Assegno sociale, al vaglio invalidità, età e reddito

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Quando si chiede l’assegno o la pensione di invalidità civile oppure l’assegno sociale quali redditi entrano nel mirino dell’Inps? Sappiamo che le pensioni assistenziali sono legate non solo all’età e alle condizioni sanitarie del soggetto ma anche ai redditi che costui possiede. Ed è proprio sui redditi che gli interessati hanno sempre molti dubbi e perplessità. Non riescono a comprendere a quale anno faccia riferimento l’Inps per accettare o respingere la domanda di pensione e di assegno.

di Bruno Benelli

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Valutazione del reddito
Le perplessità hanno un fondamento, in quanto la legge è contorta, sembra fatta apposta per non far capire la procedura. Vediamo perciò come procede l’Inps. A – Allorché viene liquidata per la prima volta la prestazione si fa riferimento solo ai redditi dell’anno in corso. Esempio: assegno sociale con decorrenza luglio 2015 = controllo dei redditi 2015. B – Negli anni successivi c’è una divaricazione: ° Se la persona ha anche un’altra pensione = si guarda al relativo reddito dello stesso anno. ° Se la persona ha redditi diversi dalla pensione = si controllano quelli dell’anno precedente.
Aiuti familiari
Un’altra questione tiene sulle spine gli interessati. Ed è questa: se la persona che chiede la pensione viene aiutata economicamente da qualche familiare non ha più diritto alla prestazione? In materia è difficile reperire disposizioni dell’Inps. Dobbiamo perciò rifarci alla giurisprudenza della Corte di cassazione che è benevola nei confronti degli interessati. Ma anche qui dobbiamo fare una distinzione in relazione alla obbligatorietà o meno dell’aiuto. A – Se si tratta di persona alla quale il coniuge separato o divorziato deve corrispondere gli assegni alimentari o di divorzio, la prestazione Inps non è riconosciuta, salvo il caso in cui questi pagamenti siano inferiori ai limiti di reddito indicati dalla legge per avere diritto alla pensione di invalidità civile o all’assegno sociale. B – Se invece si tratta di donazioni di denaro che sono fatte a titolo di aiuto, di affetto familiare, e che perciò non sono obbligatorie, la prestazione Inps deve essere riconosciuta. A titolo di esempio: l’aiuto mensile in denaro elargito dai figli.
Pensioni 2015
Ricordiamo che quest’anno le nuove misure delle pensioni di invalidità civile, che tengono conto della perequazione annuale, sono le seguenti. Gli assegni e le pensioni hanno una misura valida per tutti o quasi: 279,75 euro. Solo i ciechi civili assoluti hanno un importo più elevato: 302,53 euro. Diversi invece sono gli importi delle indennità: si va dalla indennità speciale per ciechi parziali pari a 203,15 euro al mese all’indennità di accompagnamento per ciechi assoluti pari a 880,70 euro. L’indennità di accompagno degli inabili civili sale a 508,55 euro al mese.
Limiti di reddito
Per quanto riguarda i limiti di reddito le nuove misure annue sono le seguenti. Inabili totali, ciechi e sordomuti hanno lo stesso limite di reddito: 16.532,10 euro. Se il reddito degli interessati non supera questo tetto l’Inps paga le prestazioni. In caso contrario boccia le domande. Solo gli invalidi civili parziali hanno un tetto più basso: 4.805,19 euro. Attenzione: anche quest’anno si tiene conto dei soli redditi del titolare della prestazione. All’inizio dello scorso anno Inps aveva comunicato che si sarebbe fatto riferimento anche ai redditi del coniuge ma poi questa posizione è stata abbandonata. E non c’è modifica anche per il 2015. Per cui possiamo tranquillizzare gli interessati: niente riferimento al coniuge, si guarda solo nella tasca del pensionato.

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