Traduciamo le favole per i bambini ipovedenti

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«SIAMO 13 donne che hanno deciso di unire le forze per non buttare via l’ esperienza maturata in 15 anni di attività». Così è nata Puntidivista (www.puntidivista.it), start-up per la rielaborazione e l’ adattamento di testi scolastici per non vedenti e ipovedenti, e Sandra Innocenti è la presidente.

aziendaE’ una delle imprese ospitate nell’ incubatore Bic Lazio di Rieti, innovativa nella concezione anche se non abbastanza “hi-tech” per essere iscritta fra le imprese finanziabili ex-lege Passera. Erano tutte dipendenti della Braille Gamma, eccellenza nel campo italiano dell’ editoria ora travolta dai debiti, con 70 lavoratori in cassa integrazione. «La nostra cassa è durata un mese, poi ci siamo rimboccate le maniche e ci siamo messe in proprio. Abbiamo versato 300 euro a testa più le spese per l’ atto costitutivo, e Bic ci ha fornito sedee assistenza tecnica». Riuscite a sostenervi?

«Le commesse continuano ad arrivare. Certo, fatturiamo 25-30mila euro al mese e dobbiamo accontentarci di un part-time a 800 euro lordi, ma verranno tempi migliori. L’ 11 dicembre lanceremo un progetto editoriale per l’ infanzia che si chiama Favolosamente Abili, una raccolta di favole pensata da noie realizzata con la collaborazione dell’ Ente nazionale sordi, l’ Unione italiana ciechi e la Cooperativa sociale onlus Loco Motiva. Le storie sono pensate per bambini ciechi, ipovedenti o sordi, grazie a un dvd che accompagna il testo, contenente il video della favola interpretata nella lingua dei segni». Il vostro obiettivo? «Portare tutti i bambini sullo stesso livello. E’ difficile, lo so, noi però ci proviamo».

(ml.d.s.)

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