La protesta dei sordi tra soci e non soci

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Riceviamo e pubblichiamo:

In questi giorni, tra settembre ed ottobre, si è scoppiata la polemica sui social network tra i membri della comunità sorda, ovvero: soci dell’associazione storica come e di altre sigle delle associazioni tra cui il “Comitato #IOESISTO”. Una lunga fila di sigle e di associazioni sordi che litigano tra la più antica e le giovani e piccoli gruppi tra sordi tra le regioni e le province d’Italia. 

Il casus belli a quanto pare si tratta dell’articolo 6, un articolo dello statuto dell’associazione storica dei sordi italiani che è scoppiata a metà settembre del 2019. Tra le file delle comunità sorde regionali si lamentano delle violazioni che sulle foto e dei video si vedono dei dirigenti che hanno partecipato ad un raduno del partito politico nordista a Pontida che è il raduno annuale del partito politico. 

Molti sordi, audiolesi ed ipoudenti si lamentavano tramite i video in LIS tra i diversi gruppi su Facebook ed altri social networks, dei blogs. Chiedono a gran voce ed unita le dimissioni di quei due protagonisti: il vicepresidente nazionale ed un presidente regionale delle tre lettere che compone la più grande associazione e storica della comunità sorda italiana, che tutela e li protegge. 

E’ questa la rivoluzione che si aspettava il 24 ottobre? Di certo no: oltre a spiegare dell’articolo 6, si tratta di altro: c’è stato perfino un cartello che recitava: “FUORI GLI UDENTI DALL’ENS”; un caso di discriminazione tra sordi ed udenti o si tratta di strumentalizzazione politica? Tra l’altro la manifestazione è stata fatta nel cuore della politica della Repubblica Italiana: Piazza Monte Citorio. 

Abbiamo notato che alcuni hanno usato dei pupazzi e dei cartelloni che hanno causato delle polemiche scoppiate tra chiacchiere e polemiche. Uno di quei pupazzi si notava un grande pupazzo che rappresenta l’attuale presidente nazionale dell’ENS e di sopra due piccoli pupazzi che a quanto pare siano il segretario nazionale ENS ed un interprete LIS della stessa ENS che il pupazzo grande regge due sacchi che rappresentano dei soldi (da qui non è chiaro se sono dei contributi pubblici per dei progetti in favore dei disabili uditivi o sono dei tesseramenti annuali dei soci). O è satira o è offensiva tra soci in maniera personale? Anche qua non è chiaro il messaggio. 

Non ci è chiara l’obbiettivo e il problema; anzi il nodo dei casi sarebbero prima capire dal 2011 che fine hanno fatto i soldi dalla banca di Livorno, e di tanti progetti come il CAPS o di SOS SORDI che l’allora presidente nazionale ha fatto il giro in tutte le parti d’Italia a dimostrare dei “buchi” e dei debiti che versava l’organizzazione. Ma tutti si ricordano del 2011 come i famosi “garibaldini” che sfiduciava l’allora Presidentessa nazionale che ora fa delle polemiche politiche ed in più era candidata politica in liste di Fratelli d’Italia che alle ultime europee del 2019 non è riuscita ad essere eletta. 

C’è una grande galassia di diversi gruppi tra sordi che vogliono vendicare e calunniano o diffamano a danni per tutti sordi che al di fuori del mondo dei “non sordi”, cioè udenti, che ci sono dei lavoratori come assistenti alla comunicazione LIS per i piccoli alunni ipoudenti nelle scuole di ogni grado ed anche degli universitari audiolesi che studiano e si laureano grazie al lavoro degli interpreti LIS nelle diverse università. Non solo ma anche di altri servizi come negli ospedali o di assistenza nei vari uffici per dei disbrighi pratiche burocratiche. 

I dirigenti che conoscono bene le difficoltà dei sordi italiani eppure i piccoli gruppi nei diversi territori continuano a fare delle battaglie per qualcosa che noi “non sordi” (udenti) ignoriamo dai fatti accaduti all’interno di diverse sezioni provinciali o dei consigli regionali. 

Dicono spesso che vogliono fare le rivoluzioni all’interno della comunità sorda eppure di risultati sono scarsi o falliti per altre ragioni a noi oscuri. Vogliamo più chiarezza e trasparenza visto il numeroso tsunami di vari comportamenti di diversi personaggi e protagonisti che hanno animato nei numerosi video in LIS (lingua dei segni italiana) in sparuti argomenti dalla politica ai diritti che sono negati quotidianamente. 

Ma i politici udenti italiani sanno delle situazioni in diverse sezioni dell’associazione storica dei sordi?

Sanno dei problemi e che vogliono e richiedono a più volte il diritto al riconoscimento della LIS?

Ci hanno dato per un breve periodo a guardarci e capire i nostri bisogni quotidiani?

I politici hanno deciso di votare o continuano a promettere ai quattro venti per i nostri diritti ad usare la LIS? 

Insomma, c’è una domanda che racchiude tante domande: quelle sigle di diverse associazioni che fanno parte di quegli ex soci che adesso sono soci sordi che hanno creato come diverse associazioni per sordi, eccetera; che cosa vogliono realmente alla più grande associazione storica italiana dei sordi?

Aggiornamento il 29 ottobre 2019

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