L’appello di Salvatore a Musumeci: “Presidente, non abbandoni i disabili”

Era previsto un taglio di oltre 100 milioni, ora il Governo è riuscito a trovare i fondi per ripristinare il capitolo, ma ora deve passare in aula all'ARS

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Salvatore Cangelosi non è un ragazzo che incontri facilmente per strada.

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Semplicemente perché non può. Salvatore ha 48 anni, vive a Pollina ed è affetto da atrofia muscolare spinale, una patologia che lo tiene inchiodato su di una sedia a rotelle sin dalle prime fasi della vita. “Non sono abile nelle mie funzioni motorie, ma lo sono perfettamente nelle mie funzioni cognitive – afferma con determinazione Salvatore. – Questo mi ha permesso di essere all’ altezza in tante situazioni e vicissitudini battendomi con determinazione per me e per tutti quelli che si trovano nelle mia stessa situazione e, purtroppo, siamo tanti”.

“Questa volta sono seriamente preoccupato perché– scrive Salvatore in una nota inviata alla nostra redazione – ho letto un disegno di legge folle che rischia seriamente ad abolire l’assegno di cura e tanti servizi essenziali per noi disabili. Secondo questo disegno di legge della finanziaria in discussione all’Ars, il governo regionale vorrebbe tagliare di quasi 100 milioni di euro la dotazione del capitolo di bilancio dedicato.

Questo significa che già da giugno il contributo mensile non verrà più erogato, con un costo sociale inimmaginabile che massacrerà l’esistenza di 13 mila disabili gravissimi. Per me e per tutti quelli che si trovano nelle mie stesse condizioni non ho mai chiesto più di quel che ci tocca. Chiedo solo attenzioni non negligenze, chiedo diritti e non solo doveri da dare, chiedo solo di esistere dignitosamente. Perché nessuno riesce a garantire alle persone inabili una vita decorosa fatta di assistenza e non di mero assistenzialismo, di considerazioni e non di eloquente pietà.”
Salvatore si è rivolto alla nostra redazione per fare un decoroso appello al Presidente del Consiglio e al Presidente della Regione Siciliana: “Vi prego di mettere in primo piano i problemi dei disabili e delle famiglie che li assistono e salvaguardare la loro vita con una condizione economica adeguata. A noi disabili i soldi non ci servono per andare in vacanza o per andare in discoteca, ma per cercare di vivere una vita dignitosa e senza umiliazioni e rinunce.”
Al fianco di Salvatore Cangelosi, in questa battaglia, c’è la sua amica, e noto personaggio politico, Simona Vicari. “Ancora una volta ho deciso di stare al fianco dei più deboli – afferma l’ex senatrice – è una vergogna fare cassa su chi la mattina non sa come alzarsi dal letto e affrontare la giornata con dignità. Chiedo al presidente della regione Siciliana Nello Musumeci di mettersi la mano sulla coscienza e di approvare i fondi necessari per l’assistenza a queste persone che ne hanno bisogno.

Proprio sul tema dell’assistenza ai disabili, lo scorso 3 maggio una nota del vice presidente della Regione ed assessore al bilancio, Gaetano Armao, annunciava il rifinanziamento del capitolo.

Una integrazione possibile grazie alla riduzione del debito iva previsto. “A fronte di una previsione negativa di circa 200 milioni – ha annunciato Armao- a seguito di un conguaglio il nostro debito si riduce drasticamente fino a circa 30 milioni. Alla luce di quanto sopra e volendo tener conto anche delle esigenze emerse durante il dibattito in Aula, il governo ha presentato alcuni emendamenti di cui uno relativo all’esercizio 2022 (dell’importo complessivo di 220 milioni) che determinerà, fra l’altro, lo sblocco integrale di spesa relativa al Fondo per la disabilità, ed anche per gli esercizi 2023-24, il finanziamento di quota parte della spesa per fondo della disabilità”.

 

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