “malati”, questi sono colpiti nella loro sfera neuropsichiatrica, specialmente dove regna sovrana paura solitudine amarezza priva da ogni aiuto, dove impera la necessità di una legge-quadro nazionale che dovrebbe adottare il Parlamento (?) .

In passato la 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ( quante parole, quanta carta sprecata, quante attese !) ne ha discusso l’argomento approvando il Testo Unificato Burani Procaccini nel 2005, (nel quale era abbinata la n/s Petizione), ma questo Testo  del quale non se ne conosce la motivazione e né la ragione, è misteriosamente scomparso dall’Agenda Parlamentare.

Da quell’epoca la questione della salute mentale ha “vissuto” nel limbo dell’ indifferenza, del silenzio, del degrado !

Nel pieno rispetto della dignità umana e dei diritti civili e politici sanciti dalla Costituzione Italiana e dai Trattati Internazionali, ciascun cittadino ha il diritto di difendere quanti, come i disabili fisici e gli handicappati psichici, hanno bisogno di essere tutelati.

 

I tempi della politica, purtroppo, non tengono conto del dolore e della difficoltà della sofferenza e delle famiglie .

Nei Reparti Ospedalieri a volte non esiste la presenza psichiatrica ed i pazienti vengono sottoposti a terapie massicce di farmaci, una manciata di pillole, tanto da rendere socialmente accettabili e poi dimessi, per essere riammessi qualche settimana dopo, con costi economici non indifferenti. 

Le n/s proposte, fin dal 7 ottobre 1998, sono state più volte ri-presentate e re-inserite nelle Petizione in itinere nel Parlamento .

Purtroppo ancora oggi settembre 2016 si continua a dare ampia rilevanza al superamento del “manicomio” rispetto alla gravità dei malati sul territorio ed alla priorità, mentre i malati e le loro famiglie sono soli e questa situazione resta urgente, irrevocabile, prioritaria con una sua drammatica attualità e riscontri tragici, alla faccia, purtroppo, del “ bene comune ”.

Il disinteresse è un insulto alla legalità, alla logica, all’etica civile, in quanto occorre ridare ai valori etico e sociali il loro primario significato.

Cosa chiediamo al Governo, al Parlamento, alla Politica in questa basculante Legislatura ?

 

Quanto abbiamo esposto nelle n/s Petizioni n.307 e 308 al Senato della Repubblica (Commissione XII° ) e n. 31 alla Camera dei Deputati (Commissione XII°), ( quest’ultima Petizione trasformata in n. 1062 del 30 marzo 2016; poi in n. 1109 dell’8 giugno 2016, insomma una vera girandola veramente pietosa !) per un iter parlamentare veloce che possa imprimere questo delicato ambito in una legge-quadro nazionale, che poi ogni singola Regione l’approva a secondo delle situazioni locali :

 

1.) rivedere la legge Basaglia almeno in 2 punti :

 

a.) con l’introduzione di autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio (TSO) anche in assenza del consenso del paziente, almeno in determinate condizioni ;

b.) con la realizzazione di strutture territoriali di Riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravi un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli.

Queste due modifiche, con le dovute garanzie del rispetto del paziente e dei suoi familiari, non hanno purtroppo trovato l’attenzione dei Consessi Parlamentari, per cui, ripeto, quel Testo Unificato Burani Procaccini concordato con tutte le parti politiche si è arenato in Parlamento nel 2005, messo sotto il “calamaio” da quel ex- Presidente che dice di difendere la Chiesa e la Famiglia e non ha mai risposto alle n/s domande .

2.) Essere competenza regionale quella di istituire Servizi di Riabilitazione territoriali e Servizi di vicinanza che consentono di rilevare precocemente comportamenti anormali di pazienti noti o di persone ignote. Purtroppo per la psichiatria si continua ad investire poco, malgrado l’evidenza che questa è un’area di disagio estremamente critica ed in aumento legata fra altro alla senescenza in forme miste ancora più complesse.

3.) Inoltre l’aspetto sanitario è solo una parte del “problema”, in quanto quello sociale è altrettanto se non più importante. Il definire sostegni economici alle famiglie che si gravano dell’assistenza ai pazienti con handicap mentale, cioè il Fondo Dopodinoi che richiediamo fin dal 1998 nelle n/s Petizioni, l’inserimento lavorativo e di sostegno con mediazione tra Azienda e paziente, il sostegno scolastico ecc., sono temi che competono ad altri Ministeri e che non sono mai stati affrontati in maniera decisiva.

4.) Infine la prevenzione in età scolare dei disturbi del comportamento e delle psicopatie in Italia non viene fatta, malgrado si sappia che questa azione preventiva può consentire di affrontare le psicosi ( malattie del sistema nervoso dovute a causa congenite, nascita prematura, difficoltà respiratorie, lesioni celebrali ) e le nevrosi o turbe psichiche non psicotiche ( la facile irritabilità, difficoltà motorie, totale mancanza di fiducia negli adulti, paura di andare a scuola o di stare insieme ai coetanei ) in maniera più efficace ed affrontare la schizofrenia in modo migliore e più urgente.

La sola “cosa certa” che resta a questi inermi concittadini, alle loro famiglie e per la sicurezza di tutti i cittadini, è la speranza che la sconfitta fin oggi registrata, sia un domani di sincero rispetto e logico realismo ! 

Le famiglie lasciate nella loro grande solitudine possono crollare di fronte al problema ( specie sul dopodinoi, cruccio principale) per cui a volte si assiste ad estremi rimedi, tragedie, ripeto, che quotidianamente apprendiamo dai mass media restando increduli e sbigottiti.

Per il progetto di vita che emerge con cruda realtà, resta molto insoddisfatto il mondo della sofferenza, della disabilità, del dolore infinito perché con pochi euro ( una vera vergogna ! ) al mese consentono a questi malati solo di sopravvivere e con vera drammaticità il così detto “dopodinoi”, che costituisce l’assenza della sicurezza economica avvenire di coloro che devono proseguire il vivere quotidiano, dopo la morte dei genitori o dei parenti.

Al Parlamento, al Governo un invito particolare ed urgente affinché provvedano ad approvare una legge-quadro ( che “suggeriamo nella n/s Petizione, con servizi specifici in strutture adeguate) che dia uniformità di applicazione in tutte le Regioni a questo ambito socio-sanitario a tutela dei diritti di questi “malati”, per le loro famiglie e per la sicurezza dei cittadini, in ottemperanza dell’art. 32 ed altri della n/s Costituzione e norme legislative aderenti alla realtà che non si deve più nascondere.

Con le parole del Santo Giovanni Paolo II° : “Andiamo avanti con speranza”!.

Previte

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