La politica è ridotta ad un superficiale chiacchierio continuo, generico, discontinuo, ben lontana da soluzioni dei problemi reali verso i disabili!

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Forse siamo, o stiamo diventando stranieri nella nostra Patria : questo è il pensiero che s’ingenera sempre più nelle considerazioni e nei pensieri della gente.

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Parlamento sordo

Non pare sufficiente ripetere che i Partiti sono indispensabili per la democrazia, ne accettiamo forse l’impostazione di questa analisi, ma non lo sono i privilegi, le clientele, gli sprechi, i Centri di Potere : il resto lo lasciamo alla Politica col P Maiuscolo come dice saggiamente Papa Francesco .

Un’analisi superficiale, sui costi della politica va posta in serio esame, ma se si vuole riconciliare la politica con i cittadini, molti dei quali i componenti del mondo dell’handicap psico-fisico, si deve ben esaminare i loro problemi economici non solo quello della “ settimana”.

Prima di inoltrarci, in breve, nella disanima della situazione della malattia mentale, dobbiamo ricordare alla politica che è necessario aiutare in maniera efficace e senza ipocrisia le famiglie dei sofferenti psichici e fisici, per il continuo aumento del costo della vita che consente loro a vivere, anzi a sopravvivere con euro 279,47 mensili mediamente senza alcun aumento, a differenza delle sontuose pensioni d’oro in “ circolazione “ . Ma non è vergogna leggerle !

Tipo di provvidenza Importo Limite di reddito
2017 2016 2017 2016
Pensione ciechi civili assoluti 302,23 302,23 16.532,10 16.532,10
Pensione ciechi civili assoluti (se ricoverati) 279,47 279,47 16.532,10 16.532,10
Pensione ciechi civili parziali 279,47 279,47 16.532,10 16.532,10
Pensione invalidi civili totali 279,47 279,47 16.532,10 16.532,10
Pensione sordi 279,47 279,47 16.532,10 16.532,10
Assegno mensile invalidi civili parziali 279,47 279,47 4.800,38 4.800,38
Indennità mensile frequenza minori 279,47 279,47 4.800,38 4.800,38
Indennità accompagnamento ciechi civili assoluti 911,53 899,38  Nessuno Nessuno
Indennità accompagnamento invalidi civili totali 515,43 512,34  Nessuno Nessuno
Indennità comunicazione sordi 255,79 254,39  Nessuno Nessuno
Indennità speciale ciechi ventesimisti 208,83 206,59 Nessuno Nessuno
Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major 501,89 501,89 Nessuno Nessuno

 

 

Perché, inoltre, non si riconosce la priorità e l’urgenza di questo ambito sanitario, grave ed urgente disagio sociale che miete tante vittime innocenti ?

Ma tornando alla legge 180, questa ha solo inteso eliminare i “manicomi” senza prevedere, che significa amministrare, la programmazione di strutture alternative ed adeguate o se le ha previste ( art.7 ) non in maniera decisa ed operativa. Non ha previsto organizzazione dei Servizi, perché non vi è stata una serena valutazione dei limiti terapeutici attuati nell’epoca, forse ancora oggi 2017 vigenti.

La legge 180 ha stabilito che la malattia mentale è un problema sociale ed il malato assimilato all’emarginato, all’handicappato, all’anziano non autosufficiente.

Dobbiamo purtroppo constatare che questa  normativa è ritenuta intoccabile anche in quegli aspetti da tutti riconosciuti superati.

Un errore grave che impedisce di affrontare con  realismo un diffuso disagio da più parti evidenziato ?

I soggetti anziani, disabili e quanti abbisognano di necessità assistenziale ubicati nelle RSA ( Residenze Sanitarie Assistenziali) e strutture residenziali, sono ivi in base al riferimento normativo DPR 14 gennaio 1997 (Relazione Ministro Salute alla Camera dei Deputati  aggiornata al 30 giugno 2004 Doc.CXXVI n.3 Atti Parlamentari).

 

Intanto imperversano i  malati mentali nelle RSA, nelle carceri, negli ex/ospedali psichiatrici giudiziari oggi 2017 REMS ( Strutture Sanitarie Gestite dalle Sanità Territoriali ), nelle cliniche psichiatriche private, che non solo contrastano con la legge 180, ma configgono addirittura con in dettami della Carta Costituzionale. Una vera autentica vergogna!

 

1.)Allora è necessario rivedere le legge 180 e 833 /1978 almeno in due punti e lo suggeriamo alle Istituzioni :

  1. a) l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio anche in assenza del consenso del paziente, almeno in determinate condizioni ;
  2. b) la realizzazione di strutture territoriali di riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravi un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli.

Queste due modifiche, con le dovute garanzie di rispetto del paziente e dei suoi familiari, non hanno purtroppo trovato l’attenzione della 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nell’aprile 2005, per cui quel Testo Unificato è sparito, ripeto, dall’agenda parlamentare.

 

2.) La competenza di istituire i Servizi di riabilitazione territoriali che consentono di rilevare precocemente comportamenti anomali di pazienti noti o di persone ignote, è una competenza regionale. Purtroppo per la psichiatria si continua ad investire poco, malgrado l’evidenza che questa è un’area di disagio estremamente critica ed in aumento, legata tra l’altro, alla senescenza in forme miste ancor più complesse.

3.) L’ambito sanitario è solo una parte di questa “problematica”, in quanto quello sociale è altrettanto se non più importante. Il definire sostegni economici alle famiglie che hanno il compito gravoso dell’assistenza ai pazienti con handicap mentale, il Fondo per il Dopodinoi, l’inserimento lavorativo ed il sostegno con mediazione tra Azienda e paziente, il sostegno scolastico, ecc., sono temi che competono ai diversi Ministeri e che non sono stati mai affrontati in maniera decisiva da nessun Governo.

4.) Ultimo, ma non per minor importanza in aggiunta a quanto auspichiamo con le nostre Petizioni giacenti in  Parlamento budget del ricoverato    Petizione 2013  ,  ancora vergognosamente giacenti nelle singole Commissioni Parlamentari  e lo chiediamo a  gran voce con l’opinione pubblica ! ed occorre esaminare la prevenzione in età scolare dei disturbi del comportamento o delle psicopatie, che in Italia non è compiuta, malgrado sia molto nota che questa “azione” preventiva può consentire di affrontare le psicosi, ed in particolare la schizofrenia in modo migliore e più efficace.

E’ necessaria una legge-quadro di tutela sociale e di  riordino dell’assistenza psichiatrica e consentire alle Regioni :

a.)   l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio anche in assenza del consenso del paziente, almeno in determinate condizioni ;

b.)  la realizzazione di strutture territoriali di riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravino un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli;

c.)   la prevenzione dei disturbi di comportamento e di psicopatie in età evolutiva non ancora affrontata

d.)  l’eventuale costituzione di un Fondo Speciale Economico (DOPODINOI), da noi lungamente auspicato dal 1995 nelle Petizioni, una gravissima e giusta preoccupazione delle famiglie. Inoltre sostegni economici, come previsto dal Piano Sanitario 2003-2005 ;

e.)   la possibile attivazione della ricerca scientifico-farmacologica sulle malattie mentali ;

f.)    aggiornamento degli assegni di assistenza ( come sopra rilevato) ;

g.) deducibilità  dal reddito complessivo agli effetti IRPEF delle spese psico-alberghiere, specie di quanti provengono dagli ex-ospedali psichiatrici ;

h.) proibizione della terapia elettroconvulsionante e braccialetto elettronico, spazio verde esterno ;

i.) aumento dei posti letto da 15 a 30 negli Enti Ospedalieri ;

l.)    riqualificazione Operatori Sanitari (Medici ed Infermieri) ;

m.)         nelle strutture residenziali esistenti, spazio verde esterno

n.)  Indagine Parlamentare sulla situazione in atto “malattia mentale”.

 

Ancora una volta debbo rilevare un senso di personale riconoscenza ed un grazie di cuore all’amico dr.Gianni Letta che il 17 marzo 2005 nella Sala Verde di Palazzo Chigi in occasione della “Giornata di riflessione sulla depressione” mi permise di esporre i punti testé sopra rilevati, per l’appoggio morale e per la comprensione data a questa mia iniziativa.

Da molto tempo avevamo auspicato l’apertura di un Tavolo Tecnico composto da rappresentanti dei Ministeri competenti, delle Regioni e del volontariato, per cercare una proposta condivisa onde concretizzare in un Provvedimento Legislativo per questa sociale “patata bollente”..

Ed in ultimo, non possiamo non ricordare le esortazioni con finalità pastorali etico-sociali dei Vescovi, dalla Sede Apostolica e dai Papa Ratzingher e Francesco su questo grave ed urgente disagio sociale, mentre siamo sempre in attesa del ravvedimento delle Istituzioni e con il richiamo del Magistero della Chiesa nella Enciclica “Spe Salvi”, attendiamo !

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : Andiamo avanti con speranza

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

 

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