Rai, la firma sul contratto di servizio non arriva. Si mobilita la Vigilanza

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Roberto Fico (Lapresse)

Un contratto di servizio Rai più trasparente con un canone più equo, che alzi il livello della televisione italiana e aumenti la trasparenza. La bozza di rinnovo dell’accordo con il ministero dello Sviluppo economico – che determina cosa vedremo sui canali pubblici e come lo vedremo – è pronta dallo scorso 7 maggio, ma resta in attesa di una firma che non arriva. Nonostante il via libera a larga maggioranza (38 su 40) della Commissione di vigilanza Rai.

“Questo è un contratto migliorativo, va approvato in fretta, nell’interesse del Paese. Così si valorizza anche il buon lavoro del Parlamento” dice Roberto Fico (M5s), presidente della Commissione di vigilanza che ha lanciato la campagna di sensibilizzazione #firmerai.

Tra i quindici punti del nuovo accordo c’è una maggiore protezione per i bambini, più lingue straniere, più trasparenza e maggiori servizi per i diversamente abili. “Il contratto – ricorda Fico – è scaduto nel 2012. Poi ci sono state le elezioni e fino a giugno 2013 la Commissioni vigilanza non si è insediata. A ottobre è arrivata la prima bozza dell’allora sottosegretario Catricalà, ma a febbraio il governo è cambiato. Nonostante tutto in sette mesi siamo riusciti ad audire 36 soggetti, esprimendo un parere positivo, anche se non vincolante, con 38 sì e due soli no”.

Da allora, però, il contratto pare caduto nelle sabbie mobili. Peggio, quando la questione viene sollevata viene puntualmente affossata tra motivazioni economiche e di rinnovo della governance. “Il problema economico – spiega Fico – non esiste più, con la quotazione di Rai Way la tv pubblica ha incassato 280 milioni di euro, contro i 150 milioni che doveva recuperare dall’evasione del canone”. Sulla governance la volontà è prettamente politica: con l’approvazione del prossimo bilancio decade il consiglio d’amministrazione che il governo potrebbe prorogare in vista della riforma dell’assetto societario. Solo dopo, a questo punto, si potrebbe siglare un nuovo contratto di servizio.

La spiegazione, però, non convince il presidente della Vigilanza: “Prima rinnoviamo il contratto, prima forniamo un nuovo e migliore servizio al Paese. Rilanciamo la cultura, facciamo più attenzione ai bambini e dichiariamo guerra alla ludopatia. Poi ci sarà tempo discutere, ma intanto non sprechiamo una buona occasione”.

Anche perché tra i punti cardine del nuovo contratto c’è una stretta ai conflitti di interesse nella produzione dei programmi: “Gli agenti delle star non potranno essere anche produttori o co produttori degli spettacoli nei quali lavorano i loro assistiti. Inoltre – prosegue Fico – vogliamo sostenere le risorse interne della Rai”. Una misura che da un lato valorizza le risorse umane di Viale Mazzini e dell’altro permette una riduzione dei costi.

Tra le altre misure prevista dal contratto c’è il divieto di pubblicità sui canali per bambini, lo stop agli spot per il gioco d’azzardo, ma anche la comparsa dei sottotitoli in inglese per i programmi in seconda serata. Più attenzione anche verso i non udenti con l’aumento dei sottotitoli e il maggior utilizzo del linguaggio dei segni. “Il servizio pubblico – dice Fico – deve avere una produzione di innovativa e di alta qualità, puntando forte sul web. Tecnicamente il contratto potrebbe essere firmato già la prossima settimana, ma si continua a rinviare”.

Non rinviano, invece, i Cinque Stelle che entro fine febbraio dovrebbero presentare un disegno di legge per la riforma della televisione di Stato: “Al centro ci deve essere l’indipendenza del servizio pubblico da qualunque potere, poi siamo pronti a discutere con tutti. L’obiettivo è innalzare la qualità del servizio. Per questo se vogliamo una Rai indipendente dobbiamo rivedere il ruolo della Vigilanza che oggi nomina 7 consiglieri ed esprime un parere vincolante sul presidente”.

http://www.repubblica.it

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