Scuola, lo scandalo della legge 104

0
1.160 Numero visite
Pubblicità

L’offensiva è partita, la scuola boccia i furbetti della legge 104 e mette a punto un piano per evitare abusi.

Pubblicità

È un caso tutto scolastico quello che riguarda l’uso smodato della 104 tra gli insegnanti e il personale ausiliario e la denuncia arriva direttamente da viale Trastevere dove il ministero dell’Istruzione sta stilando un piano specifico per mettere fine a un fenomeno ormai fuori controllo.

school_childrenLa legge del ‘92 permette, a chi è affetto da disabilità o ha parenti disabili, di assentarsi dal lavoro, per un massimo di tre giorni al mese, per effettuare visite di controllo o cure senza perdere la retribuzione. Una norma importante, che va a sostegno di chi ne ha davvero bisogno, ma c’è chi ne abusa. I dati del Miur parlano chiaro: il 13% dei docenti di ruolo della scuola pubblica beneficia della 104 contro una media dell’1,5% dei dipendenti delle aziende private. Una percentuale di quasi 9 volte superiore.

Decisamente troppo per non destare sospetti. A metà tra i due estremi si collocano i docenti precari: i supplenti che usufruiscono dei permessi sono il 5% del totale, quindi molto meno dei loro colleghi a tempo indeterminato ma comunque più dei lavoratori del privato. Ancora più clamoroso il ricorso ai permessi da parte del personale tecnico amministrativo (gli Ata), tra i quali ad usufruire dei benefici della legge è addirittura il 17%.
Nel 2014 ci fu un caso eclatante che scosse il Miur. Emersero i dati relativi a una scuola di Menfi, in provincia di Agrigento: l’Istituto “Santi Bivona” nell’organico, aveva ben 70 insegnanti beneficiari della legge 104 su un totale di 170. Quasi il 42% di persone affette da disabilità o con parenti disabili: il Miur ha istituito un tavolo con l’Ufficio scolastico regionale e con l’Inps e così i docenti che avevano usufruito in passato della 104 sono stati sottoposti ad approfonditi controlli e in molti casi sono stati revocati i permessi e annullati diversi trasferimenti. Una procedura che d’ora in poi verrà adottata in ogni provincia che presenti dati sproporzionati. «Quella di Menfi – spiega il sottosegretario Davide Faraone – rappresenta una cattiva prassi che ha prodotto scenari allarmanti e ingiusti. Siamo partiti da una condizione di far west. Ma adesso, passo dopo passo, stiamo agendo per ripristinare una condizione di legalità».

Il Miur ha messo mano anche alle regole sui trasferimenti, ovvero su quali insegnanti debbano avere la precedenza nelle richieste di mobilità. «Abbiamo previsto – spiega Faraone – una norma che dia la precedenza ai genitori di bambini disabili. Una scelta che ci sembra doverosa. Terminati i trasferimenti, saremo in grado di verificare eventuali anomalie, come nel caso della provincia di Agrigento, e intervenire per correggere storture. Al termine della mobilità di quest’anno, in tutti i casi in cui l’incidenza della 104 assume valori sproporzionati procederemo così come è stato fatto nei mesi scorsi ad Agrigento. Solo così possiamo ripristinare il valore fondamentale di una legge di civiltà. Una legge pensata per andare incontro alle esigenze di docenti e delle famiglie di disabili che hanno bisogno di supporto».
I dati del monitoraggio del Miur disegnano una mappa piuttosto chiara: se si va a guardare le differenze tra regione e regione, emergono risultati notevolmente diversi, dove le quote più alte si registrano nelle province del Centro, del Sud e nelle isole. Il maggior numero di docenti con disabilità o impegnato ad assistere un parente disabile è di ruolo in una scuola della Sardegna dove usufruisce della 104 addirittura il 18,27% degli insegnanti, vale a dire quasi uno su 5. Seguono l’Umbria dove al percentuale è del 17,17, la Sicilia con il 16,75% e il Lazio con il 16,36%. In Puglia la presenza dei beneficiari della 104 è del 15,95% e in Campania è del 15,77%.

Tra le regioni in cui si registra una minor presenza di docenti con disabilità o con parenti disabili spicca, primo fra tutti, il Piemonte dove la percentuale di beneficiari della 104/92 si abbassa all’8,96%. Restano sotto la soglia del 10% anche il Veneto con il 9,71% di permessi e la Toscana con il 9,84%. Per quanto riguarda invece gli Ata, Ci sono regioni in cui oltre un lavoratore su 4, tra il personale amministrativo, tecnico o addetto alla sorveglianza, è beneficiario della 104. In Umbria si tratta addirittura del 26,27%, nel Lazio del 24,78% e in Sardegna del 23,33%. Seguono la Puglia e la Sicilia con una percentuale di poco al di sotto del 19% Anche in questo caso il Piemonte conferma la percentuale più bassa con solo l’11,87% dei beneficiari, a cui seguono il Veneto, la Toscana e la Lombardia con il 14% o poco più

http://www.online-news.it/

Notizia