Il Fai spiega l’arte bresciana agli stranieri

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IL PROGETTO. «Partecipare: nuovi cittadini tra antichi e moderni patrimoni» promosso da Amici del Fai, Centro Migranti e le Fondazioni Brescia Musei e Cariplo. Sei lezioni in aula per permettere agli immigrati di conoscere le bellezze locali per poi spiegarle ai propri connazionali

Giosi Archetti, Elena Bonometti e Angela Bersotti FOTOLIVE
Giosi Archetti, Elena Bonometti e Angela Bersotti FOTOLIVE

Brescia. L’integrazione passa anche attraverso l’arte. Brescia, territorio ad alta densità di migranti, è stata la prima città italiana a maturare questa intuizione, lanciando con la locale Delegazione Fai corsi di storia e arte riservati agli stranieri. Un’idea che si è rivelata da subito un successo, e che dopo aver «contagiato» anche la Valle Camonica, Milano e Varese, viene proposta in città attraverso un corso di formazione per stranieri sulla storia e l’arte a Brescia.

IL PROGETTO «Partecipare: nuovi cittadini tra antichi e moderni patrimoni» è promosso dall’associazione Amici del Fai e Fondazione Brescia Musei, con la collaborazione del Centro Migranti e il sostegno della Fondazione Cariplo. Si tratta di un corso di sei lezioni in aula (in lingua italiana) seguite da visite sul territorio, a partire dall’8 marzo e fino al 20 aprile, per favorire nei «nuovi cittadini» la conoscenza dei luoghi in cui vivono, scoprendo le meraviglie della Brescia romana, ammirando le piazze cittadine e i musei, le mura e il Castello, le chiese. In questo modo i partecipanti al corso potranno acquisire conoscenze approfondite sulla città, e a loro volta farsi divulgatori di tali bellezze fra la cerchia di parenti, amici e conoscenti che parlano la loro stessa lingua. Una prima sperimentazione sarà il 24 marzo, in occasione delle Giornate Fai di primavera: i partecipanti faranno da mediatori artistico culturali accompagnando i propri connazionali nella visita di palazzo Averoldi. «SIAMO STATI la prima città in Italia, nel 2008, a raccogliere le esigenze culturali degli stranieri che vivono fra di noi: la cultura è un bisogno fondamentale e democratico, che consente di essere uguali, parlarsi, capirsi e avviare uno scambio», ricorda Giosi Archetti, presidente dell’associazione Amici del Fai. Lo stesso Fai nazionale ha adottato il progetto, «e dopo Brescia – dice la presidente -, i corsi si tengono in altre 30-40 città in tutta Italia». Attività, queste, che si incontrano con la «mission» di Brescia Musei, che è quella di «rendere accessibili i musei anche a persone che non hanno consuetudine ad entrarvi», ricorda Angela Bersotti, responsabile dei servizi Educativi di Brescia Musei, realtà che ospiterà le lezioni teoriche del corso. «La nostra offerta, non a caso, oltre alle attività per stranieri propone percorsi museali tattili rivolti a ciechi e ipovedenti, visite nella lingua dei segni per non udenti, attività per malati psichici e detenuti». Il corso è gratuito e si rivolge a un massimo di 30 persone di origine straniera. Per partecipare è richiesta una buona conoscenza della lingua italiana. Le iscrizioni vanno inviate entro il 22 dopodomani all’indirizzo amicidelfai.brescia fondoambiente.it, oppure consegnati alla direzione Musei civici di via Musei 81 (il modulo di domanda è scaricabile dal sito www.amicidelfai.it).

 

Lisa Cesco

http://www.bresciaoggi.it/

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