Pensionati al minimo alla resa dei conti: modello Red 2013 entro 31 ottobre

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Cosa devono fare i pensionati al minimo, pensionati sociali, superstiti, invalidi civili

di Giuseppe Berselli

spread__il_livello_pi___alto_del_periodo_monti_7075I pensionati che usufruiscono di prestazioni accessorie collegate al reddito – pensioni integrate al minimo; pensione sociale e assegno sociale; quattordicesima; pensioni di riversibilità; prestazioni agli ivalidi civili, ciechi, sordomuti – entro il 31 ottobre devono produrre tramite CAF una dichiarazione denominata “mod. Red 2013” dalla quale scaturiscono eventuali elementi reddituali che possono determinare una decurtazione della loro (modesta) pensione

Naturalmente il caos regna sovrano: gli interessati quest’estate dovrebbero aver ricevuto una lettera dall’Inps indicante lamatricola, cioè un codice alfanumerico dal quale scaturiscono le informazioni da indicare nel “RED”, su cartaceo.

I pensionati che non avessero ricevuto la lettera dovranno andare a cercare la loro matricola e verificare l’eventuale obbligo on line, mediante il famigerato PIN che ha loro consentito di scaricare il Cud 2013 della pensione, oppure chiedere assistenza a un CAF o un Patronato.

La mancata presentazione del RED può comportare la sospensione della pensione o delle altre prestazioni accessorie previste.

La riduzione di una pensione al minimo colpisce il contribuente con un reddito complessivo superiore a 18.759 euro pari a 3 volte il trattamento minimo pensionistico. Fanno parte del reddito complessivo anche forme di reddito escluse da mod. 730 o Unico, come interessi bancari o su titoli, fiscalmente tassate alla fonte con un a ritenuta secca.

Sono compresi nel Red del dichiarante anche i redditi di tutti i componenti del nucleo familiare: coniuge, figli minori, figli maggiorenni a carico anche se non presenti nello stato di famiglia

Nel caso di errori materiali di compilazione e ritardi sono previste sanzioni a carico del CAF, da 5 a 300 € a seconda del tipo di infrazione.

Nel caso di dichiarazione infedele da parte del contribuente oltre alla riduzione delle prestazioni previdenziali scattano pesanti sanzioni.

Se l’infedeltà è modesta, tale da non modificare l’importo delle prestazioni cui il pensionato ha diritto, non dovrebbero maturare sanzioni. Ad esempio se ometto di indicare interessi su c/c o su titoli di lieve entità, tali da non modificare lo scaglione di reddito che apre alle provvidenze non dovrebbe accadere nulla. Questo fatto induce molti pensionati a non indicare al CAF proventi di modesta entità, esclusi da mod. 730 o Unico perchè da un punto di vista pratico è parecchio laborioso acquisire il dato in banca.

Se l’omissione è pesante, tale da permettere di beneficiare di provvidenze non spettanti le sanzioni sono pesanti e le possibilità di controllo da parte dell’Inps , a differenza di qualche anno fa, vista scomparsa del “segreto bancario”, sono oggi effettive, non più soltanto teoriche.

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