Riconoscimento mancato della LIS

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Carissimi,

mi duole dirvi che in questo momento non so se darvi il mio supporto o meno, ho i miei dubbi circa il riconoscimento della lingua dei segni italiana.

Ho i miei validi motivi.

Albert_Einstein_HeadNon vorrei arrecare offesa a nessuno, provo semplicemente ad esporre il mio punto di vista POLITICO (è importante perciò valutare le conseguenze politiche direttamente correlate a un evento del genere).

Ricordatevi sempre che io SOSTENGO LA LIS ma alla sola condizione che la LIS sia disciplina d’insegnamento LIBERO, fuori dalla speculazione e, SOPRATTUTTO, sia insegnata da persone SORDE o UDENTI in possesso di titoli di studio accademici: laureati in scienze sociali, pedagogiche, psicologiche e così via…

Pertanto vorrei cogliere l’attenzione e la riflessione  su:

PUNTO 1:

Come mai sino ad oggi nessuno o pochi si sono premurati dicendo che la legge 104 è una LEGGE CHE PUO’ BENISSIMO RAFFORZARE IL RICONOSCIMENTO DELLA LINGUA DEI SEGNI SENZA “ragionare” sul fatto che, tale  legge, non ha  quasi niente a che fare con la LIS, perché la  verità è solo una: il Governo non vuole  spendere  soldi (sappiamo che la professionalità costa!) per formare i docenti e ricorre al palliativo di mettere, accanto, un presunto docente specializzato, ma alla lunga  non è esperto di niente, un… assistente  alla comunicazione, scaricando le spese, per tale persona, agli Enti Locali!

Bisogna smetterla da parti di alcuni, udenti e  sordi, di considerare i SORDI o gli IPOACUSICI terra di conquista, dopo aver avuto la porta chiusa in altri settori sociali.

Infine che lo Stato (il Ministero dell’Istruzione per lui) si prenda cura dell’istruzione  dei sordi o degli ipoacusici eccetera creando Scuole di alta formazione che sia compito delle Università, vale a dire delle Facoltà di Scienze della Formazione, in particolare nei corsi di formazione specifici, riconoscendo ai docenti tale professionalità, invece di continuare con le “toppe”   di formazione delegate all’Ente nazionale dei Sordi che non è capace di “formare”, anzi i pochi in possesso di validi titoli li allontana dalla docenza!

PUNTO 2:

Vorrei anche precisare che legge 104 NON è quella legge che vi serve per ottenere i permessi lavorativi, come voi sapete, ma SERVE per:

– valorizzare l’inserimento ed integrazione utilizzando qualsiasi soluzione per ridurre le difficoltĂ  di inserimento ed integrazione

– possibilitĂ  di realizzare un servizio di aiuto personale

– progettare interventi a favore dei persone con handicap in situazione di gravitĂ 

– valorizzare il diritto all’educazione e all’istruzione

– incentivare l’integrazione scolastica e anche sociale

E così via…

PUNTO 3:

Vorrei aggiungere un articolo della 104/92 MOLTO IMPORTANTE: si tratta dell’art. 5 lettera m della legge 104.

LEGGETE BENE QUI:

ART. 5 LETTERA M: “promuovere il superamento di ogni forma di emarginazione e di esclusione sociale anche mediante l’attivazione dei servizi previsti dalla presente legge”.

In pratica l’art. 5 della legge 104 prevede il superamento dell’esclusione sociale: un esempio? se non sottotitoli programmi TV come TG e documentari e film cosa si supera? Sono state fatte azioni concrete in tal senso?

PUNTO 4:

La Convenzione ONU non vi basta per ottenere il riconoscimento della LIS?

Per me è sbagliato affermare in quanto l’art. 10 della Costituzione Italiana recita come segue:“L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”.

A questo punto è SUFFICIENTE far valere la legge 104 come una possibile SOLUZIONE affinché l’art. 10 della Costituzione venga sfruttata al meglio per i sordi!

PUNTO 5:

La marcia  è una questione che ritengo infantile perché, purtroppo (!), sta cadendo nella rete di chi, dietro loro, i soliti BURATTINAI udenti, astuti – senza  titoli professionali – sospingono i sordi incompetenti gesticolanti ad per arraffare  posti ai veri capaci che  hanno  volontà di apprendere  o/e  divenire  professionisti dell’assistenza!

Mi piacerebbe che il signor Petrucci e i consiglieri nazionali avessero preso parte alla MARCIA perché, così facendo, nel dibattito con i CAPACI mostreranno la loro NULLITA’.

A proposito perché lo Stato e in particolare  il Ministero dell’Istruzione non fa un Convegno nazionale sul tema: L’istruzione dei sordi e degli ipoacusici. Ci sono? Dove sono? Serve un confronto fra i docenti e gli studiosi!

Per me la legge 104 come integrazione sociale non presuppone solo la LIS ma soprattutto vi è all’interno una indicazione esplicita di incentivare corsi di formazione, tirocini integrati e finalizzati per la qualifica professionale.

Infatti molte Regioni Italiane hanno bandito tali corsi di formazione che l’ENS non ha mai visto e figuriamoci pubblicizzato.

Sinceramente l’ENS ha fallito, non solo ieri, ma  soprattutto oggi perché non ha professionisti sordi che la guidino verso obiettivi di inclusione per i bambini sordi e, soprattutto, verso una comunità dove, il sordo, sia se stesso secondo le sue scelte.

La legge 104 va valorizzata e ciò potrà avvenire quando lo Stato deciderà di FORMARE lui – proprio lui! – i docenti selezionandoli con appositi corsi!

Liberiamo i sordi dalla catena dell’ignoranza di certuni dell’ENS che li frenano con lo Stato che usa gli “assistenti” factotum!

Un caro saluto,

Giulio Scotto di Carlo

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