3 dicembre “Giornata Internazionale delle persone con disabilità”. Ma esiste il rispetto della dignità dell’uomo?

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La Chiesa Cattolica è sempre a servizio delle persone anziane. Inaccettabili le ipotesi delle nuove LEA ( Livelli Essenziali di Assistenza ) che apportano ticket in diminuzione per ricoveri, assistenza, cure per diverse patologie che in effetti vanno a colpire i cittadini nel costo dell’assistenza sanitaria, ancor più grave su persone malate croniche .

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Ma le Istituzioni stanno, forse, perdendo la realtà della vita!

disabilitàDa oltre 35 anni il 3 dicembre si celebra la “ Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità”, dove anche la Chiesa Cattolica è al servizio della persona , ancor più se malata, che ogni anno viene ricordata dal Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari .

L’ultima parte del ciclo umano, detta nel volgare “vecchiaia” meglio dire “anzianità “, ha una sua limitata capacità rigenerativa, salvo casi eccezionali, quindi soggetta a patologie neurodegenerative come disturbi psichici, disabilità fisica, malattie terminali ed altri sindromi rispetto agli altri adulti.

Circa la tematica dell’inizio dell’invecchiamento, che di solito porta conseguenze molto importanti sulle capacità fisiche ed intellettuali dell’individuo, cioè disabilità, comportano delle modificazioni a ciascuna persona con conseguenti limitazioni della propria autonomia ed anche riflettendosi sulla famiglia, in speciale modo la società, ma anche la Chiesa Cattolica viene richiamata ad una riflessione per dare un proprio contributo .

Le questioni più attuali del dibattito odierno sono : il problema culturale e sociale dell’anziano, della sua disabilità, i documenti a difesa dell’anziano, le malattie che possono condurre alla disabilità, l’assistenza medica di cui ha bisogno la persona malata, la dimensione antropologica e i principi etici da adottare da parte degli Enti e degli Operatori Sanitari e soprattutto le necessità spirituali e l’apporto particolare, ripeto, della Chiesa Cattolica .

La Chiesa Cattolica è sempre a servizio delle persone anziane, che sono circa 600 milioni nel mondo, soprattutto malate, situazione che è stata al centro del “ Giubileo Straordinario della Misericordia”, per far respirare nella società quel Dio Creatore e Salvatore del quale vi è notevole e forte necessità, dove “Solo la Fede ci può fornire il senso dell’esistenza “. ( G. Marconi )

 

A questo proposito il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon ha affermato che “entro il 2050 la popolazione anziana nei Paesi sviluppati sarà doppia rispetto a quella dei bambini” e ” faccio appello alle Nazioni e ai popoli perché rimuovano le barriere che impediscono la piena partecipazione degli anziani, anche malati nella società, aspetto sempre esaminato da Papa Francesco .

Credo che le cronache di questi giorni ci dicono che siamo molto lontani da quei principi, però non vanno perse le speranze perché si possono avviare delle riflessioni per capire dove si fa poco e come soprattutto si può fare di più : budget del ricoverato ( n/s Petizione n.308 al Senato della Repubblica 12° Commissione Igiene e Sanità e n.31 ed altre n/s a Camera dei Deputati  12° Commissione Affari Sociali del 18 marzo 2013) sempre in attesa di risposta !

Secondo i dati statistici Istat le persone con più di 65 anni oggi sono il 15% della popolazione e nel 2025 saranno il 25%, nel 2030 le persone over 60 saranno di più di quelle sotto i 5/10 anni, nel 2050 saranno il 22% della popolazione, in Europa il 34% ( dati del Global age watch index 2013 ) ed in 91 Paesi la qualità della vita delle persone anziane sarà forse migliorata, mentre l’Italia occupa attualmente (?) il 27/mo posto nella classifica mondiale e secondo i mass media la Svezia ne detiene il primo posto (  dal quotidiano “La Repubblica” 1° ottobre 2013 ) .

Certamente nel campo Sanitario ed Ospedaliero a rischio e maggiormente penalizzate vengono a trovarsi le persone malate, specie anziani, persone con malattie croniche, quali i disabili fisici, handicappati psichici, persone in fase terminale, in quanto la patologia da essi subita abbisogna di prestazioni sanitarie molto costose .

In pratica e lo ripeto sempre : se per un 30/60enne si spende 50, per un 75/oltre si spende 100, quindi un malato giovane, anche grave, deve essere curato di più di un malato cronico e questa è pura eutanasia, una ulteriore vergogna, una omissione di soccorso penalmente perseguibile dall’Ordinamento Giuridico Nazionale .

Inaccettabili le ipotesi di diminuire, secondo il DEF ( Documento Economico Finanziario) del Governo, la quota destinata al Servizio Sanitario Nazionale, nuove LEA ( Livelli Essenziali di Assistenza ), ticket in diminuzione per ricoveri, cure per diverse patologie che in effetti vanno a colpire i cittadini nel costo dell’assistenza sanitaria, ancor più su persone malate croniche . Ma stanno perdendo la realtà della vita !

 

In questa maniera lo Stato preferisce monetizzare il disagio anziché colmarlo con Servizi Pubblici  verso tutti, specialmente verso la persona malata, necessari per essere riveduti con criteri non solo obbedienti allo spending review, ma in un contesto che tenga concretezza, valori, moralità, etica orientati e diretti al bene comune, ancor più che garantisca la salute dell’uomo “dal concepimento al declino “( Papa Francesco 12 agosto 2013 in Brasile).

L’uomo d’oggi, ormai insicuro, invoca giustizia, necessita di giustizia, urge di giustizia !

In quello che è stato “Anno Europeo dei cittadini” stabilito dal Parlamento Europeo e dal Consiglio del 23 novembre 2012 sul diritto di cittadinanza, sarebbe opportuno provvedere alla tutela dei diritti della persona malata, nonché la costruzione di Case di Riposo che costituiscono una grave emergenza sociale, dovuta in parte, dall’isolamento relazionale degli anziani, specie se malati e cronici, considerati molto spesso inutili, anzi un peso per la società !

 

“ Uno, osserva Papa Francesco parlando della persona anziana,” non é considerata alla stregua del venir meno della vita, ma un periodo nel quale si può avere una saggezza profonda del vivere “, come insegna il Magistero della Chiesa e questo diventa un monito per tutti, soprattutto per noi cristiani, “non quelli da salotto” e “senza coraggio “ ed ancora “potrebbe pensare che ci sia una specie di eutanasia nascosta, cioè non ci si prende cura degli anziani” ed ancora, “ c’è anche un’eutanasia culturale, perché non li si lascia parlare, non li si lascia agire”. ( Brasile luglio 2013)

Inoltre ha ricordato Papa Francesco nel suo primo Angelus quando ha fatto riferimento a quella signora anziana che si confessò da Lui ed alla fine gli disse che “ se Dio non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe “, quasi in simbiosi con San Paolo “ Gaudere cum gaudentibus, flere cum flentibus” resta un segno di carità “rallegrarsi con quelli che sono nella gioia e piangere con quelli che sono nel pianto” ( RM 12.15).

E’ fondamentale che la Chiesa Cattolica, famiglia di generazioni, si renda prodiga nel sostenere una cultura della vita per tutti fino al suo esaurimento, in una crescente necessaria attenta e doverosa risposta cristiana e spirito di servizio, in unità d’intenti notevoli e propensi a scuotere le coscienze di tutti, considerando ed invitando la società al rispetto della dignità dell’uomo, uno dei pilastri dell’antropologia umana, soprattutto a sostenere la salute delle persone anziane e malate di tutto il mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore .

 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : Andiano avanti con speranza !”

 

Previte

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