Ines Boffardi: La passionaria bianca, già membro del Governo Andreotti

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La deputata genovese, già Sottosegretaria di Stato con l’incarico della CONDIZIONE FEMMINILE del Governo quarto e quinto Andreotti, che non si arrese mai ai “compromessi” dei dirigenti del suo Partito : la D.C. !

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E’ stata sempre vicina agli ultimi fra gli ultimi : i disabili e tutto il mondo della sofferenza, del dolore !

Nella Giornata della Donna mi ritengo un privilegiato nel riportare una intervista da me fatta in occasione della “ Giornata Internazionale della Donna 2019“

Onorevole Ines Boffardi genovese, nata a S.P.D’Arena, nubile, risiede a Sestri Ponente, un quartiere popolare di Genova, da sempre in casa d’affitto e proveniente da una famiglia di operai, decima di undici figli, ha sempre lavorato nella sua veste pubblica a contatto con la realtà quotidiana della sue gente. Ha partecipato alla guerra di Liberazione nei SAP (Corpo Volontari Libertà). Presidente dell’Azione Cattolica ha insegnato per 10 anni nell’Istituto Giannina Gaslini  di Genova quale educatrice del Fanciullo Ammalato.

Ha ricoperto cariche amministrative-politiche nel Comune di Genova (è stata Vice Sindaco con Pertusio e Pedullà, ed anche Assessore all’Assistenza e Spedalità ) , in Parlamento quale Deputata dal 1968 per 4 legislature, nei due Governi Andreotti quale Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega “alla condizione femminile”, svolgendo un lavoro molto complesso che istituzionalmente non ha precedenti in Italia . La costituzione di questo Sottosegretariato fu posto come momento di coordinamento dei diversi interventi, che per competenza erano riservati ai singoli Ministeri, in grado di controllare l’attuazione delle Leggi esistenti e di ottenere interventi sui temi dell’occupazione femminile in un periodo un po’ turbolento della vita politica di allora. E’ stata Presidente Nazionale della Confederazione Consultori Familiari d’Ispirazione Cristiana voluti dalla Conferenza Episcopale Italiana dove quale Assistente Ecclesiastico è stato don Dionigi Tettamanzi già Arcivescovo di Milano.

E’ stata Consigliere Regionale della Regione Liguria, Assessore al Personale Bilancio Programmazione Economica della stessa Regione .

Presidente e Fondatrice del Movimento “Cristiani per servire” in Liguria , Associazione che si “occupa” dei disabili psico-fisici in Italia e nella Comunità Europea. Nella sua lunga attività amministrativa e legislativa non ha mai fatto discriminazione di sorta, ma guardato unicamente al bisogno ed alle necessità della gente. Ogni lotta per il trionfo della giustizia e della verità, l’hanno sempre trovata in prima fila per far valere i principi umani, democratici e cristiani. Ho incontrata l’Onorevole Boffardi nella sua abitazione (in affitto da circa 65 anni) in Genova-Sestri Ponente, poco prima di essere ricoverata nelle diverse Casa di Riposo in Liguria, dove mi ha ricevuto con la solita affabilità di sempre quale suo collaboratore.

Onorevole, sei stata la prima donna che istituzionalmente ha ricoperto la carica di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per “la condizione femminile”. Quali sono stati i più incisivi risultati.

Appena nominata ho costituito una Commissione di Coordinamento di tutte le Associazioni Femminili in Italia, che poi sarà chiamata Commissione per le Pari Opportunità, di consultazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri che rappresentava l’organo di collegamento ed omogeneizzazione dei diversi interventi per la sensibilità ai problemi femminili e controllo delle leggi. In tale veste in occasione del primo Parlamento Europeo per l’elezione dei deputati, feci fuoco e fiamme per “personalmente raccomandare ai Partiti Politici di includere nelle liste elettorali il maggior numero di donne”. Ricordo che incontrai una evidente opposizione , ma riuscii nello scopo.

Nel Parlamento Italiano ho sostenuto la pensione e assicurazione alle casalinghe , la tutela del lavoro femminile , famiglia , scuola , servizi sociali. Ricordo che , per la pensione alle casalinghe, non ho trovato consenziente la Commissione Lavoro perché veniva ritenuto che volessi far ritornare la donna a casa. Invece era da considerarsi , com’è nella verità , una tutela  ed un riconoscimento per il lavoro che la donna svolgeva in famiglia. In tema di uguaglianza , mentre entravano in vigore in tutti i Paesi  Comunitari le due Direttive della CEE mi sembrò indispensabile insistere sulla parità , retribuzione tra lavoratori/lavoratrici e trattamento nell’accesso al lavoro , alla formazione professionale , alla condizione di lavoro ,  di carriera , sicurezza sociale e formazione scolastica , in un periodo non facile per l’epoca , tutta pervasa da temi di rivendicazione femminile .Per ovvii motivi alla Camera il comunista Giancarlo Paletta mi diede il sopranome di Pasionaria Bianca.

La Tua formazione politica è oggi ammissibile e come giudichi l’attuale classe politica?

A noi democratici cristiani fecero scuola De Gasperi , Moro e La Pira  insegnandoci ad amministrare e non a odiare, perché amministrare significa prevedere. Cosa penso dell’attuale classe politica ? Non penso, constato e non vorrei “vedere” tante divisioni nella politica (destra , sinistra , centro , Mastella , Casini , Bottiglione ed altre formazioni che si fanno scudo della parola “cristiana”) , ma “vedere” più fedeltà ai principi e valori cristiani , anche nell’evolversi della società. Per i cattolici in politica esiste solo una ed una sola parola :”conquistare” il bene comune!

Cosa pensi del problema dell’aborto ancora dibattuto nell’opinione pubblica?

Faccio subito una premessa : la mia opposizione all’aborto , la volontà di impedire che il ricorso ad esso sia consentito dalle leggi dello Stato , non nasce unicamente da motivi religiosi (anche il Magistero della Chiesa si è costantemente pronunciato contro l’aborto ( la “Gaudium et spes lo condanna senza equivoci), ma se il no all’aborto derivasse solamente da motivi religiosi , spetterebbe ai Cattolici dare testimonianza in tal senso nella logica del loro credo.

Quando venne alla Camera dei Deputati in votazione l’articolo che autorizzava l’aborto votai contro, mentre la direttiva Piccoli era per l’astensione.  Il mio no all’aborto ed alla sua liberazione nasce dalla ferma volontà di difendere quel fondamentale diritto: che è il diritto alla vita. L’aborto non è un problema religioso , è il problema della vita , dell’uomo , riguarda il diritto ad essere uomo . Diritto non solo a nascere , ma diritto a vivere. La vita umana è il valore più grande al quale tutti gli altri valori dell’ordine storico sono subordinati. La dignità della vita umana è indivisibile : ciò vale per tutti , per chi può difenderla e per chi non è in grado di farlo. Non è un patrimonio riservato ad alcuni , ma un diritto irrinunciabile di tutti  No all’aborto , quindi , perché contrasta con il fondamentale diritto alla vita .E’ veramente strano e profondamente contraddittorio che in una società  che tende costantemente a riaffermare e difendere il valore della vita (no alla guerra, no alla pena di morte, no al terrorismo) lo si neghi poi attraverso il tentativo di costruire un presunto “diritto” di aborto in nome del quale spetterebbe alla madre o tutto al più alla coppia se e a quali condizioni una nuova vita ha il diritto di svilupparsi. Il nuovo essere non è un’appendice del corpo materno o una massa gelatinosa di cui ci si possa e con pieno diritto liberare. Crediamo che legittimare il diritto a decidere della vita e della morte di un essere umano all’inizio del suo processo di pienezza e di sviluppo costituisca non solo una violenza inaccettabile, ma una scelta carica di drammatiche conseguenze sociali. Del resto nella Costituzione Italiana e la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo adottata dall’ONU il 20 settembre 1959 afferma l’esigenza di tutelare la vita sia prima sia dopo la nascita.

Tu che stata Assessore all’Assistenza e Spedalità del Comune di Genova, perché i disabili fisici vengono spesso dimenticati in questa società, che se ne riconoscesse la non discriminazione sarebbe più accettabile .!

Il mondo civile , o la nostra moderna società, per andare incontro alle esigenze dell’uomo in difficoltà o diversamente abile se da una parte , cioè secondo la concezione cristiana , è quello di mettere a disposizione le proprie sinergie o la propria persona , dall’altra è la concezione di ritenere “ogni  persona” ed a pieno titolo “componente” dello stato sociale. Si tratta di due modi paralleli, entrambi importanti e funzionali, a raggiungere lo stesso scopo : cioè la non discriminazione o riconoscere l’uomo autentica persona.

A tale proposito ricordo che in Consiglio Regionale Ligure e quale Assessore al Bilancio votai contro una Delibera perché finanziamenti per le Categorie Protette furono stornati per essere trasferiti alle Fiere ! Infatti vi sono delle difficoltà oggettive che non devono essere nascoste, come i giornalisti “diversamente abili”  molto “lontani” dai teleschermi delle emittenti pubbliche o private! Non è forse , fra altre cose , discriminazione?. Infatti il così detto “modello sociale” auspicato e preventivato dall’Unione Europea è condensato nell’art. 13 del Trattato di Amsterdam che “combatte ogni forma di discriminazione sociale”.  Il problema di chi pensa, con una scarsa formazione morale, di “confinare” il disabile non ha e non concepisce il termine di espressione piena della personalità arricchita da capacità di conoscere, scegliere e volere quello che nel contesto sociale appare mezzo di elevazione umana.  Tutti noi abbiamo  il diritto ad uno sviluppo, ad un completamento, alla pienezza della nostra esistenza, alla necessità anche di sviluppo di una rete di servizi socio-assistenziali, naturalmente nei termini di obiettività, senza discriminazione con l’obiettivo di salvaguardia della salute individuale e del benessere sociale.

Se non  teniamo nella dovuta considerazione questo concetto allora non possiamo dire di essere civili , ma  sconfitti della vita.!

So che è in atto una campagna di informazione sociale nelle scuole di ogni ordine e grado con l’obiettivo del superamento delle barriere culturali nei confronti dell’handicap.

Ritengo  una intelligente iniziativa il far conoscere sin dall’età involutiva a quella più adolescente il valore della vita umana, della vita dignitosa di tutti, come abbiamo detto sopra, un’eguaglianza ed un diritto che deve competere a tutti  non in forma retorica, ma nella considerazione che la “persona” umana e la sua dignità devono “abitare” nei vertici dei valori morali e non  considerare “soggetti improduttivi” i diversamente abili spesso dimenticati in questa società , come Tu mi ha molto bene ricordato.  L’indifferenza , anche delle Istituzioni, ed il progressivo dissolversi dei valori morali e la ricerca continua del benessere “costi quel che costi” conducono l’uomo a disconoscere la realtà sociale. Lo vediamo tutti nel rissoso clima di antagonismo sociale e nelle diverse manifestazioni ed argomentazioni culturali e politiche (le maratone televisive per la raccolta di fondi per beneficenze od altro. Molto bene ) ! Sappiamo tutti cosa percepiscono i disabili in termini di pensione , provvedimenti economici che consentono loro e li aiutano a sopravvivere, ma continuamente “dimenticati” dalle “leggi finanziarie”! L’ Anno Internazionale 2004 dedicato dall’ONU alla Famiglia doveva essere l’occasione per dimostrare che la civiltà si esplica verso tutti per garantire alle persone diversamente abili un’esistenza libera e dignitosa.

Risulta che tra le iniziative già avviate in questa fase finale della 14° Legislatura spicca la normativa che introduce misure per la tutela giudiziaria dei disabili vittime di discriminazione. Il Disegno di Legge (A.C.4129) assegnato alla 12 Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati , si propone di estendere la particolare tutela giurisdizionale, già accordata ai disabili vittime di discriminazioni nel contesto lavorativo , (D.Lgs.216/2003) a tutte quelle situazioni in cui il disabile risulti destinatario di trattamenti discriminatori al di fuori del rapporto di lavoro. Vorrei , da ultimo ricordare anche la legge 9 gennaio 2004 n.4 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, che persegue l’obiettivo di riconoscere e tutelare il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi , compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici.  Pur nella consapevolezza che la strada da percorrere è lunga , ritengo che le misure evidenziate costituiscano un passo significativo verso un obiettivo di politiche che abbiano veramente a cuore le esigenze dei portatori di handicap e che possano continuare in miglioramento

Ed in ultimo, ma non certamente in ordine d’importanza, è auspicabile che si possa realizzare omogeneità d’intenti mirati a concetti di solidarietà, perché questi cittadini non solo sono cittadini italiani, ma anche cittadini europei che devono essere unitariamente tutelati pienamente nella loro dignità e nei loro diritti.

Previte

 

http://digilander.libero.it/cristianiperservire  

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