L’ex Provincia taglia i fondi, protesta degli studenti disabili a Palermo

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Per garantire il servizio di trasporto e comunicazione, stop ad altre attività

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di GRAZIA LA PAGLIA

 

151349442-46d81ab3-d935-4cf3-95d2-172aee306aa8Hanno manifestato davanti alla sede della provincia gli studenti sordi e muti di Palermo che hanno visto annullato, nei giorni scorsi, una parte del servizio di assistenza garantito dalla Città Metropolitana. Per permettere ai ragazzi di tornare in aula e di seguire le lezioni mattutine dopo diversi giorni trascorsi a casa, l’ex provincia ha stanziato le somme per assicurare nuovamente il servizio di trasporto e di comunicazione. “Ma per garantire queste due azioni per i prossimi due mesi, sono state tagliate altre attività come il semiconvitto e il sostegno per le attività extrascolastiche”, spiega il presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Palermo che, questa mattina, ha manifestato insieme all’Ente nazionale Sordi, all’Istituto Annibale di Francia, all’Istituto ciechi Florio Salamone e alla cooperativa sociale Progetto Salute.

“Non ci stiamo. Non vogliamo che i nostri ragazzi debbano rinunciare ad una parte delle loro attività. Per questo abbiamo chiesto un incontro con il commissario straordinario dell’ex provincia, Manlio Munafò, e abbiamo proposto di rifinanziare tutti i servizi. Certo, i soldi disponibili si esauriranno prima dei due mesi previsti ma noi ci attiveremo subito per pressare Stato e Regione e chiedere che vangano sbloccati al più presto i nuovi fondi. Il commissario, infatti, ci ha spiegato che le casse sono vuote in attesa dei trasferimenti all’ente da Roma e dal governo regionale. Trasferimenti che non arrivano. Il commissario

ha promesso di valutare la nostra proposta. Ci farà sapere”.

L’Unione dei Ciechi annuncia che, insieme alle altre associazioni presenti oggi in via Maqueda, organizzerà una grande manifestazione regionale davanti alla sede dell’Ars. Il rischio è che da febbraio i ragazzi siano costretti a restare nuovamente a casa per svariate settimane, perché non ci saranno più i soldi necessari per garantire la loro assistenza scolastica

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