Aspettando il Natale, la Messa in Lis a San Giovanni

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Presieduta dal vescovo Leuzzi la celebrazione “tradotta” nella Lingua italiana dei segni per circa 400 fedeli sordi nella basilica lateranense. Ogni domenica celebrazione “segnata” a Santa Maria in Trastevere di Elisa Storace

romaXVIII

«Voi avete una grande responsabilità e una grande vocazione nella Chiesa: ricordare a tutti che Dio parla nel silenzio. Sarà veramente Natale se, nel silenzio della nostra vita, impareremo ad ascoltare Gesù che parla, senza parole, al nostro cuore». Così monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo incaricato della pastorale sanitaria nella diocesi, si è rivolto ai quasi 400 fedeli sordi riuniti nella basilica di San Giovanni in Laterano domenica 22 dicembre per la Messa in vista del Natale Una Messa speciale “segnata” in Lis (Lingua italiana dei segni) da diversi interpreti in piedi davanti all’altare, presieduta da monsignor Leuzzi. Con lui hanno concelebrato don Mario Teti, incaricato della pastorale dei fedeli sordi per la diocesi di Roma, e i sacerdoti della Piccola Missione per i Sordomuti. «Questo è il sesto anno consecutivo che per Natale viene celebrata la Messa segnata qui in basilica – spiega don Mario -, un segno importante sia per i sordi che per gli udenti: da quando nel 2010 ho assunto il mio incarico ho avuto modo di conoscere le difficoltà dei sordi ma anche la loro grande ricchezza spirituale e ho capito che l’apostolato per i sordi è molto particolare, bisogna averne la vocazione».

“Infirma mundi elegit Deus” ricorda Leuzzi citando san Paolo, le sue parole tradotte dai gesti svelti degli interpreti, seguite con grande attenzione dalla platea silenziosa. Vincenzo Mastrodomenico, presidente dell’Ens (Ente nazionale sordi) del Lazio, sottolinea l’importanza di occasioni come questa spiegando quanto sia difficile per i sordi la partecipazione ai sacramenti: «Normalmente la domenica i sordi non vanno a Messa perché non ce ne sono abbastanza “segnate”, né possono seguire corsi di catechesi perché pochi sono i catechisti in grado di insegnargli, né si confessano frequentemente, perché i sacerdoti che conoscono la Lis sono ancora meno: per questo motivo Messe come quella di oggi per noi sono tanto importanti, perché sono un segno di attenzione da parte della Chiesa».

Gesù viene segnato indicando le stimmate, Maria con le palme delle mani incrociate sul petto, la Chiesa congiungendo le mani in preghiera: gesti di cui anche chi non conosce la lingua dei segni riconosce la dolcezza e il senso. Come racconta Massimiliano Cascitti, responsabile del settore spirituale Ens Lazio, nella Capitale della cristianità le cose vanno abbastanza bene: «A Roma siamo fortunati perché, per esempio, ogni domenica a Santa Maria in Trastevere alle 11.30 c’è una Messa in Lis, e poi perché con don Mario stiamo lavorando molto bene, ma dobbiamo fare in modo che i sordi si risveglino alla Parola di Dio e per questo sono fondamentali i corsi per interpreti biblici Lis e la collaborazione con la Chiesa, perché anche chi non sente si “senta” parte di essa».

Il prossimo appuntamento che riunirà la comunità si celebrerà il 26 gennaio, giorno di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, degli scrittori e anche dei sordi, occasione in cui verrà celebrata una Messa in Lis nella parrocchia Santa Monica a Ostia. Alla fine della Messa un ragazzo sordo spiega a Roma Sette, attraverso un’interprete, che dalla chiusura delle scuole speciali, avvenuta ormai più di trent’anni fa, dove le congregazioni religiose si prendevano cura anche della loro formazione spirituale, c’è stato un po’ di vuoto, ma che in questi anni sensibilità e attenzione della Chiesa stanno crescendo: «Per fortuna la Parola che salva non è quella che si sente con l’udito, ma quella che ti cambia la vita perché parla dell’amore di Dio, e per sentirla c’è bisogno davvero soltanto del cuore».

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