Europee, “Piani nazionali” per garantire ai disabili il diritto al voto

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Lo chiede l’Agenzia europea per i diritti fondamentali agli Stati Ue in vista del 25 maggio. Diffuse le Linee guida per garantire la partecipazione: seggi accessibili, incoraggiare le candidature dei disabili e informazioni in Braille, Lis e in un linguaggio semplice

(Maurizio Molinari)

eu-150x124ROMA – Se i recenti sondaggi per le elezioni europee del 25 maggio suggeriscono che sarà l’astensionismo il vero vincitore, con ben il 40% degli aventi diritto che forse non andranno a votare, è importante che alla percentuale degli astenuti non contribuiscano però quegli elettori disabili che, pur volendo esercitare il loro diritto di voto, hanno delle oggettive difficoltà a farlo. Proprio per garantire che le elezioni siano accessibili alle persone con disabilità, l’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali Fra ha pubblicato una serie di linee guida in cui, dopo aver analizzato le barriere che i disabili si trovano ad affrontare quando devono votare, propone azioni da intraprendere per migliorare la situazione a livello europeo.

Le linee guida della Fra non riguardano solo il voto attivo, ma anche la partecipazione alla vita politica delle persone con disabilità e la possibilità di poter godere di pari opportunità quando, ad esempio, decidono di candidarsi. La Fra ricorda infatti che la piena partecipazione politica dei disabili è prevista anche dalla Convenzione Onu sulle Persone con Disabilità (CRPD). Gli ostacoli a un pieno diritto di voto attivo e passivo sono di natura legale, amministrativa e di accessibilità. Per superarli, la Fra chiede a tutti gli Stati membri di dotarsi di piani nazionali che prevedano strategie per favorire le pari opportunità in materia di diritto elettorale per le persone con disabilità e di cambiare quelle leggi che impediscono il pieno esercizio di un tale diritto, che limitano ad esempio le possibilità di voto dei disabili o che non prevedono alternative per quelle persone che non possono muoversi dagli istituti in cui vivono e sono curate.

Importante, sottolinea ancora la Fra, è anche il diritto a essere informati sulle modalità di voto alternative, e la possibilità di ricevere tali informazioni – ma anche i materiali delle campagne elettorali – ad esempio in Braille, nelle lingue dei segni nazionali e in un linguaggio facile da comprendere per le persone con disabilità intellettiva. Un altro aspetto da migliorare sono i meccanismi di lamentela e denuncia in caso di problemi col voto. Inoltre, deve essere sempre garantito, qualora sia necessario, supporto e assistenza agli elettori disabili.

Poi, secondo le indicazioni della Fra, i seggi elettorali devono essere resi sempre più accessibili, non pensando solo alle persone con disabilità motorie ma anche a quelle con disabilità sensoriali o intellettive (sordi, ciechi, autistici etc.). Infine un ruolo importante deve essere garantito alle organizzazioni dei disabili, che si rivelano fondamentali intermediari per permettere a tutte le persone con disabilità di esercitare il proprio diritto al voto.

Per quanto riguarda la partecipazione attiva dei disabili alla vita politica, le candidature di persone con disabilità devono essere incoraggiate e si devono mettere in atto tutti gli adattamenti specifici per garantire a un disabile di poter svolgere la sua campagna elettorale alla pari dei candidati normodotati.

Ma i disabili non hanno solo il diritto di votare o di essere votati: devono anche essere ascoltati con consultazioni pubbliche per capire da loro stessi come migliorare ad esempio il voto assistito. Ed è pure necessaria una formazione delle autorità europee e degli Stati membri sui diritti delle persone con disabilità, formazione che deve essere indirizzata anche ai disabili stessi in modo da renderli sempre più consapevoli dei diritti che hanno. Infine è necessario raccogliere dati il più completi e consistenti possibili per migliorare le misure che riguardano la partecipazione politica dei disabili e l’accessibilità dei sistemi di voto.

Sebbene le linee guida della Fra siano state pubblicate alla vigilia delle elezioni europee, esse sono pensate piuttosto per il futuro e per ogni tornata elettorale, per fare in modo che la piena partecipazione politica delle persone con disabilità non resti più solo una chimera. (Maurizio Molinari)

(6 maggio 2014)

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