I sordi si fanno sentire per la lingua dei segni

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Sorde sono le istituzioni. Ecco il motivo della protesta in piazza Duomo di una trentina di attivisti dell’Ens, l’ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi.

di Gigi Sosso

Un sit-in a livello nazionale deciso per cercare di accelerare l’iter della proposta di legge per il riconoscimento della lingua italiana dei segni, che non è stata ancora esaminata né alla Camera né al Senato e per l’abbattimento delle barriere della comunicazione. La delegazione capitanata dal presidente bellunese Diego Cassol è stata ricevuta in prefettura dai vice prefetti Nicola De Stefano e Carlo De Rogatis, ai quali ha esposto un problema molto pesante, anche nella vita quotidiana: la promozione dell’inclusione sociale delle persone sorde o sordo-cieche, attraverso questa Lis e quella tattile.

belluno_lisCassol rappresenta non solo l’ottantina d’iscritti all’Ens, ma anche coloro che condividono gli stessi problemi e le stesse battaglie, pur non essendo associati. Ieri tutti mostravamo questa L composta da pollice e indice: «Chiediamo al parlamento di esaminare e approvare questa proposta di legge, che è firmata dal nostro presidente nazionale Giuseppe Petrucci. Il nostro è un appello affinché questa lingua dei segni venga insegnata e adottata, negli ambienti che dobbiamo per forza frequentare. Questa manifestazione è a nome di tutti, in particolare di Nadia Comiotto, una donna di 57 anni, che è sordo-cieca e ha ancora più urgenza di questo provvedimento».

Non capita chissà quante volte di vedere l’Ens in piazza, ma può essere un’idea, anche per raccogliere fondi utili a organizzare iniziative, ma anche solo a pagare l’affitto della sede: «Siamo in via Gabelli, accanto alla sede del comando della polizia locale. Paghiamo 400 euro al mese e meno male che, da qualche mese, conviviamo con l’Uisp, l’Unione italiana sport per tutti. La sede ci è stata concessa dal Comune, ma naturalmente dobbiamo pagare la retta e questo non è mai facile, al di là delle quote di associazione annuale».

La prefettura è stata molto accogliente: «Cassol ci ha spiegato le ragioni della protesta dell’associazione che rappresenta. L’urgenza è il superamento delle barriere della comunicazione, rendendo operativa la normativa nazionale di ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Si parla della legge 18 del 2009, che prevede azioni per il riconoscimento, la tutela, la promozione e la diffusione delle lingue dei segni degli stati».

http://corrierealpi.gelocal.it

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