Alemanno ingrana la marcia e lancia la sua lista civica

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Il sindaco: «Non abbiamo bisogno di yes men»

Stile semplice, quasi “domestico”, per la presentazione della lista «Cittadini x Roma» che sosterrà il sindaco Alemanno alle prossime elezioni del 26 e del 27 maggio.

alemannoIl palco del teatro dell’Angelo, in Prati appare quasi “povero” rispetto alle luci, le musiche, i “vip” che in passato hanno caratterizzato le liste civiche dei sindaci. I tempi del resto sono cambiati. Duecentonovanta posti a sedere e accesso bloccato per eccesso di persone. In sala pochi voti noti, nessun eletto, molte famiglie. A fare gli onori di casa Remo Pannain, il presidente di Rete Attiva x Roma, l’insieme di circa 250 associazioni attive sul territorio che da tempo lavorano intorno a un progetto che riporti il cittadino al centro della politica e dell’amministrazione. Accanto ai protagonisti un’interprete del linguaggio dei segni per i non udenti. Un dettaglio «civico» da sottolineare. Un messaggio reso ancora più diretto dalla scelta del capolista che sarà, come anticipato da Il Tempo, l’assessore a Scuola e Famiglia, Gianluigi De Palo. A lui l’onere e l’onore di rappresentare un progetto «non ideologico» espressione di proposta e non di protesta.

Sul palco, giacca e cravatta «mi sono vestito elegante», scherza De Palo che non rinuncia però al sandalo francescano. Poi con l’emozione di chi davvero con la politica c’entra poco spiega: «Non ho votato Alemanno alle scorse elezioni, ma Rutelli – ha ricordato De Palo – sono cresciuto in parrocchia, poi dopo la Gmg del 2000 mi sono innamorato del bene comune. E me ne sono occupato con la presidenza dell’Acli e poi del forum associazioni Lazio. Due anni fa sono stato chiamato da Alemanno per realizzare a Roma il quoziente familiare. Oggi la Capitale è l’unica città ad averlo. «Mi candido, per prima volta in assoluto – ha aggiunto – Mi metto in gioco davanti a città. La civica sarà una lista di persone del territorio, della società civile. Diciamo no al riciclo politico mettendo al centro un’azione di trasparenza. Vogliamo raccogliere i voti di chi non si senta rappresentato dal centrosinistra, da chi é deluso dal grillismo che ha distrutto senza voler ricostruire. Sarà una lista di proposta, non di protesta. La legalità sarà uno dei temi non negoziabili. Saremo un pungolo anche per sindaco, una lista che non farà sconti a tutta l’amministrazione». Tra gli altri, testimonial dell’iniziativa (che non necessariamente entreranno a far parte della composizione della lista), l’architetto Paolo Portoghesi, lo stilista Stefano Dominella, Giorgia Frasasso, la figlia di un imprenditore che, a causa delle crisi, l’anno scorso si è tolto la vita.

In sala anche Isabella Rauti, da tempo impegnata con l’associazione di volontariato «Noi per Roma». La parola poi passa al sindaco: «C’è bisogno di gente che in maniera semplice sceglie se si vuole impegnare in fondo per il bene comune. Credo che la civica serva a questo. Non abbiamo bisogno di “yes men” e “signorsì” di cui la politica italiana sta morendo. Voglio una realtà che crei e produca, che critichi per farci allargare le spalle. Mi auguro che tante esperienze diverse entrino in questa realtà per una lista civica a identità plurale». Alemanno ha anche ricordato che «manca un mese alla presentazione effettiva della lista, della quale ora presentiamo solo il progetto. Oggi per noi comincia un percorso in salita».

Tra gli obiettivi per la prossima consiliatura Alemanno ha posto «la sussidiarietà per politiche sociali sostenibili, la trasformazione urbana avendo in mente l’idea di bellezza anche per le periferie, l’ambiente e il lavoro. Non c’è un solo obiettivo che si realizza senza un grande sforzo comune – ha concluso il primo cittadino – c’è bisogno di un’avanguardia per rincorrere il nostro sogno: perché Roma può crescere ancora di più». Un contenitore aperto, dunque, nel quale far confluire quella parte della società civile che non si appoggia all’antipolica per delegare, ancora, responsabilità che possono e devono essere assunte anche dai cittadini. Quella parte delal società civile insomma che sostiene la buona politica, vigilando certo ma contribuendo a un’amministrazione migliore. Una sfida culturale prima ancora che elettorale.

Susanna Novelli

http://www.iltempo.it

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