Imu, nuovo scontro nel governo

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Brunetta attacca Grasso e Boldrini: «Lavorano per minoranze estremiste»

Fassina: cancellare tassa solo su case di valore basso o medio.
La replica del Pdl: parole in libertà

GOVERNO:BRUNETTA,BOLDRINI E GRASSO VANIFICANO LETTA E ALFANOROMA – E’ ancora scontro sulla cancellazione dell’Imu. «Queste polemiche hanno stufato. L’Imu sulla prima casa non si pagherà più. Altrimenti, lo dico serenamente, questo governo non ci sarà più». Lo ha ribadito oggi il capogruppo alla Camera del Pdl, Renato Brunetta ai microfoni di Skytg24. Per Brunetta «Saccomanni è una bravissima persona, ma è un ministro tecnico e dovrà seguire le decisioni della maggioranza».

«Nei prossimi incontri della cabina di regia governo-maggioranza, si inizierà finalmente a parlare di riforma del sistema italiano di tassazione degli immobili. In questo ambito, l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa dal 2013 farà ripartire da subito la domanda, i consumi, e con essi il settore edilizio, il mercato immobiliare e tutto l’indotto, anche con riferimento agli affitti», ha insistito Brunetta. «Solo con una terapia d’urto di questo tipo – ha sostenuto ancora il capogruppo Pdl – si può finalmente invertire la rotta e innescare un circolo virtuoso di crescita, in Italia e in Europa».

Cancellare l’Imu solo sulle abitazioni di valore basso o medio,dice invece il vice ministro dell’Economia Stefano Fassina. Sarebbe «utile cancellare l’Imu sulle prime abitazioni di valore basso o medio», sottolinea Fassina, aggiungendo però che non vede perché si dovrebbe «rinunciare ai due miliardi» che arrivano dalle prime abitazioni di livello alto, fondi che potrebbero essere usati per evitare l’aumento dell’Iva.

«Il viceministro Stefano Fassina insiste a mettere in piazza la sua fantasiosa proposta che prevede di mantenere l’Imu sulle case di livello alto, incassare due miliardi di euro e con questi evitare l’innalzamento dell’Iva – ha replicato Brunetta -. Ho già spiegato diverse volte, a lui e a tanti altri autorevoli esponenti del governo, che su Imu e Iva non è più il momento di dire parole in libertà. Le affermazioni di Fassina sono prive di qualsiasi fondamento nella realtà e creano fasulle aspettative e condizionamenti sulle famiglie e sull’economia».

«Per l’ennesima volta – ha aggiunto Brunetta – con la speranza che sia l’ultima, ricordo a Fassina che l’Imu è una imposta reale e non è un imposta personale, non può tener conto del reddito dei contribuenti, ricchi o poveri che siano. E senza una riforma complessiva della tassazione sulla casa qualsiasi ipotesi di rimodulazione dell’Imu è non solo impossibile ma soprattutto è ingiusta. Sono gli stessi alti dirigenti del ministero dell’economia a dire, in tutte le sedi istituzionali, che l’Imu è un balzello “iniquo e talmente perverso da aumentare l’iniquità”. Se Fassina non lo sa, si informi».

«Sempre agli scettici dell’Imu, riportiamo qualche numero – afferma successivamente Brunetta – fornito dall’Ance su dati Istat: nel 2011 gli occupati nel settore delle costruzioni in Italia erano 1.847.000. A fine 2012, per effetto dell’introduzione dell’Imu da parte del governo Monti, questo numero è sceso a 1.694.000».
«Vuol dire che si sono persi 150.000 posti di lavoro. Solo nel settore delle costruzioni. I dati diventano ancor più allarmanti se si considera tutto l’indotto, nonchè la svalutazione del patrimonio degli italiani (-4,6% nel 2012) e il blocco delle compravendite immobiliari (-29,6%). L’abolizione dell’Imu, dunque, ci consentirà, sempre nel breve periodo – come avvenuto, in negativo, nel 2012 – di rilanciare il mercato immobiliare in Italia, e di recuperare almeno quei 150.000 posti di lavoro persi l’anno scorso, chiudendo una parentesi triste della nostra storia economica (e fiscale)».

L’attacco ai presidenti di Camera e Senato. «Le presidenze delle due Camere sono oggi totalmente dissonanti rispetto al sentimento di una larghissima maggioranza, non solo del Parlamento ma dell’intero Paese. Rischiano di vanificare così ilcammino difficile ma produttivo che la grande coalizione di Letta e Alfano sta intraprendendo. Non abbiamo certo bisogno di massimi rappresentanti delle istituzioni che lavorino per disegni organici a minoranze estremiste», ha affermato poi il capogruppo del Pdl alla Camera.

«Ci sono gesti che preoccupano. Nei giorni scorsi il presidente Boldrini si è schierata senza nemmeno un velo di pudore dalla parte della Fiom rifiutando di incontrare non tanto l’ad di Fiat Marchionne, quanto la grandissima parte dei lavoratori di Val di Sangro, quasi che la cittadina presidente debba rispondere non al popolo italiano ma a Landini e Vendola. Il presidente Grasso, a sua volta, domenica scorsa aveva di fatto preconizzato una nuova maggioranza sostenuta dai grillini, costringendo il capo dello Stato a riparare i danni minimizzando», ha continuato Brunetta. «In fondo – ha rilevato l’esponente del Pdl – capiamo Boldrini e Grasso: sono esito di uno momento politico temerario, allorchè Bersani coltivava sogni di maggioranze strampalate. Ma quella stagione è finita, ed è bene che la strana coppia recuperi il senso delle istituzioni e la finisca di coltivare velleità non in linea con il proprio compito di rappresentanza democratica».

«Solo forzature polemiche (politiche o editoriali) possonoleggere come scelta di parte, e non istituzionale, l’appello rivolto al mondo sindacale e a quello imprenditoriale. Tutti siamo chiamati a sfide nuove». Lo scrive Roberto Natale, portavoce di laura Boldrini in risposta alle critiche di Brunetta.

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