La mia esperienza con la sordità

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Dopo aver letto l’articolo della Sig.ra Basso, pubblicato su VareseNews il 27/06/2014 vorrei fare alcune considerazioni in base alla mia esperienza (senza entrare troppo nel dettaglio di quello scritto, perché so che già altri son stati molto esaustivi nel farlo).
lis_3Evidentemente questo articolo é stato scritto da qualcuno che non conosce i sordi se pensa che il nostro impegno a migliorare la loro vita sia solo quello di “curare la loro malattia”.
Ho amici sordi che fanno una vita normalissima e bellissima, lavorano, hanno la fidanzata, hanno figli, altri sono laureati o sono in prossimità di laurearsi, e tutto questo vivendo la loro quotidianità da bilingue, parlano bene l’italiano e con chi conosce la lingua dei segni usano la Lis.
Inoltre questi miei amici mi hanno sempre stupita e fatto sorridere, fin dalla prima volta che li ho incontrati, perché sono pieni di idee e fanno tantissime cose, organizzano serate, gite, fanno sport, partecipano ad un sacco di tornei di calcetto, fanno corsi di teatro e spettacoli (anche con udenti), si divertono e fanno divertire quelli che hanno intorno.
Sono anche in grado di integrarsi perfettamente con gli udenti che non conoscono la Lis; ad esempio quando siamo fuori insieme e c’é anche mio marito, che non conosce la Lis, con lui parlano in italiano corretto e riescono a sostenere una conversazione (anche se vi sembrerà strano!!!!!).
Tra di loro ci sono anche ragazzi cresciuti oralisti e alcuni con impianto cocleare ma che intorno ai 20 anni hanno sentito la necessità di avvicinarsi ad altri sordi (cosa che voi sconsigliate) e imparare la lingua dei segni, ed ora sono ragazzi bilingue, contenti e soddisfatti della loro vita.
Questo come può essere spiegato? Forse rimane in questi ragazzi impiantati (che non definite più sordi) un’identità sorda? Una voglia di comuncare e condividere esperienze con altri ragazzi con “la loro stessa malattia”?Lei sostiene che sarebbe stato doveroso fornire tutte le informazioni riguardanti la sordità…verissimo! Ma i medici fanno davvero così?
Il 95% dei bambini sordi nasce da famiglie udenti, le quali ignare della sorditá si affidano ciecamente ai medici che però non mostrano altre vie oltre all’operazione (che come sappiamo non é la soluzione migliore per tutti i gradi di sordità e per tutte le patologie e che rimane comunque un’operazione al cervello).
Non voglio entrare poi nel merito del guadagno che c’è dietro a queste operazioni, che costano molte migliaia di euro e che vengono totalmente coperte dalla sanità italiana diversamente dalle protesi acustiche, per le quali viene dato solo un rimborso di circa 1500 € e le protesi digitali costano 6000/7000 €.La cosa, che proprio non riesco a comprendere, é l’ottusità con cui bandite la lingua dei segni (o lingua dei sordi ???) come se fosse contagiosa!!!
É semplicemente una lingua, una lingua ricca e molto espressiva, una lingua che può benissimo (e ci sono molto esempi lampanti intorno a noi) convivere con l’italiano.
Una non esclude l’altra! La Lis non ammazza l’italiano, anzi può essere un modo più istintivo e immediato di insegnare l’italiano ai bambini sordi.
Si ha forse paura che il diffondersi della lingua dei segni possa far si che qualche “vostra” famiglia inizi a pensare che non é poi così male per il proprio figlio conoscere altri modi di comunicare ed esprimersi? Cosa che poi succede a tanti ragazzi quando arrivano alla maggiore età e sentono la necessità di farsi sentire e di conoscere altri ragazzi sordi come loro!!!Ero presente il pomeriggio della festa dell’8 Giugno e ho parlato con un ragazzo che ha esordito dicendomi che é imbarazzante nel 2014 parlare con le mani e poi ha iniziato a farmi discorsi (a parer mio sentiti e non suoi perché non aveva risposte alle mie domande) sul fatto che la Lis costa tanto allo Stato (i corsi son pagati da chi li vuole frequentare e gli interpreti sono pagati dai sordi) mentre l’impianto cocleare non costa nulla (???????), ha poi continuando dicendo che lui non è come i sordi perché lui sente e dopo il nostro invito a partecipare ad una serata all’ens per vedere come si rapportano gli altri sordi e chi conosce la Lis, si è rifiutato, ridendo di gusto e dicendo che non era interessato.
Quindi, come ha detto lei nell’articolo, ai vostri pazienti è stata data la possibilità di scegliere ed è stato mostrato tutto il panorama della sordità e delle varie vie possibili?!Concludo ribadendo che la vera amarezza non sta nel leggere un articolo su dei bimbi che imparano la lis, ma incontrare persone che pensano di saper curare malattie senza conoscere davvero “i malati” in questione, persone che non riescono ad aprirsi ad altre vie e soprattutto che non provano a far convivere queste diverse vie.
Quanti bambini ancora dovranno iniziare a stare bene con se stessi e con il mondo esterno solo intorno ai 20 anni, quando per loro volere vengono a conoscenza di persone uguali a loro, con il loro stesso problema???!!!”Che importanza ha la sordità dell’orecchio quando la mente sente…
L’unica vera sordità, l’incurabile sordità è quella della mente.” – V.Hugo –

Quanto è bella e soprattutto VERA questa frase di Hugo!

4/07/2014
Francesca
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