L ‘Anno della Misericordia sta per “chiudere“ Resta ricco di Fede, di riflessioni, di suggerimenti per tutti?

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Si chiude il 20 novembre 2016 l’Anno della Misericordia, evento mondiale indetto dal Papa Francesco il 13 marzo 2015 a due anni dalla Sua elezione al Soglio Pontificio “ perché la Fede di ogni credente si rinvigorisca e così la testimonianza viva diventi sempre più efficace “.

Hotel-Roma-citta-del-vaticanoLa parola del Papa è la via sicura per incamminarci da cristiani, come fecero gli Apostoli che seguirono Gesù sulla via della Croce.

L’obiettivo dell’Anno è stato ed è quello di riscoprire la n/s Fede, della quale non solo il cristiano ma tutto il mondo ha ed abbiamo tutti fortemente necessità, i cui contenuti sono nel Catechismo della Chiesa Cattolica, del quale quest’anno ricorre il XX Anniversario

E’ un Documento fondamentale della Chiesa Cattolica voluto da Giovanni Paolo II° intorno alla Fede, con l’intento quotidiano specie dei credenti, di non dimenticare di affidare con Fede la loro esistenza al Creatore.

Ma la n/s è una vita quotidiana piena di sorprese e “quando quelli che sono nel Tempio siano sacerdoti, laici, segretari, ma che hanno da gestire nel Tempio la Pastorale del Tempio, divengono affaristi, il popolo si scandalizza. E noi siamo responsabili di questo. Anche i laici, tutti”.

Lo ha detto con dolcezza, ma con estremo coraggio Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata a Santa Marta il 21 novembre 2014 ed ha ammonito: “Se io vedo che nella mia Parrocchia si fa questo, devo avere il coraggio di dirlo in faccia al Parroco”. Queste coraggiose nonché utili espressioni molto significative di storia del giorno e di storia della Chiesa valgono non solo in Italia, anche nel mondo.

Eppure rappresentano quei tasselli di quel grande quadro quotidiano di cui è costituita la vita della Chiesa !

Sono parole e valori profondamente reali, umani, cristiani e per i cristiani che sono alla base del sistema formativo e sono espresse con quella tenerezza sulla quale insiste Papa Francesco, di misericordia, anche se espresse con notevole rudezza, dovrebbero cambiare il cuore di qualche “ birichino” che ancora insiste nella vita ecclesiale, perché sono frutto di un atteggiamento buono, ma non di compassione, durezza, chiusura degli occhi di fronte al male.

Quelle parole sono tese alla rieducazione ed alla socializzazione anche di fronte ad una realtà, a volte scomoda, molto scomoda, davvero scomoda !

“Il popolo di Dio sa perdonare i suoi Preti, quando hanno una debolezza, scivolano su un peccato”, ha spiegato Francesco: “Ma ci sono due cose che il popolo di Dio non può perdonare: un prete attaccato ai soldi e un prete che maltratta la gente.

Una volta Papa Francesco disse “ I soldi sono lo sterco del diavolo” e “quando la Chiesa o le Chiese diventano affariste, si dice che non è tanto gratuita la salvezza” ed ancora “Penso allo scandalo che possiamo fare alla gente con il nostro atteggiamento “ e “ con le nostre abitudini non sacerdotali nel Tempio: lo scandalo del commercio, lo scandalo delle mondanità” e “ quante volte vediamo che entrando in una Chiesa, ancora oggi, c’è lì la lista dei prezzi” per il battesimo, la benedizione, le intenzioni per la Messa ed il popolo si scandalizza”.http://piwik1.glauco.it/piwik.php?idsite=9 Esiste, infatti, un’unità profonda tra l’atto con cui si crede ed i contenuti a cui diamo il n/s assenso.

L’Apostolo Paolo permette di entrare all’interno di questa realtà quando scrive : “ Con il cuore…si crede…e con la bocca si fa la professione di Fede” ( Rm 10, 10 ) : Il cuore indica che il primo atto con cui si viene alla Fede è dono di Dio ed azione della grazia che agisce e trasforma la persona fin nel suo intimo ( Porta Fidei 10).

Occorre, per noi cristiani, chiedersi se nel n/s vivere quotidiano siamo in grado di poter fare momenti di incontro vivo con il Salvatore o si riduce tutto ad un momento celebrativo e non di riflessione e chi non si pente e ” fa finta di essere cristiano fa tanto male alla Chiesa “ ( Papa Francesco 11 novembre 2013 Chiesina S. Marta Vaticano ).

Benedetto XVI°, Papa Emerito, ha consegnato a tutti un Messaggio, soprattutto ricordando “gli ultimi fra gli ultimi, i più deboli, emarginati, i disabili, i quali sono da “vedere” non come un carico di pietà e dolore, ma come dono di Gesù” (Angelus 2 dicembre 2012 ).

Su alcuni aspetti della Fede, ritenuti ancora ambigui “ per il cristiano legato a certe idee del mondo” dice ancora Papa Francesco “ “non si deve usare Cristo per fare carriera”, mettendo in guardia “dalle tentazioni di seguire Gesù per avere più potere”( Santa Marta 28 maggio 2013 ) : una tentazione radicata, purtroppo, nel cuore di molti cristiani !

“ Pregate per i Vescovi ed i Preti perché siano Pastori e non lupi” ( Papa Francesco 16 maggio 2013 ) parole dure, consistenti, reali ma coraggiose che centrano uno dei malesseri odierni, che avviliscono quanti sono dentro e fuori della Chiesa e soffrono e significative sono le parole su San Paolo “ che lavorava con le sue mani e non aveva un conto in banca”, da cui l’esortazione agli uomini della Chiesa : “ perché siano poveri, perché siano umili, miti, al servizio del popolo”.

Al contrario osserva ancora Papa Francesco “Essere fieri di andare contro corrente e pensare che Sacerdoti, Frati, Suore svolgono ogni giorno con generosità il loro servizio per dedicarsi ai bambini, ai disabili, agli anziani “( Papa Francesco Angelus 23 giugno 2013)

Sono richiami, in breve citati, perché il Magistero della Chiesa e Papa Francesco ci rammentano spesso quali cristiani e buoni samaritani , se “ Dio non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe “( primo Angelus Piazza San Pietro).

In questo fine “Anno della Misericordia” alcuni temi sono stati trattati, nel compito di evangelizzazione tra i quali “Il significato del Pontificato di Papa Francesco per il continente”e “La Nuova Evangelizzazione”, altre questioni importanti sono state esaminate come quelle relative alla cooperazione ed alla comunione in tutto il mondo, tra le Chiese locali, la cultura e la società, come il tema di Maria “Madre della Chiesa” nel contesto del cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II.

I temi che stanno generando particolari aspettative sono quelli legati alla religiosità popolare, alla cosiddetta “emergenza educativa”, all’eutanasia, all’aborto, al matrimonio ed alla famiglia, insieme alle questioni che toccano i politici e le autorità del Continente, la formazione del clero, le missioni, l’ecumenismo, i catechisti e le attività sociali e caritative della Chiesa ( da Bollettino del Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LVII n. 314 ) .

Non sono stati trascurati dalla Sede Apostolica, in questo “Anno della Misericordia”, i momenti di rievocazione della pietà, i drammi del mondo della sofferenza, della disabilità, del dolore che quotidianamente incontriamo dove “ non pochi cristiani dedicano la loro vita con amore a chi è solo, emarginato, escluso perché proprio in loro si riflette il volto di Cristo” come ha posto in evidenza argutamente Papa Francesco ( 9 novembre 2013 ) nella Sala Nervi quando ha ricevuto il Sodalizio dell’UNITALSI con circa 400 disabili fisici e psichici visitandoli ed intrattenendovi uno per uno come un papà attento, sincero ed affettuoso .

La crisi morale impone di eliminare le barriere dell’ingiustizia e la vera sfida per il futuro dell’umanità è quella di costruire una pace ed uno sviluppo che non esclusa nessuno, perché “ capita ormai non di rado che i cristiani si diano maggiore preoccupazione per le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno, continuando a pensare alla Fede come un presupposto ovvio del vivere comune che in effetti non solo non è più tale, ma spesso viene perfino negato “ ( Porta Fidei 2).

L’Anno Straordinario della Misericordia ha lasciato l’intendimento del concetto della Carità, del perdono, dell’atto misericordioso con l’Apostolo Paolo che ha detto che la Carità è la corona delle virtù cristiane e l’Apostolo Giovanni chiarisce che la pietra di paragone della vera carità è la praticità e la concretezza perciò esorta “ Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità ( 1GV ( 1GVm18).

Questo è stato l’Anno della Misericordia che ci ha consegnato il gioioso annuncio della Fede, della Carità, delle Opera di Misericordia.

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II°: Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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