Protocollo d’intesa con il Comune per uno sportello dedicato alle persone sordomute

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“Sigleremo un protocollo d’intesa e presto anche il Comune di Benevento avrà il suo sportello dedicato alle persone sordomute”.

LisE’ questo uno dei dati più significativi emersi nel corso del seminario sul ruolo e le competenze professionali dell’interprete LIS, la Lingua Italiana dei Segni, svoltosi presso Ansi Formazione. Maria Rosaria Marano, interprete e docente LIS e vicepresidente ANIMU (Associazione Nazionale degli Interpreti di Lingua dei Segni) e Luciano Barbarisi, Presidente Nazionale dello stesso sodalizio, hanno colto la disponibilità dell’assessore ai servizi sociali, Umberto Panunzio, per gettare le basi di una collaborazione che si è posta un obiettivo ambizioso: dotare il Comune della città capoluogo (finalmente!) – si legge nella nota diffusa alla stampa – di uno sportello in grado di dare risposte, indicazioni, sostegno ai cittadini con evidenti problemi di comunicazione.

Un segno forte di civiltà e di adeguamento agli standard europei. La Marano, dal canto suo, ha sottolineato l’importanza dell’interprete Lis (assistente alla comunicazione) all’interno della scuola: circostanza che consente all’allievo sordomuto di inserirsi più facilmente, anche alla luce del fatto che egli considera l’italiano la sua seconda lingua; non solo, ma facilità anche l’apprendimento nelle varie discipline scolastiche. Gli sbocchi professionali e la sempre crescente richiesta di interpreti LIS nella società di oggi fanno di questa figura un’ottima occasione di impiego professionale: lo ha detto nel corso del seminario il presidente Barbarisi, che ha pure evidenziato come la Lingua dei Segni Italiana rappresenti un vero e proprio sistema. Il presidente di Ansi Formazione, Ludovico Vessichelli, ha spiegato come il Corso di Interprete LIS (avvio imminente, presumibilmente gennaio 2015) costituisca una novità assoluta per l’Ente che presiede, tanto da indurre la struttura di via Fragola a dare vita ad un corpo docente assolutamente di qualità, per in modo che gli interpreti, al termine del percorso formativo di due anni, siano qualificati, preparati e competenti per l’inserimento nel mondo del lavoro.

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