Tesi sul linguaggio dei segni: Barelli diserta l’invito della laureanda

0
1.102 Numero visite

VITERBO – (c) “Sono Mariasole Portale, la studentessa che si è laureata in Lingue lunedì 24 febbraio, discutendo la prima tesi di laurea dell’Università della Tuscia sulla lingua dei segni italiana (LIS). In occasione della mia laurea, per la prima volta nella storia dell’Università della Tuscia, è stato predisposto un servizio d’interpretariato per le persone sorde.

GdZ-Barelli_250Ricordo che l’Italia è uno dei pochissimi Paesi al mondo in cui la lingua dei segni non è stata ancora riconosciuta come lingua ufficiale. Eppure il nostro Paese ha ratificato nel 2009 la convenzione dell’Onu del 2006 sui diritti delle persone disabili, che tutela le lingue dei segni e ne promuove il loro uso a tutti i livelli. In Italia, oggi, esistono decine di migliaia di persone, i sordi, private di uno dei diritti più elementari: il diritto di parlare la propria lingua.

Si tratta di una vera e propria minoranza linguistica, dotata di una propria lingua e di una propria, cultura, che trova ancora moltissime barriere nella società italiana. Per una persona sorda, oggi, stipulare un contratto, essere seguita a scuola, essere curata in un ospedale può essere un’impresa.

Voglio ricordare che il comune di Viterbo ha riconosciuto la LIS grazie alla mozione presentata dal consigliere comunale Marco Ciorba, che ha assistito alla discussione della tesi, e alla sensibilità di tutto il consiglio comunale di Viterbo e del sindaco Leonardo Michelini. La discussione della mia tesi è stata dunque un momento storico per l’Università della Tuscia, per la comunità sorda viterbese (sono cittadini italiani anche loro) e per la città di Viterbo.

Giacomo Barelli (che ho invitato personalmente), in qualità di assessore alla Cultura, avrebbe dovuto esserci. Lo invito a mostrare più sensibilità verso queste tematiche e a incontrarci per conoscere questo mondo che forse ignora, ma che potrebbe insegnargli molto”.

http://www.ontuscia.it/

Newsletter