“Berlusconi assisterà anziani disabili”

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La proposta contenuta in una relazione che l’Ufficio esecuzione penale esterna ha depositato al Tribunale di Sorveglianza di Milano. La decisione attesa giovedì

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Silvio Berlusconi potrebbe assistere gli anziani, anche disabili, in una struttura dell’hinterland milanese per mezza giornata una volta alla settimana. È questa la proposta contenuta in una relazione che l’Uepe, l’Ufficio esecuzione penale esterna, ha depositato al Tribunale di Sorveglianza di Milano in vista dell’udienza di dopodomani in cui si discuterà la richiesta di affidamento ai servizi sociali del leader di Forza Italia, condannato in via definitiva per la vicenda Mediaset a quattro anni di carcere, tre dei quali coperti da indulto.

La proposta dei servizi sociali, rivelata dal sito on line di Avvenire e poi confermata in ambienti

giudiziari, è stata presentata nei giorni scorsi solo nel caso in cui dovesse essere accolta l’istanza dell’ex premier. L’ultima parola però spetta ai magistrati di Sorveglianza i quali, dopo l’udienza in cui discuteranno anche il sostituto pg Antonio Lamanna e i legali di Berlusconi, avranno cinque giorni (non sono tassativi) per depositare il loro provvedimento. Provvedimento che, sia che disponga l’affidamento in prova sia la detenzione domiciliare, verrà trasmesso alle parti e anche all’ufficio della Procura della Repubblica competente per l’esecuzione.

 

Nel primo caso entrerà in scena l’Uepe che convocherà il condannato per la firma del verbale in cui sono elencate le prescrizioni come il divieto di frequentare pregiudicati e tossicodipendenti, non uscire di casa dalle 23 alle 6 di mattina e non allontanarsi dalla Regione Lombardia o dalla Provincia di Milano. Da questo momento comincerà a decorrere la pena. In sostanza se, in ipotesi, l’ex capo del Governo dovesse sottoscrivere l’atto il 12 aprile finirà di scontare la condanna, un anno al netto del condono, l’11 aprile 2015, salvo gli venga concessa, al termine del primo semestre, la liberazione anticipata di 45 giorni. Nel caso in cui dovesse essere disposta la detenzione domiciliare, dovrebbero essere, come accade di solito, i carabinieri ad occuparsene e, eccetto deroghe, il leader di Forza Italia potrebbe uscire di casa solo un paio d’ore al giorno.

Ma a due giorni di distanza dall’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza, nei corridoi di palazzo di giustizia rimbalzano ipotesi di tutti i generi sul destino di Berlusconi: c’è chi scommette sulla detenzione domiciliare, chi invece parla di un attività di reinserimento svolta a casa per evitare problemi logistici legati agli spostamenti dell’ex premier con tanto di scorta e clamore mediatico. E ancora c’è chi malignamente dice che si stanno studiando le prescrizioni e, in particolare, il modo per impedirgli di fare campagna elettorale e politica.

E poi, accanto alla proposta di lavoro socialmente utile scritta dagli avvocati Franco Coppi e Niccolò Ghedini in una memoria depositata nei giorni scorsi, si è espresso, come è prassi, l’Ufficio esecuzione penale esterna che ha in carico il leader di Forza Italia: potrebbe andare ad assistere gli anziani, magari disabili, in una struttura dedicata non molto lontana da Arcore, dove ha eletto domicilio. Una scelta fatta escludendo le comunità per tossicodipendenti e pregiudicati e anche per i minori a causa della condanna a sette anni di carcere in primo grado per il caso Ruby. In questo modo, dunque, per l’Uepe, sarebbe assicurata all’ex Cavaliere un percorso di riabilitazione evitandogli il rischio di recidiva.

Intanto la corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha respinto la richiesta presentata dall’avvocato Ana Palacio, di sospendere gli effetti della sentenza Mediaset che impedisce al Cavaliere di correre alle Europee. Un niet arrivato nel giro di 24 ore che ha contribuito ad incupire ancora di più l’ex capo del governo

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