Cinquemila mani in piazza per la Lis: “L’Italia è la pecora nera”

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Manifestazione nazionale promossa dell’Ente nazionale sordi a Roma per chiedere il riconoscimento della Lingua italiana dei segni: delegazioni da tutte le regioni. La legge è ferma in Parlamento. Petrucci: “Come noi solo Malta e Lussemburgo”

 

492560Sono almeno cinquemila, secondo gli organizzatori, i partecipanti alla manifestazione nazionale di oggi a Roma per il riconoscimento della Lingua italiana dei segni, promossa dall’Ente nazionale sordi. L’assembramento in piazza della Repubblica stupisce i passanti per il silenzio, mentre i venditori ambulanti capiscono ben presto che i fischietti non riscuotono grande successo fra i manifestanti.

“Ci sono rappresentanze da tutte le regioni e da quasi tutte le province – spiega Costanzo Del Vecchio, segretario nazionale dell’Ens – a chiedere il riconoscimento dei diritti di tutte le persone sorde, sordo-cieche e con disabilità uditiva più o meno grave e l’approvazione della nostra proposta di legge presentata nel 2013, che mira all’abbattimento di ogni barriera di comunicazione affermando innanzitutto la libertà di scelta nella modalità di comunicazione e accesso alle informazioni”. Ciò significa, spiega, sia la tutela e la cura sanitaria per chi preferisce l’impianto cocleare, il metodo oralista, sia il riconoscimento della Lis e della Lis tattile.

La manifestazione di oggi è il proseguimento di un percorso di mobilitazione che va avanti da tempo, con presidi davanti al Parlamento e lo sciopero della fame intrapreso da presidente Giuseppe Petrucci lo scorso 11 novembre. “La convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità è stata ratificata dall’Italia nel 2009 – dichiara il presidente – ma il testo della legge non è ancora stato esaminato neanche dalle Commissioni”.

“Solo Italia, Malta e Lussemburgo non hanno ancora riconosciuto la propria lingua dei segni, mentre negli altri paesi europei si sono dotati di strumenti di legge e di inclusione che vanno dal diritto a un interprete ai cartoni animati sottotitolati – commenta l’europarlamentare  belga Helga Stevens, venuta a sostenere la manifestazione insieme ai rappresentanti di diverse associazioni -. In Belgio abbiamo una lingua dei segni fiamminga e una francese, in perfetto bilinguismo”. Il corteo si snoda lungo la città, per raggiungere piazza Santi Apostoli. Cori di mani in guanti bianchi scandiscono gli slogan, mentre gli interpreti di fronte a ogni testa dei gruppi traducono ciò che viene detto con il megafono. (Elena Filicori)

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