Sociale, la Calenda denuncia: “Niente più fondi regionali per disabili e minori”

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La presidente provinciale dell’Anmic e consigliera comunaledi Isernia segnala l’azzeramento delle somme dal bilancio e incalza la Regione. Poi un commento sulla data delle elezioni: “Meglio l’election day per evitare sperpero di denaro pubblico”


ISERNIA. “Una Regione latitante per quanto concerne i problemi della cittadinanza”: così si esprime la consigliera comunale di Isernia e, soprattutto, presidente provinciale dell’Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) Mena Calenda, in merito alla vicenda relativa al contributo regionale per le associazioni per disabili e ai fondi destinati ai minori collocati negli istituti su diposizione della magistratura che sarebbero – denuncia – “spariti dal bilancio o tornati indietro”.

Una vicenda incresciosa, composta da più situazioni, che l’esponete dell’Anmic cerca di dettagliare, spiegando inoltre che sarebbero stati inoltrati dei solleciti agli organi regionali competenti senza però ricevere gli auspicati riscontri.

“Per quanto concerne il contributo alle associazioni dei disabili (associazioni che comprendono l’Unione ciechi, l’Unione sordomuti, l’Anmil, l’Anmic e le formazioni storiche che confluiscono nella grande federazione della Fand), quindi la Legge 24/1990 – spiega la Calenda – la Regione avrebbe prima stanziato i fondi nel relativo capitolo di bilancio per poi ritirarli. E stessa cosa sarebbe accaduta per i minori collocati negli istituti. Quelle risorse sono destinate ai Comuni per far fronte alle necessità e la loro revoca è una cosa gravissima. Nel calderone – prosegue la consigliera pentra – rientra anche un importante contributo chiesto alla Regione dall’Afasev, prima concesso e poi tornato indietro. Dagli uffici preposti – denuncia la Calenda – dicono che non ci sarebbe più spazio negli equilibri di bilancio. E, inoltre, che fine hanno fatto i soldi destinati a coloro che svolgono attività di patronato sul territorio? Controllando i capitoli di bilancio, in questo caso, i fondi risultano, ma nella realtà dove sono? Inoltre, attraverso una nota inviata alla Regione dall’Anmic, firmata da genitori e parenti di disabili, si chiedeva un contributo per provvedere al servizio di trasporto a Isernia, in quanto il Comune ha rappresentato grosse difficoltà. Ebbene, la Regione Molise non ha dato nemmeno risposte e questo è imbarazzante, perché credo che laddove non ci siano i fondi o laddove non si possano elargire le somme richieste, bisognerebbe comunque quantomeno inviare una nota scritta. Il Governo regionale sta latitando sui problemi sociali e non solo – incalza la Calenda, non lesinando una stoccata sul tema della riforma elettorale – Ultimamente stiamo vedendo che si sta perdendo tempo per una legge regionale in cui è stata addirittura sbagliata la soglia di sbarramento delle coalizioni al 10 per cento. Aspetto, questo, che già in Calabria era stato corretto dal Ministero. Votare in due momenti, ossia il 4 marzo per le Politiche e il 22 aprile per le Regionali, – conclude – significa sperperare altro denaro pubblico, alimentando la sfiducia dei cittadini verso la politica. Meglio che questa esperienza si chiuda il prima possibile”, conclude la consigliera auspicando l’election day.

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