Eutanasia! E’ una licenza di uccidere?

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In un “video appello” di 3 minuti è stato inviato al Parlamento Italiano ed Europeo nel quale circa 70 persone tra cittadini e diverse categorie di persone di primo piano si alternano, a svolgere affinché il Parlamento discuta una Proposta di Legge d’Iniziativa Popolare per far “entrare nella vita” l’eutanasia .

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Apparentemente potrebbe essere una licenza di uccidere, ma il video citato è stato “lanciato” proprio il 10 dicembre 1999 Giornata in cui si ricorda la “ Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo “ dell’ONU ed oggi, 2020 si parla con troppa enfasi di questa parola tanto discussa dai media .

di Franco Previte

Da un certo periodo di tempo sui mass media, di una certa spericolata politica con una certa insistenza si vuole introdurre l’eutanasia che costituisce una delle norme del diritto alla vita, argomento molto inquietante che viola quei principi fondamentali dei Trattati Internazionali e dalla n/s Costituzione .e da un presunto “diritto di licenza di uccidere”. Ma cos’è l’eutanasia ? In breve é’ il procurare intenzionalmente la morte all’individuo, alla persona, al malato la cui vita è compromessa da una patologia disgregante, da una menomazione grave, da una condizione di natura psichica.

Nell’antichità il vocabolo eutanasia è inteso quale morte dolce, cioè senza sofferenze atroci, mentre oggi, nuovo millennio, viene definita dalla Medicina un’azione diretta ad attenuare i dolori della malattia e dell’agonia.

La parola eutanasia oggi viene intesa, quale mezzo che può procurare la morte per pietà, allo scopo di eliminare le sofferenze per bambini anormali, malati terminali, persone anziane, persone in fin di vita, insomma “azioni” definite a non prolungare una vita infelice e dolorosa .

Ma “togliere” la vita, che non è uno scherzo, per noi Cristiani è contro la Morale Cattolica, contro ogni forma di attivazione di snaturare la vita, per “altri” è voglia di vita, della vita e del vivere, un valore che va difeso e se indifeso si può andare incontro a discriminazioni inique, alterne, distruttive, per altri ancora è morire intenzionalmente, si dice, per alleviare dal dolore : budget del ricoverato .

In Italia il cammino verso l’eutanasia e la sua eventuale legalizzazione, salvo il ricordo della Germania nazista che ne ha proposto il triste primato, è “ azione movimentata da molti anni ” . Essa mira a disciplinare la sospensione delle terapie straordinarie destinate a prolungare una vita.

Il diritto a far valere l’affermazione del si e del no all’eutanasia, al di fuori dei singoli avvenimenti, è una manifestazione della volontà che l’uomo ha di se stesso, della vita, della sofferenza, della morte.

Tra Legge dello Stato e Legge che ogni persona porta nella propria coscienza potrebbe portare alla considerazione che ciò che è ritenuto legale, come la possibile emanazione di una Legge sull’eutanasia, non è morale per l’uomo .

Oggi insiste nella Politica l’accanimento terapeutico, che sarebbe una serie di Interventi Medici sul malato in fase terminale, mentre il testamento biologico è la dichiarazione anticipata di volontà, cioè il consenso informato e l’autodeterminazione del paziente, a garanzia di cure palliative e tutte le terapie del dolore disponibili.

Ma da molto tempo se ne parla troppo, siamo di fronte ad una superficiale cultura che sottrae alla ragione il perché si soffre e si muore ed è necessario, quasi impellente, affrontare con la logica le motivazioni di ricorso all’eutanasia.

E’ inconcepibile, stranamente contraddittorio che una società come la n/s, che continua a riaffermare giustamente, il valore della vita (no alla guerra, no alla pena di morte, no al terrorismo), nega questa vita attraverso il tentativo di instaurare quel presunto “diritto” di “ licenza di uccidere” .

E’ necessaria, ancora, la partecipazione di noi tutti, Cristiani o non Cristiani, di considerare il nostro prossimo, perché il dolore e specialmente la solitudine non condannino nessuno alla disperazione .

Le ragioni antropologiche ci portano ad incontrare storie od episodi che chiedono una pietà senza limiti .

Legalizzare l’eutanasia si configura come ingiustizia, come una fuga ed una rinuncia ad affrontare i reali e prioritari problemi, come quello che da oltre 41 anni attendono i portatori di turbe psichiche dal Parlamento una Legge-Quadro di Riforma dell’Assistenza Psichiatrica, come i disabili fisici attendono migliorie alle loro situazioni

Ancora una volta dobbiamo ribadire alle Istituzioni che vi sono altre priorità rispetto ad atteggiamenti di accanimento terapeutico, di considerazioni di future iniziative per testamenti biologici o quant’altro ! Potrebbe esse un monito, ma si corre il rischio di andare dalla pietà per le sofferenze insopportabili, alla vita senza valore, come episodi quasi giornalieri che si verificano, situazioni che potrebbero coinvolgere innocenti, malati terminali, anziani non autosufficienti, bambini o disabili psico-fisici . E’ un’offesa alla dignità della persona umana! E’ un crimine contro la vita! E’ un’attentato contro l’umanità !

Nel rispetto dei valori etici e sociali, che una quasi giornaliera diffusa psicopatia vuole distruggere il concetto della vita considerandosi autonoma e svincolata da ogni rapporto umano, sociale, civile ritiene quasi, nel valutare la vita dei cani e dei gatti che rispettiamo ampiamente, la persona un oggetto da buttare .

Il mondo civile, la singola persona, la ragione, la logica non chiedono di morire , ma di vivere.

La famiglia tradizionale, “martellata” oggi purtroppo in maniera pressante, densa di stress” ingovernabili, continua a mantenere la promessa di fedeltà dei coniugi, a farsi carico dei figli, ad aiutare i propri genitori anziani, soprattutto a curare i propri membri malati e disabili, a dispetto di questo mondo egoista ed amorale . Questa è vera Famiglia, con la Effe maiuscola !

Una “parola di speranza” è e resta quella che si instauri o si restauri per il bene di tutti quell’istituzione naturale che è la famiglia, motore universale della continuazione dell’uomo e non “altre” !

Ed un “segno di speranza” ci è venuto dal Cardinale Dionigi Tettamanzi con la parola “non parliamo solo di speranza, ma anzitutto con speranza” perché prevalga la voglia di non essere a favore di un tecnicismo innovativo e di un relativismo distruttivo.

Solo il Creatore ha diritto di vita o di morte !

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

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