Incontro con le famiglie dei ragazzi audiolesi

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L’impegno del presidente Occhiuto per assicurare continuità didattica Una delegazione di parenti di bambini audiolesi, insieme al Presidente dell’Ente nazionale sordi, Francesco Passarelli, e accompagnati dall’avvocato Enzo Paolini, è stata ricevuta questa mattina dal Presidente della Provincia Mario Occhiuto.

mario-occhiuto-49634dI presenti hanno manifestato pacificamente per scongiurare il pericolo della mancanza di assistenza, a partire dal primo gennaio, per i ragazzi audiolesi. La Provincia, che finora aveva assicurato i fondi per tale assistenza pur non ricevendo contributi dalla Regione dal 2009, con la nuova legge Delrio perde tale competenza. Ma la volontà del Presidente della Provincia Occhiuto è comunque quella di sostenere e salvaguardare i diritti delle persone più bisognose di assistenza, fino a quando la legge non gli toglierà, praticamente, tale competenza. Per questo motivo, già nei giorni scorsi, il Presidente aveva scritto ai dirigenti del settore per tentare di risolvere il problema e assicurare ai ragazzi l’ausilio dell’interprete della lingua dei segni al rientro a scuola, dopo le vacanze di Natale.

“Nonostante la legge toglie alle Province la competenza in materia – ha detto il Presidente Occhiuto – fino a quando potremo, noi daremo supporto ai ragazzi e alle famiglie e assicureremo la continuità del servizio. E questo ci impegneremo a farlo nonostante la mancanza di fondi. Saremo infatti costretti a ricavare le risorse economiche necessarie ad aiutare i ragazzi audiolesi, sottraendoli ad altri servizi. Ma non ci sottrarremo di fronte alle reali necessità di questi ragazzi”. Un orientamento politico che sottolinea la volontà del Presidente Occhiuto di tenere sempre alta l’attenzione nei confronti del sociale. Un intervento che vuole assicurare la continuità didattica ai ragazzi, ma che non risolve il problema delle competenze, argomento che dovrà essere affrontato e chiarito nell’imminente futuro.

Anche in merito al recupero delle somme anticipate dalla Provincia, da cinque anni a questa parte, per il mancato trasferimento dei fondi dalla Regione Calabria.

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