‘Non lasciamo sola la famiglia, quando in essa vi sono malati’

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E’ il “proponimento”, severo richiamo, dato più volte da Papa Francesco e ribadito ancora una volta nell’Udienza Generale in Piazza San Pietro mercoledì 10 giugno 2016 nel ciclo di Catechesi dedicato alla Famiglia, dove ognuno ”sia esso padre che madre”, ha aggiunto ricordando come la famiglia sia sempre stata “ l’ospedale più vicino con un di più di sofferenza e di angoscia “, quando si trova nella prova di questo disagio, raccomanda a tutti, “non lasciamo sola la famiglia”.

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famiglia-300x266Quando un componente della famiglia è malato questo comporta un disagio per gli affetti più cari ed “ancora oggi”, ha continuato il Santo Padre, “in tante parti del mondo, l’ospedale è un privilegio per pochi e spesso è lontano. Sono la mamma, il papà, i fratelli, le sorelle, le nonne  che garantiscono le cure e aiutano a guarire”.

“Ecco il compito della Chiesa”, ha detto il Papa : “aiutare i malati, non perdersi in chiacchiere, aiutare sempre, consolare, sollevare, essere vicino ai malati ”.

In un tweet Papa Francesco ha scritto : “ Quando il mondo dorme nella comodità e nell’egoismo, la Missione cristiana è di aiutare a svegliarsi “.

Ai n/s giorni la Famiglia, che la Chiesa Cattolica continua giustamente a sostenere cellula primaria della società a fronte delle “nuove concezioni” , è stata “concepita” come una società originaria le cui basi sono per la creazione della prole, anche se derivano da aggregazione di persone sviluppate attraverso un processo millenario di libertà .

Oggi constatiamo che il n/s Paese è costantemente “preso” nella litigiosità politica ( davvero scandalosa !) con scambi di accuse (micidiali “forme” per abbattere la democrazia e la libertà ! ) senza minimamente avvertire se emergenze (non solo quelle dello sbarco di migranti extra comunitari), esigenze di carattere ospedaliero sono impellenti ( quale la particolare tutela, assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili come persone in età avanzata, disabili fisici, handicappati psichici, malati terminali, siano degne di essere chiamate tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso ! )

Quando, a volte, si richiamano i fondamentali diritti umani, i principi civili, cristiani, sociali della vita e della famiglia, parte del mondo moderno innalza un “muro di opposizione”, quasi a contestare e tentare di privare il diritto di parlare se si toccano argomenti che riguardano queste “ problematiche ”, ma quando principi etici non collimano con la politica, con alcuni mass media, con frange di contestatori, allora in nome della libertà di parola, ma di un libertinaggio molto marcato, non si deve tacere, ma difendere il versante della morale.

La famiglia cellula primaria della società, oggi è in grave e preoccupante crisi come non mai, perché si tenta di distruggere il suo fondamento, essa è nel turbinio delle contraddizioni “colpita” da una moda che dice di essere libertaria, “avversata” da situazioni anche economiche gravi, da “immoralismi” imperanti sempre più feroci, ricordando che l’unione familiare è sempre stata il trampolino di lancio della capacità di relazione umana, perché senza famiglia non c’è socializzazione.

Domenica 12 giugno 2016 in Piazza San Pietro presieduta da Papa Francesco si è celebrato il Giubileo degli ammalati e dei disabili, una realtà che si può solo conoscere se viene vissuta col calarsi nel profondo di noi stessi, fino all’emergere di una evidenza dove la disabilità viene conosciuta da noi e sconosciuta ampiamente dalle Istituzioni e “la Misericordia è un viaggio dal cuore alle mani “( Messaggio ai Volontari Argentini 8 ottobre 2016 Radio Vat.na ).

La semplice e splendida Omelia di Papa Francesco, come sempre chiara profonda efficace, ha fatto vivere dentro il n/s spirito un pianto di gratitudine per la partecipazione in  un caloroso silenzio, ma pieno di Grazia e di preghiera per la Misericordia di Dio verso la fragilità ed i limiti umani di ogni creatura.

Bisogna difendere la vita, la famiglia, la morale, il mondo della disabilità, del dolore, della sofferenza ricordato con il Giubileo Straordinario della Misericordia evocando i malati, i disabili, le loro famiglie, affinché non si abbatte definitivamente ciò che resta della n/s società, augurandoci che possa ravvivare le esigenze di un “valore” profondante umano, per realizzare con modi nuovi in tempi nuovi i valori etici .

 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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