Assistenti educativi: l’attesa di uscire dal “limbo”

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Il loro destino è da chiarire, dopo la riforma delle Province. Una situazione comune in molte Regioni, dove c’è chi si raduna per avere risposte

scuola_bambino_con_zaino_2La manifestazione nel cuore di Venezia, fino alla sede del Consiglio Regionale Veneto, si conclude con una promessa delle istituzioni: i fondi con cui mantenere il servizio degli assistenti educativi e della comunicazione dedicato agli studenti ciechi e sordi si troveranno anche per il prossimo anno scolastico. Le oltre 600 persone arrivate da tutto il Veneto in rappresentanza di associazioni quali Ens (Ente Nazionale Sordi), Uici (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e Fiadda (Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti degli Audiolesi) portano dunque a casa un risultato. Ancora presto, però, per tirare un sospiro di sollievo: famiglie, studenti, ed educatori attendono la conferma nero su bianco. E già si pensa a cosa sarà del servizio negli anni successivi.

Da quel che ci è stato riferito, per il 2015-2016 la Regione dovrebbe reperire dodici milioni di euro, di cui nove per le attività degli assistenti educativi e della comunicazione, e tre per il trasporto degli studenti disabili delle scuole superiori“. Lo segnala Flavio Savoldi, presidente della Fish Veneto (Federazione italiana per il superamento dell’handicap). “Le cifre riferite – precisa ancora Savoldi – devono trovare formalità nel bilancio di previsione della Regione, che si sta discutendo”. Nel frattempo, grazie a un apposito emendamento, la provincia di Padova potrà avvalersi di un sostegno economico per garantire agli alunni la dovuta assistenza nell’anno in corso. Il rischio, infatti, era l’interruzione del servizio nelle scuole del territorio già dalla fine del mese di marzo.

Come presentato in un altro articolo, l’intera questione ha un’origine legislativa. Tutto nasce infatti dalla cosiddetta “legge Delrio” del 2014, che riforma le Province, ridistribuendone così le competenze. Tra queste, ci sono anche i servizi di integrazione per studenti ciechi, sordi, con pluriminorazioni, e i trasporti per i ragazzi disabili delle scuole di secondo grado. Tuttavia, la Regione del Veneto, come gran parte delle altre realtà nel Paese, non ha provveduto immediatamente a definire il “passaggio di consegne” di queste materie a un’altra istituzione. Risultato: una persistente confusione generale su chi debba occuparsene, tra Regioni, Comuni e Città Metropolitane.

Intanto attende ancora una risposta la richiesta che la Fish nazionale ha rivolto al sottosegretario Delrio. Un’occasione in cui segnalare il rischio di un’eventuale soppressione dei servizi di assistenza a causa dell’attuale poca chiarezza sul loro destino. “Il problema sta coinvolgendo molte Regioni, che si trovano nel “limbo” – ribadisce Savoldi – speriamo di arrivare presto a una soluzione”. Possibilmente nero su bianco, senza necessità di altre manifestazioni.

PER APPROFONDIRE:

Il sito della Fish

Il sito di Ens

Il sito di Uici

Il sito di Fiadda


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SPECIALE INTEGRAZIONE SCOLASTICA

Roberto Bonaldi

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