Diffamazione online, la proposta del Pdl: “Sito oscurato per tre anni e carcere”

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ROMA – ROMA – Quarantotto ore per pubblicare la rettifica sui siti Internet o si rischia l’oscuramento fino a tre anni, una multa fino a 5.000 euro e anche l’arresto fino a cinque anni. È il contenuto di un emendamento presentato dal deputato del Pdl Gianfranco Chiarelli alla legge sulla diffamazione, che è all’esame della commissione Giustizia della Camera. La proposta di modifica, ha ricevuto il parere positivo dei relatori, ma solo «ove riformulata».

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I relatori Enrico Costa (Pdl) e Walter Verini (Pd) hanno dato parere favorevole solo alla ‘prima rigà dell’emendamento del deputato Pdl Gianfranco Chiarelli, ma hanno chiesto di riformulare, in quanto nettamente contrari, tutta la parte relativa alle pene e all’oscuramento dei siti che Chiarelli propone invece di introdurre.

Il testo del deputato Pdl afferma che «per i siti informatici le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche e metodologiche e con la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono. Nel caso di mancata rettifica delle dichiarazioni e di mancata cancellazione delle frasi diffamatorie nelle 48 ore dalla richiesta, si provvede alla chiusura temporanea del sito internet fino ad un massimo di tre anni».

Chiarelli aggiunge inoltre: «L’autore del reato è altresì punito con una multa fino a 5.000 euro. In caso di recidiva ovvero in caso di mancato pagamento della multa da parte dell’autore del reato la pena è dell’arresto fino a cinque anni». In un altro emendamento (anche in questo caso con il parere negativo dei relatori), il deputato Pdl afferma che «nel caso di mancato pagamento della sanzione si applica altresì la pena accessoria dell’interdizione dalla professione di giornalista per un periodo da uno a cinque anni».

A LAVORO PER NORME SUL WEB L’estensione delle norme sulla diffamazione ai siti internet a carattere editoriale e la pubblicazione di commenti alle rettifiche. Sono i due nodi principali su cui lavorano i relatori alla proposta di legge sulla diffamazione, Walter Verini (Pd) ed Enrico Costa (Pdl), insieme al governo. Dopo l’impasse registrata ieri, con l’esecutivo pronto a dare parere contrario ad alcuni emendamenti cui invece i relatori avevano espresso parere favorevole, si starebbe arrivando a una formulazione condivisa.

Relatori e governo, che si sono riuniti questa mattina, sarebbero al lavoro per meglio definire a quali siti internet a carattere editoriale estendere le norme sulla diffamazione. Il punto di caduta, secondo quanto si apprende, potrebbe essere quello di restringere il campo ai siti che rispondono agli adempimenti di legge sulla stampa. In ogni caso, assicurano fonti della maggioranza, non si vuol mettere nessun «bavaglio» al web, come accusano M5S e Sel. Anche considerato che resterebbero esclusi i blog.

Ieri in commissione il sottosegretario Cosimo Ferri aveva ventilato un parere negativo sulla estensione della disciplina ai siti Internet, se non si fosse precisato «esattamente cosa sia un sito avente natura editoriale», restringendo il campo ai siti che abbiano «un direttore responsabile che possa effettuare un controllo preventivo su ciò che viene pubblicato», in modo da «non introdurre forme di responsabilità oggettiva».

Proprio in questa direzione ci si starebbe muovendo. Questa mattina si sarebbe dovuto iniziare a votare sugli emendamenti al testo in commissione Giustizia, per portarlo in Aula venerdì, ma la seduta fiume sul decreto Fare costringerà probabilmente a rinviare tutto ai prossimi giorni, anche considerato che nell’esame in Assemblea dovrebbe essere data la precedenza al decreto sugli Ecobonus, che è in scadenza.

SEL E M5S: “VOGLIONO IMBAVAGLIARE LA RETE” «Vogliono imbavagliare la Rete». È l’accusa mossa ai partiti della maggioranza dai deputati di M5S e Sel. «Voglio estendere la diffamazione a mezzo stampa anche ai siti editoriali, ma così si rischia di zittire il web», dice Alfonso Bonafede, del M5S.

«Nella distrazione generale, in commissione Giustizia alla Camera si sta tentando di calare un colpo all’informazione in Rete. In maniera totalmente surrettizia Pdl, Pd e Scelta civica hanno presentato emendamenti per estendere la nuova disciplina sulla diffamazione a mezzo stampa anche ‘ai siti internet aventi natura editorialè. Un colpo di mano silenzioso cui ci opporremo», afferma il capogruppo Sel in commissione Giustizia Daniele Farina spiegando che il tutto avviene «nonostante il parere negativo del governo, che ha rilevato la totale indeterminatezza della definizione, e nonostante nel testo base del deputato Costa non compaia mai il tema, ma anzi ne sia stato esplicitamente espunto».

Si tratta, prosegue Farina, di «un colpo di mano liberticida che si copre del plauso sul venir meno del carcere per i giornalisti: vera novità di un provvedimento che è calendarizzato già venerdì nell’aula di Montecitorio. Estendere in maniera indistinta al web norme costruite per le testate giornalistiche – conclude – significa non capire la necessità di un ragionamento più specifico sulle caratteristiche, i mezzi e le dimensioni della maggior parte dei siti operanti nella rete che, peraltro, la commissione ha ampiamente ignorato nelle proprie audizioni».

http://www.leggo.it

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