Grillo e la sfida di Viterbo. Il guru in piazza lancia i suoi strali

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Dice: «Qui sarà dura perché per vent’anni

ha vinto il voto di scambio». E via con gli affondi

VITERBO – Il conto alla rovescia in piazza del Comune è già iniziato: per le 17 è atteso l’arrivo di Beppe Grillo.
Il comico leader ha scelto il capoluogo della Tuscia come penultima tappa del suo #Tuttiacasatour che si concluderà questa sera in piazza del Popolo a Roma.

di Simone Canettieri

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I grillini viterbesi dalle 15 stanno presidiando la piazza. Il palco, rispetto all’uscita di febbraio, è molto più piccolo. In compenso, è stato allestita un’area per i giornalisti (un modo per occupare metri preziosi, si potrebbe malignare).

La macchina organizzativa dei Cinque Stelle sta andando a ritmo serrato. Il candidato sindaco Gianluca de Dominicis sembra la dea Kalì: con una mano telefona, con un’altra usa l’Ipad e con un’altra ancora saluta, stringe mani e dà indicazioni. E’ il suo giorno d’altronde. Il luogotenente del M5S spera in una spallata taumaturgica di Beppe per arrivare al ballottaggio.

Sul palco il deputato di Vetralla Massimiliano Bernini racconta la vita da parlamentare pendolare. Sta nascendo un leader? Ad ascoltarlo, pero, meno di mille persone per il momento. Piazza del comune e’ riempita per un quarto.

Il camper di Grillo e’ appena arrivato. E’ parcheggiato sotto l’arco di Palazzo dei Priori. Sul palco sta parlando il candidato sindaco deDominicis. Al suo fianco una traduttrice Lis, una buona mossa anche per i disabili. Sguardo alla piazza: non piu’ di 1000.

Il candidato sindaco grillino e’ entrato dentro il camper del Capo. Che ancora non si e’ palesato. Il vento sembra sferzare la febbre a cinque stelle.

Eccolo, Beppe. E’ appena salito sul palco, accolto da un coro da stadio.
Dice di togliere le bandiere. Primo affondo, qui sara’ dura: perche’ per 20 anni ha vinto il voto di scambio. Poi il comico alza gli occhi al cielo: siamo circondati, la Prefettura da una parte e il Comune dall’altra. Sopra ci stanno guardando, sono nascosti, aizza la folla il guru. Che poi aggiunge: siete qui per me o per cambiare le cose, siate sinceri!

Il solito Grillo. I suoi strali sono tutti o quasi finora per il Pd di Gargamella. Poi affondo su Napolitano: si e’ raddoppiato la carriera, questo e’ peggio di un colpo di Stato. Il pubblico, in questi ultimi attimi sempre piu’ numeroso applaude. Ancora una volta piu’ giovani che anziani ad ascoltarlo.

Il comizio del comico vola alto: Mps, crisi economica, governo Letta e attacchi personali che subisce. Veleno anche per stampa e televisioni. Viterbo non pervenuta.

“Questa e’ comunita’ – insiste il Capo dei pentastellati -. Siamo pronti a prenderci questo Paese, arringa”. Poi prova a svegliare la piazza: “So che avete paura a stare qui”. Il pubblico urla “no”. Lo show passa dall’apocalittico allo scanzonato in un attimo. Quando Grillo parla di Europa e banche i toni si fanno ultimativi: “Stiamo muorendo”.

Un po’ eroe e un po’ unto dal Signore: “Potevo stare a casa, invece, sono qui. Senza di noi la Destra. Un bel sindaco giovane avete, li mortacci vostri”. Lo show e’ finito. Ora Grillo si ferma a parlare in piazza.

Nell’edizione di domani de Il Messaggero il racconto della piazza, l’analisi del comizio e un’intervista esclusiva a Grillo sulle elezioni.

http://www.ilmessaggero.it/

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