Palermo, la storia di Marzia: sportellista non udente, un riferimento grazie alla lingua dei segni

Marzia, non udente dalla nascita, lavora in un ufficio postale a Palermo, unico della Regione abilitato per la Lingua italiana dei Segni: la sua storia raccontata da TV 2000

0
27 Numero visite
PUBBLICITA

Poste Italiane ha da sempre l’inclusione e l’abbattimento delle barriere fra i suoi principi cardine.

PUBBLICITA

TV 2000 racconta nel programma “L’ora solare” la storia di Marzia, non udente dalla nascita, che lavora in un ufficio postale a Palermo, unico della regione abilitato per la Lingua italiana dei Segni.

Il servizio di interpretariato in Lis è attivo in Poste Italiane dal 2016 ed abbiamo otto sedi che forniscono questo servizio – dice Davide Di Fede, direttore dell’ufficio postale Ausonia di Palermo – Questo ufficio postale è il punto di riferimento per tutta la Sicilia per quanto concerne questo servizio”.

Punto di riferimento non solo per chi è non udente

“Questo sportello – racconta Marzia Musso – è pensato specificamente per una sensibilità verso le persone non udenti e ci si esprime nella lingua italiana dei segni. Quando ho iniziato a fare questo lavoro, avevo sempre desiderato farlo: il risultato è stato veramente positivo”. “Posso dire che – aggiunge Di Fede – non ci sono mai stati problemi relativamente al servizio offerto, anzi tutt’altro. Ci sono dei clienti che ormai abituati ad espletare delle operazioni con Marzia e Salvatore (altro dipendente interprete della Lis, ndr), li cercano come punto di riferimento”. “L’importante – precisa Marzia – è parlare chiaro, piano con i clienti”.

Un esempio da seguire

“Il servizio che offrono Marzia e Salvo è aperto a tutta la clientela – dice ancora Di Fede – sono un esempio per gli altri colleghi, perché a fronte della loro situazione, lavorano in maniera passionale ed offrono il loro servizio a tutti, in egual modo”. Nel servizio di TV 2000 viene intervistata anche la sorella di Marzia, Monica: “Nessuno di noi ha mai avuto in famiglia l’interesse per il linguaggio dei segni – dice – ha iniziato da sola a 18 anni. A scuola la seguivano gli insegnanti di sostegno, ma a quei tempi non era facile. Però si è laureata a pieni voti, grazie all’insegnante di sostegno. Riesce persino a supportare delle guide turistiche, ha creato dei gruppi di ragazzi adulti che riescono ad accompagnare le persone non udenti nei musei supportando le guide come interprete”.

Marzia conclude con un sorriso: “Quando mi sentono parlare, mi dicono sempre: ma lei è straniera? Io rispondo: no, sono palermitana”.

 

Notizia