Dal “Riso Amaro” una gradevole visita per i Sordi Legnanesi

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Da quello spietato “Riso Amaro” che aveva immaginato e provato l’attrice Silvana Mangano nelle riprese cinematografiche del timore di essere inadeguata, invece l’abbiamo trovata grandiosa nella sua ottima interpretazione.

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Difatti i Sordi dell’Associazione Alto Milanese di Legnano per un venerdì del 23 ottobre hanno voluto ricordare visitando il celebre luogo ove avevano girato diversi spezzoni di filmato prodotto nel 1949 che l’hanno resa celebre: La Veneria di Lignana (VC).

Nel suo 26° di scomparsa la sex symbol Silvana Mangano che aveva segnalato la storia del cinema italiano, un’attrice capace di passioni e seducente, ostinatamente vitale riesce ancora a far entrare negli animi di oggi i più restii.

Infatti i nostri amici da quell’intera mattinata fortunatamente splendida di sole autunnale assistiti dalla graziosa e paziente Silvia coadiuvata dall’ottima interprete dei segni Valentina abbiamo compreso varie fasi di trasformazione del riso, visitando lunghi e bassi caseggiati, fabbricati per la lavorazione del riso, enormi silos circondati da una sperduta riseria (10.000 metri quadrati) carenti di luoghi dove fu realizzato il celebre film ed alcuni rasi al suolo per la sicurezza, comunque ci siamo trovati nella zona dov’è concentrata la maggior produzione del riso in Italia.

Si è saputo che la cascina Veneria vanta di aver ha avuto una lunga storia di transizione e passaggi di proprietà a cominciare dalla seconda meta del 1400 con i monaci Cistercensi che si dedicarono alla bonifica dell’area paludosa, poi dal 1718 con i monastici dell’ordine degli Umiliati, della famiglia Agnelli negli anni del 1937, della Società Agricola Industriale del 1950 ed in fine nel 2010 la cascina venne acquistata dagli attuali proprietari, la famiglia Bertoldo.

La maggior parte di noi ha acquistato 5 chili del prezioso riso Carnaroli prodotto dalla “Venaria” ed dopo i convenevoli saluti d’arrivederci la gentilissima Silvia ci ha donato sacchetti di quel riso manufatto.

La sua produzione comunque consiste oltre del più rilevante riso Carnaroli, il Vialone, il Nano, il Balilla, il Gange e il Baldo.Per pranzo ci siamo recati nell’attigua trattoria della riseria Veneria a gustare alcune specialità culinarie come le tortine di verdura, il risotto al radicchio con taleggio ed altre gustose diavolerie.

Nel primo pomeriggio col pullman ci siamo recati ad una ventina di chilometri in un’altra riseria “La Colombara” di Livorno Ferraris (VC). Anche da quella l’abbiamo trovata vasta con un grande cascinale a forma di un quadrato situato all’interno della pianura composto di locali nella trasformazione e confezionamento in scatole, barattoli ed altro del loro prezioso riso “Acquarello”. Soprattutto quello che ci ha colpito di più è stato l’enorme museo conservato al naturale di locali adibiti alle scuole, agli angusti vani di numerose famiglie, di dormitori delle mondine tutti pieni di vestiti, libri, quaderni sgualciti, robe vecchie, mobilio, di depositi di antiche carrozze, automobili del 1930 fino alla simpatica Bianchina e perfino motociclette della Legnano e numerose biciclette sparse dappertutto tra dentro e fuori della cascina ovviamente vecchie tutte conservate come se fossimo vissuti in quel periodo dove lavoravano migliaia di mondine.

Non sono mancate cospicue fotografie delle lavoranti del riso: le mondine abbastanza antiche con vari cartelloni del film (Riso Amaro). La durata è stata più lunga del previsto di tre ore ma molta seguita per l’ampiezza dei luoghi da visitare e i diversi temi culturali che ci ha spiegato l’instancabile ed arzillo signor Mario: la guida locale, ossia l’unico sopravvissuto a quella bellissima storia: La Colombara.

Comunque quella gita altamente culturale è stata positiva sotto tutti gli aspetti, perché noi non solo abbiamo appreso la grande trasformazione industriale del riso ma della gradevole accoglienza che ci ha offerto con cuore le ottime persone: Silvia della Tenuta Veneria e Mario di quella Colombara coadiuvate dall’ottima interprete dei segni: Valentina. Inoltre si è saputo che a novembre presso il salone dello sportello “No Barriere alla Comunicazione” di viale Zara, 100 (ex Scuola Giulio Tarra) proietterà il celebre film “Riso Amaro” sottotitolato ed dopo seguirà una tavola rotonda per discutere su quel tema filmato.

Del Grosso Giuseppe

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