Irpef, in arrivo la stangata: la Regione aumenta ancora l’aliquota dell’imposta

0
1.022 Numero visite

Dal 2014 l’Irpef aumenterà dello 0,6 per cento (gli effetti si vedranno l’anno successivo). Nel 2015 di un altro punto, per arrivare all’1,6 per cento. Un colpo molto duro per le tasche dei romani. Significa che su un reddito medio del 2014, tra i 28 mila e i 55 mila euro annui, si pagheranno in più 304 euro, addirittura 811 euro l’anno successivo. Tutto questo è scritto nella Finanziaria della Regione Lazio, approvata in consiglio regionale il 28 aprile scorso. Nell’articolo 2 viene spiegato che per pagare i debiti alle imprese si ricorrerà a quanto previsto dal decreto 68 del 2011. Significa innalzamento dell’addizionale Irpef. Attualmente nella Regione Lazio si applica un’addizionale tra le più alte, dell’1,73 per cento. Altre cose da sapere: la Regione si ritrova con un cumulo di debiti altissimo nei confronti delle imprese del Lazio, che a loro volta, non essendo state pagate, sono con l’acqua alla gola.

20130713_irpef-LE RAGIONI DELLA SCELTA
Nei mesi scorsi il decreto 35 del governo ha messo in moto un meccanismo che consente agli enti locali di ottenere le risorse per pagare questi debiti. Il Lazio avrà dallo Stato anticipazioni di cassa di 1.756 milioni di euro (832 per la sanità, 924 per gli altri settori). Ma a copertura di queste cifre il Lazio deve offrire delle garanzie. Ed ecco nell’articolo 2 della finanziaria della Regione l’aumento dell’Irpef, che andrà a incidere su tutti i redditi del 2014 (quindi gli effetti si vedranno l’anno successivo). L’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, lo aveva spiegato durante il dibattito in consiglio: «La Regione soffre di una grande carenza di liquidità. Abbiamo un bisogno estremo di pagare i debiti».

Dunque è stata una mossa necessaria, perché significa pagare i creditori non solo «per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, ma anche gli enti locali, i comuni del Lazio che, anche per tale motivo, si trovano a volte in condizione deficitaria».

Secondo la Regione questa immissione di liquidità porterà nel giro di un anno a un aumento del pil (prodotto interno lordo) di almeno l’1 per cento. E soprattutto eviterà la chiusura di molte aziende. Certo, però i cittadini si troveranno con meno soldi in tasca e ci sarà una frenata ulteriore dei consumi. Dalla Regione, ufficiosamente, assicurano che si sta lavorando su più fronti per evitare che scatti l’aumento delle tasse. Si gioca su più tavoli: riduzione e razionalizzazione della spesa; valorizzazione dei segnali positivi che starebbero arrivando sul fronte del disavanzo della sanità (non a 650 milioni, ma più vicino al mezzo miliardo); interventi sul patrimonio immobiliare (che significa anche vendita di edifici pubblici). La corsa contro il tempo, dunque, punta a fermare l’incremento dell’addizionale Irpef.

LE MISURE
L’ex assessore al Bilancio della giunta Polverini, Stefano Cetica, è critico: «Ciò che sta succedendo è una cosa enorme ed è scritto nero su bianco nella finanziaria della Regione. Ci sarà un incremento delle aliquote Irpef. Prendiamo una famiglia con un reddito superiore ai 70 mila euro, vale a dire con due persone che lavorano. Mediamente sul 2015 ci saranno quasi 2.200 euro di tasse in più all’anno». Cetica, che ovviamente difende la sua gestione dell’assessorato al Bilancio, sostiene che il debito andava gestito «in una prospettiva temporale più lunga», «lo spot propagandistico del pagamento immediato dei debiti non è realisticamente sostenibile in un quadro economico nel quale la Regione già paga tre milioni di euro al giorno alle banche per il costo del debito pregresso».

Con questo aumento delle tasse ci saranno «effetti micidiali sui consumi». La giunta Zingaretti la pensa diversamente: in questo momento di stagnazione dell’economia, serviva un impulso.

http://www.ilmessaggero.it/

Newsletter