Legge per lingua segni e accessibilità per sordi, al via l’iter in aula

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È iniziato oggi pomeriggio, con la relazione del primo firmatario Eugenio Patanè (Pd), l’iter in Consiglio regionale delle “Disposizioni per la promozione del riconoscimento della lingua dei segni italiana e per la piena accessibilità delle persone sorde alla vita collettiva. Disciplina dello screening uditivo neonatale”.

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La proposta di legge porta la firma anche dei consiglieri pd Rodolfo Lena, Rosa Giancola e Daniela Bianchi, di Piero Petrassi (Centro democratico), di Marta Bonafoni (Sel) e di Davide Barillari (M5s).

Il Lazio intende dare attuazione, con questa proposta di legge, all’articolo 21 della convenzione Onu del 2006 sui diritti delle persone con disabilità e alle risoluzioni del parlamento europeo adottate a partire dal 1998. “Riconoscere la lingua italiana dei segni è dare sostanza al principio costituzionale dell’uguaglianza”, ha detto Patanè. Cristian Carrara (Pd), presidente della V commissione consiliare, ha ricordato come il parere positivo che ha portato in aula sia stato votato all’unanimità in commissione e si è mostrato aperto, come Patanè, nell’ascoltare le istanze delle varie associazioni delle persone sorde. Sempre Carrara ha ricordato che il Lazio è stato preceduto nell’approvazione di una legge in questa materia soltanto da Basilicata, Sicilia, Piemonte e Abruzzo.

Al termine delle due relazioni il presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori, ha aggiornato la seduta a mercoledì 6 maggio, alle ore 11, per la discussione generale.

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