Processi in lingua dei segni, non udente condannato per diffamazione

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tribunaleviterboDiffamazione su internet in lingua dei segni: condannato a 300 euro di ammenda e una provvisionale di 2mila euro un non udente. Si tratta di Sergio Rizzo, presidente dal 2010 della Tv Sordi&Lis di Viterbo.

di Silvana Cortignani

550x189x2066728_download_jpg_pagespeed_ic_qolhuedhraNon udente anche la vittima. Tramite la sua piattaforma, Rizzo, nel 2013, avrebbe diffuso in rete dei filmati in lingua dei segni contro Giuseppe Corsini, 49 anni, dal 2011 membro del consiglio direttivo dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi di Roma, che si è costituito parte civile. Il processo – caso piĂą unico che raro – si è svolto davanti al giudice Rita Cialoni del tribunale di Viterbo interamente in lingua dei segni. Alla presenza di due interpreti che hanno tradotto in simultanea per la corte.

Rizzo nel video avrebbe definito Corsini “bravo con le mani” per un presunto diverbio mentre erano allo stadio a vedere una partita e “mafioso” perchĂ© avrebbe imposto agli associati Ens il codice fiscale sulla tessera, alludendo inoltre a inesistenti procedimenti penali a suo carico. “Tutto falso – ha spiegato in Lis la presunta vittima – ma ha compromesso il nome di tutta la famiglia Corsini. Quei video pesantissimi, ancora online nonostante la querela, hanno avuto oltre 5mila visualizzazioni in tutta Italia, tra cui mia moglie e i miei due figli, uno dei quali minorenne, nonchĂ© tutti i miei parenti, una quarantina, tutti sordi”. L’imputato, invece, è l’unico sordo in famiglia, dall’etĂ  di 5 anni, a causa di una meningite. Tradito da quella tecnologia che ritiene indispensabile, così come la diffusione del Lis, perchĂ© i sordi possano comunicare. Il giudice ha invitato entrambi a trovare un accordo extragiudiziale per la remissione di querela, ma le parti hanno preferito giungere a una sentenza

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