Clamoroso: nel bagno dell’Ospedale di Praia a Mare un Medico durante l’orario di lavoro lava le seppie!

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Mentre i problemi della Sanità Italiana infieriscono nel Mondo Ospedaliero, un Medico si dedica allegramente a preparare e lavare cefalopodi detti seppie nella Struttura Ospedaliera di Praia a Mare, che sono ottimi molluschi da usare per pranzo o cena ! 

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Non è tanto l’allegro e non impossibile episodio che ci colpisce e ci fa sorridere il solo allegro pensiero di come si lavano le seppie che anneriscono il lavandino, quanto ci meraviglia quello che avviene in questo mondo della sofferenza, che sta attraversando periodi drammatici nei Nosocomi Pubblici e nei Servizi Pubblici, dove i molti Medici si fanno in quattro per risolvere “problemi” ed altri si danno alla cultura culinaria .I continui “tagli” della Sanità sono sempre più burocratizzati, mentre resta il danno ai cittadini sempre meno assistiti.I continui problemi strutturali della Sanità Italiana, i persistenti “tagli”, le questioni sono molte, tra le quali quelle inerenti le “sofferenze finanziarie” delle Regioni che prevedono in genere tagli attorno al 1,5% dei costi del Personale, del 3,5% delle altre spese, dove il “Fondo Sanitario Nazionale” è molto esiguo, ma le “spese sanitarie più necessarie ed urgenti” del comune cittadino vengono spostate verso il privato, sono situazioni reali e veritiere delle quali il cittadino non può permettersi.Spesso nei Convegni ad alto livello Sociale/Sanitario si discute di questa Sanità malata, purtroppo, non emerge la problematica del disagio sociale che non solo bisogna osservarlo dal lato economico cioè di inserimento nelle cure della società evitando il perverso assistenzialismo, ma quello della valorizzazione del malato quale persona titolare di diritti non solo etici. 

La condizione di vita disagiata dei cittadini, specie di quelli disabili, pone una ricerca del diritto positivo, che come diceva sempre il Cardinale Dionigi Tettamanzi “non sono diritti dei deboli, ma diritti deboli”. 

Il vero problema è la capacità di usufruire dei Servizi Sanitari e Sociali, questioni che le persone povere, anziane, disabilitate, in fin di vita non riescono ad arrivare ed usufruire in modo adeguato dopo i moltissimi anni dell’aziendalizzazione della Sanità per questo è davvero schifoso l’uso del sistema “Intramoenia” per le prestazioni sanitarie date dalla legge 189 dell’8 novembre 2012 alla faccia di chi non ha la possibilità di cura alla propria salute.Ma come pare, sia in atto ed in crescita altra realtà che avviene a Milano quella delle cure “low cost”, servizi istituiti da imprenditori socialiche potrebbero essere utili per migliorare l’accesso alla cure più rapide, certamente non a vantaggio dei cittadini poveri od inglobati ! 

Comunque, a quanto pare, in Italia possono solo curarsi le persone economicamente agiate, cioè quelle la cui capacità di intervento ai Servizi Privati è agevole, rispetto a quelle che a tempi lunghi godono del Servizio Sanitario Nazionale. 

In una altra situazione particolare, si trovano le persone anziane, le quali perdute l’autonomia dell’esercizio delle loro azioni non riescono ad inserirsi nei gangli vitali della Sanità, non parlando, poi, delle lunghe liste di attesa per gli accertamenti diagnostici di routine ed un ticket se non uguale ma di poco inferiore al cittadino ricco ed infine per il rigoroso risparmio che attanaglia le USL, le ASL e che “devolvono” alle persone anziane, disabili, od in fin di vita.Infatti se per la persona 40/50enne il costo delle cure e del ricovero ospedaliero è di 50, per un 60/85enne sarà di 100, dato il superamento di quel “quid finanziario” assegnato dal Servizio Sanitario Nazionale, ma costi economici necessari per un più lungo percorso e cure di quelle malattie più “aggressive” che colpiscono le persone in condizione di disabilità, anziane od in fin di vita.Quanto proponiamo alla luce, pare, dei fatti è direzionato al fine, ripeto, di estendere a qualunque persona, ancor più diversamente abile, in tarda età od in fin di vita, il diritto alle cure sanitarie, alla nutrizione ed all’idratazione, secondo i dettami dell’art. 25 lettera f) della “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU.Il rispetto dei diritti di ogni persona al fine di raggiungere una “maggiore coesione sociale”, resta quella come è nella normativa della Costituzione Italiana, del Preambolo della Costituzione Europea, nella “Convenzione Europea per i diritti dell’Uomo”, nei Trattati internazionali.

I diritti umani stanno subendo un processo mediatico di rimodulazione e la situazione sociale mostra segni di grande preoccupazione in quanto la Politica ed il “Governo del Cambiamento”, forse, favoriscono forme di pseudo necessità, condivisibili per alcune, ma non per quelle che necessitano ed urgono al cittadino come nel caso di Praia a Mare di un Medico che si !”diletta ad altre culture “! .

 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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