Per incapacità di intendere e volere assolta la mamma che uccise i suoi due figli, ma indotta ad essere ricoverta in una Struttura Psichiatrica!

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Assolta la mamma che uccise i suoi due figli perché incapace di intendere e volere, tale Antonella Barbieri di anni 39 ex modella, che nel 2017 uccise la figlia di anni due e con un coltello l’altro figlio di anni 5 e da notizie della stampa ( Corriere della Sera del 18 maggio 2019) dal Tribunale di Mantova, è condannata per dieci anni ad essere ricoverata in una Struttura Psichiatrica .

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A volte potrebbe essere un Provvedimento giusto, ma spesso è un diversivo giuridico che consente ad avere una diversa disposizione legale .

Ai gravissimi fatti quotidiani di reati di omicidio, suicidio, crudeltà, futili motivi di premeditazione, specie quelli densi di tristezza che avvengono in famiglia, sollevano il nodo dell’imputabilità penale, a seguito, appunto, della così detta “incapacità giuridica di intendere e volere”.

Naturalmente come primo provvedimento l’Autorità preposta dispone l’internamento in un Ospedale Psichiatrico.

L’allarme sociale del gravo fatto non ultimo quello avvenuto, riapre ancora una volta il nodo della perizia psichiatrica per raggiungere quella metodologia giuridica della “incapacità di intendere e volere” a volte decisamente incomprensibile e mostruosa, quindi, forse, consequenziale della non imputabilità del soggetto autore del “misfatto, che ci fa restare strabiliati e preoccupati in quanto non vi è più certezza della pena !!!

Non si può decisamente affermare che il raptus di cui sopra sia dovuto ad una infermità mentale, anche supponendo che se quella “persona” era in cura psichiatrica e non ci vogliamo addentrare nel “fattaccio” e nelle valutazioni giuridiche, ma si deve considerare che per “disagio mentale” il mondo Medico-Scientifico definisce situazioni diverse tra loro, quali disturbi del comportamento, panico, ansia, depressione, psicosi, schizofrenia, cronici o recidivanti che interessano l’età giovanile/adulta ed i pazienti, i quali raramente hanno coscienza di malattia.

Il problema dell’imputabilità penale nel campo psichiatrico e le varie diagnosi commesse tra psicopatologia e dinamica dei fatti, è argomento che lasciamo alla competenza Medico-Legale-Legislativa che si dibatte tra le pericolosità sociali del malato di mente e le condizioni mentali dello stesso “imputato”, ma preoccupa l’opinione pubblica che teme per la propria incolumità.

Ma non è pensabile per il cittadino che menti psichicamente instabili, autori di tragedie umane, possano entrare nei vituperati O.P.G. oggi divenuti REMS, o rientrare tranquillamente in famiglia e conseguentemente nella società, la quale in tale maniera resta, ripeto, completamente indifesa ed in balia di “costoro” che si devono ritenere socialmente pericolosi.

Resta il fatto che il Parlamento ha rinviato la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari , mentre per ora il Giudice rinvia questi “rei malati” in strutture OPG definibili manicomiali, invece che curarli, che da ben 40 anni dovevano essere soppressi .

Ora nel triste episodio di cui sopra si comincia a “ri-sventolare” ai quattro venti la solita “perizia psichiatrica” un sotterfugio giuridico, spesso e volentieri “sistema” per evitare la prigione o forse per introdurre il reo negli REMS, che non sono altro misteriose Strutture Sanitarie gestite dalla Sanità Territoriale che “ sostituiscono gli ex- Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

In Italia con le leggi 180 e 833, ripeto, s’intendeva “chiudere” tutti gli Ospedali Psichiatrici e superare quei “specifici ed obbrobriosi sistemi di cura” ipotizzando la riconversione delle strutture e cure capaci di garantire interventi integrati e dignitosi per il malato psichico nelle varie fasi del suo trattamento. Questo lo spirito della legge Basaglia.

Ancora una volta auspichiamo che l’intendimento delle Istituzioni Legislative ed il Governo del Cambiamento si facciano carico di riforme urgenti, invece di formalizzarsi in inutili e dannose litigiosità che non servono né a coloro che gestiscono la res pubblica né ai cittadini, per non dover assistere ancora una volta a questi “abominevoli massacri” !

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza “!

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto né gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti .

 

 

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