La LIS è una lingua, non una cura!

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Gentilissima presidente,
rispondere a tutti gli argomenti toccati nel suo intervento sarebbe assai lungo, mi limito a qualche breve considerazione, altri non mancheranno di commentare il resto…
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Voglio subito tranquillizzarla   presidente, la lingua dei segni non è una cura, una sorta di  terapia da  ultima spiaggia con gravi effetti collaterali….
Le ricordo che  non serve nemmeno immedesimarsi,   infatti per impararla non serve diventare sordi!
La  LIS  è  una LINGUA, sicuramente avrà avuto modo di consultare la vasta letteratura in merito.
La  LIS è una lingua, come ce ne sono tante altre.
E’ discriminante che si tratti di una lingua visiva?
Io non comprendo il suo, nemmeno tanto velato astio!

Per un’altra considerazione mi avvalgo  di un passaggio della sua lettera spot : “I bambini sordi, infatti, oggi, grazie alle moderne tecnologie e alle cure in centri di alta specializzazione (a Varese ne esiste un esempio tra i migliori in Europa) possono iniziare a sentire a circa un anno, arrivando all’età scolare udenti al pari dei compagni normoudenti! ”

Conosciamo il centro di eccellenza di cui lei parla e mai ci verrebbe in mente di sminuirne l’importanza.
Le posso ( non solo io ) assicurare che la netta maggioranza delle persone che usano la  lis, siano esse non udenti che udenti  non si accaniscono contro le “nuove tecnologie”, semplicemente non  la considerano sempre  l’unico, l’assoluto rimedio, bensì una possibilità in più complementare con la LIS, la logopedia, ecc…

Sapeva  Presidente che ci sono migliaia di persone  che nonostante abbiano  le  orecchie difettose (come dice lei)  persone che  per intenderci  hanno scelto di non farsi  “impiantare” un chip nella testa  conducono una vita normale, fanno sport, si laureano, si sposano… ?

Lei semplifica in maniera imbarazzante  il complesso aspetto della sordità.

Le sue parole di giudizio  sono molto gravi  in particolare per il ruolo che lei riveste.

In fine mi rimane incommentabile  la sua affermazione sul sentirsi appagati nelle buone azioni, l’aiutare, rimorchiarsi il povero sordo bla, bla,bla..

Non ha mai pensato che sia semplicemente normale, piacevole e  costruttivo  avere relazioni con le persone, siano esse sorde o udenti? Lavorare insieme perchè tutte le persone, in particolare i bambini abbiano le stesse opportunità?!

La comunicazione è vita non importa se mi avvalgo di della Lis o/e impianto cocleare! Non ritiene sia fondamentale  avere le giuste  e oneste informazioni e di conseguenza la  sacrosanta possibilità di scegliere?
L’autodeterminazione.
Con la sua esperienza la sua lettera avrebbe potuto essere un contributo interessante e costruttivo. Peccato invece per lo stile e i contenuti  da lei scelti.

Cordialmente.

Severo  Vitali

1/07/2014
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