Patente di guida per i disabili, esame da cambiare: appello alla ministra

Petizione delle Aias, ecco cosa modificare nelle procedure attuali

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C’è una petizione dell’Aias di Monza che chiede alla ministra della Disabilità Erika Stefani di modificare le procedute per la patente H.

Questa petizione, sottoscritta dalle Aias di Milano, Brescia, Monza, Varese, Sondrio, Busto Arsizio, Cazzago San Martino e Savona, affronta una tematica molto importante: il diritto alla mobilità delle persone disabili. Alcune persone disabili, nonostante la patologia, sono comunque in grado di utilizzare la macchina, ma, per farlo, hanno bisogno della patente. Trovo assurdo che, anziché valutare i candidati in modo oggettivo, la valutazione parta dal presupposto che la persona disabile, in quanto disabile, non debba guidare la macchina.

Il fatto che venga rivolta la domanda: “Lei è disabile, perché ha bisogno della patente?” fa capire come questa valutazione sia inficiata da pregiudizi e poca conoscenza di chi vive la disabilità. Infatti, il secondo punto messo a fuoco dalla petizione sottolinea che la valutazione deve essere condotta secondo dati oggettivi e non secondo ragionamenti personali. Poter guidare una macchina per una persona disabile è molto importante per migliorare la propria autonomia, con questo non voglio ovviamente dire che una persona disabile debba prendere la patente a prescindere, è ovvio che ci devono essere le condizioni corrette per rispettare il codice della strada e la sicurezza di non investire nessuno.

Quando una persona normodotata sostiene un esame per la patente, può superarlo o meno, ma viene valutata in modo corretto, perché non fare la stessa cosa con le persone disabili? Nel 2021 trovo assurdo che ancora non si venga valutati in modo oggettivo, con criteri scientifici direi. E’ scontato dire che ci sono persone non disabili che hanno la patente ma che guidano in modo molto pericoloso. Una volta mi è capitato di trovarmi in macchina, in una rotonda, e di fronte è arrivata una macchina in contromano! Dopo averci tamponato, dalla macchina è sceso un signore molto anziano che sosteneva di aver imboccato la rotonda nel verso giusto.

Ognuno avrà le sue esperienze personali di guidatori senza disabilità a cui sarebbe meglio togliere la patente

C’è una petizione dell’Aias di Monza che chiede alla ministra della Disabilità Erika Stefani di modificare le procedute per la patente H. Questa petizione, sottoscritta dalle Aias di Milano, Brescia, Monza, Varese, Sondrio, Busto Arsizio, Cazzago San Martino e Savona, affronta una tematica molto importante: il diritto alla mobilità delle persone disabili. Alcune persone disabili, nonostante la patologia, sono comunque in grado di utilizzare la macchina, ma, per farlo, hanno bisogno della patente. Trovo assurdo che, anziché valutare i candidati in modo oggettivo, la valutazione parta dal presupposto che la persona disabile, in quanto disabile, non debba guidare la macchina.

Il fatto che venga rivolta la domanda: “Lei è disabile, perché ha bisogno della patente?” fa capire come questa valutazione sia inficiata da pregiudizi e poca conoscenza di chi vive la disabilità. Infatti, il secondo punto messo a fuoco dalla petizione sottolinea che la valutazione deve essere condotta secondo dati oggettivi e non secondo ragionamenti personali. Poter guidare una macchina per una persona disabile è molto importante per migliorare la propria autonomia, con questo non voglio ovviamente dire che una persona disabile debba prendere la patente a prescindere, è ovvio che ci devono essere le condizioni corrette per rispettare il codice della strada e la sicurezza di non investire nessuno.

Quando una persona normodotata sostiene un esame per la patente, può superarlo o meno, ma viene valutata in modo corretto, perché non fare la stessa cosa con le persone disabili? Nel 2021 trovo assurdo che ancora non si venga valutati in modo oggettivo, con criteri scientifici direi. E’ scontato dire che ci sono persone non disabili che hanno la patente ma che guidano in modo molto pericoloso. Una volta mi è capitato di trovarmi in macchina, in una rotonda, e di fronte è arrivata una macchina in contromano! Dopo averci tamponato, dalla macchina è sceso un signore molto anziano che sosteneva di aver imboccato la rotonda nel verso giusto. Ognuno avrà le sue esperienze personali di guidatori senza disabilità a cui sarebbe meglio togliere la patente.

Un altro problema che viene affrontato nella petizione è l’utilizzo “forzato” di ausili e di centraline elettroniche particolari e in più, anche molto costose. Purtroppo non si cerca la soluzione migliore per la persona disabile, ma quella più costosa. Oltre al fatto che spesso si voglia speculare sulla disabilità, l’errore è voler omologare le varie disabilità, nel senso che per alcuni tipi di disabilità alcuni ausili probabilmente vanno bene, mentre per persone con altre patologie gli stessi presidi possono essere inutili, oltre che forse di intralcio.

Insomma, la macchina dovrebbe essere dotata di ausili più confortevoli e più adatti alle esigenze e alla patologia della persona disabile, in questo modo si potrà consentire di sostenere l’esame nelle stesse condizioni degli altri e di venire valutati nel modo più oggettivo possibile. Bisognerà anche istruire i vari esaminatori ad avere a che fare con persone disabili senza pregiudizi. Spero veramente che il ministro della Disabilità intervenga facendo modificare questi aspetti per garantire la possibilità alle persone con disabilità di svolgere un esame di guida nelle migliori condizioni possibili. Allargando il discorso, rimane sempre attuale l’urgenza di combattere contro le discriminazioni e i pregiudizi verso le persone disabili e tutte le diversità in generale.

Mattia Abbate, l’autore di questa rubrica, è affetto da distrofia muscolare di Duchenne. “Questo spazio – dice – è nato per aiutare chi convive con difficoltà di vario genere ad affrontarle e offre alle persone sane un punto di vista diverso sulla realtà che le circonda”. Segnalate un problema o raccontate una storia positiva di disabilità all’indirizzo e-mail postacelere.mi@repubblica.it

 

 

 

 

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