Una mozione per i non udenti

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Proposta da Marco Ciorba affinché la lingua dei segni sia riconosciuta da Viterbo

di Andrea Arena

Marco Ciorba
Marco Ciorba

Una mozione affinché la lingua italiana dei segni (Lis) sia riconosciuta dalla città di Viterbo quale “importante strumento di comunicazione e quindi garanzia del riconoscimento di un diritto naturale”. L’ha pensata il consigliere comunale Marco Ciorba (Oltre le mura) da sempre sensibilissimo su queste tematiche. E l’hanno firmata tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, per una volta uniti in un’iniziativa di interesse comune. La proposta è già stata approvata dalla quarta commissione e nel consiglio comunale di oggi verrà dibattuta.

“Per Viterbo si tratta di un evento storico – sostiene lo stesso Ciorba – perché siamo tra le prime città italiane, la prima in assoluto in tutto il centro sud e prima anche della capitale Roma, a riconoscere la lingua dei segni. Mi auguro che questa iniziativa, che dimostra la sensibilità di tutti i viterbesi alle istanze della comunità dei sordi, sia riproposta anche da altri comuni, a partire magari da quelli della nostra provincia. Ma soprattutto mi auguro che presto la questione approdi anche in Parlamento, visto che l’Italia ancora stenta a riconoscere la lingua dei segni quando invece sia l’Unione europea, sia 44 Paesi nel mondo, l’abbiano già fatto, dandole così pari importanza e dignità come tutte le altre lingue europee e mondiali”.

E infatti la mozione impegna il sindaco, oltre a riconoscere la lingua italiana dei segni, “ad eliminare ogni barriera comunicativa dagli uffici pubblici comunali, per permettere ai cittadini sordi di essere partecipi e parte integrante della comunità”. E anche ad “adoperarsi e farsi promotore presso il Parlamento al fine di accreditare la Lis come lingua della comunità dei sordi”. Oggi la palla passa in consiglio, per un’approvazione che appare scontata e giusta, e che fa di Viterbo una città più civile

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