«Senza Provincia che fine faremo?»

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L’allarme lanciato in Broletto da due realtà che oggi seguono oltre 200 bambini in difficoltà proveniente da tutto il territorio

di Lisa Cesco

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C’è preoccupazione per il futuro della Scuola Audiofonetica e del Centro per l’integrazione scolastica dei non vedenti, due realtà di riferimento per i disabili sensoriali di città e provincia, che si trovano a fare i conti con un domani sempre più incerto. Se il nodo è quello delle risorse disponibili, l’orizzonte appare fosco complici i tagli comunali e le competenze provinciali che potrebbero a breve essere smantellate.

A LANCIARE l’allarme ieri, nella seduta della Commissione quarta del Broletto, è stato Giovanni Lodrini, amministratore delegato della Fondazione Cavalleri, ente gestore della Scuola Audiofonetica: «Bisogna aprire un ragionamento sul futuro dell’Audiofonetica – dice Lodrini -. La nostra scuola riscuote i consensi di ogni colore politico, a parole tutti dicono che non si tocca, ma nei fatti se non ci fosse stato l’assessore provinciale Aristide Peli che in questi due anni ha chiamato i sindaci per convincerli a fare la loro parte, l’Audiofonetica non ci sarebbe più».
La scuola di Mompiano, che accoglie 50 bambini sordi dalle materne alle medie, insieme ad altri 350 bambini normodotati, ha bisogno per andare avanti di un budget pubblico non indifferente, pari a 950 mila euro (19 mila per ogni bambino non udente) coperti finora per metà dalla Provincia e per la restante parte dai Comuni che vi inviano i propri alunni. «La scuola impiega risorse per mantenere l’eccellenza che rende l’Audiofonetica un modello nazionale da 150 anni, grazie al doppio organico e alla presenza di logopedisti, audiologo, psicologo – dice Lodrini -. Per questo bisogna trovare una soluzione per il futuro».
Una proposta per uscire dall’impasse è stata illustrata ieri dal consigliere Pd Fabio Ferraglio, che ha avanzato l’idea di «spalmare» l’impegno economico necessario all’Audiofonetica su tutto il territorio provinciale, introducendo un principio di solidarietà fra Comuni e definendo una piccola quota per abitante da versare. «In questo modo si garantirebbe un sostegno strutturale alla scuola di Mompiano – sottolinea Ferraglio -, un risultato che potrebbe essere raggiunto grazie a un ruolo di regia di Provincia e Associazione Comuni Bresciani».
L’assessore Peli ha colto invece l’occasione per lanciare un appello al sindaco di Brescia Emilio Del Bono, nella convinzione che «è il sindaco della città capoluogo che dovrebbe fare da capofila prendendo in mano la situazione, anche perché Brescia è la città dove ha sede l’Audiofonetica – dice Peli -. Mi rendo conto che il compito non è facile, ma non vedo altre possibilità in termini di autorevolezza e peso politico, che conterebbero molto al tavolo di ACB».
Non vanno molto meglio le cose al Centro per l’integrazione scolastica dei non vedenti di viale Piave, costituito da Comune e Provincia, che segue attualmente 177 ragazzi di 73 Comuni con interventi diretti in classe o interventi di consulenza. «Siamo riusciti a restare in piedi pur non avendo più adeguamenti di contributi dal 1996, abbiamo ridotto il personale, ma dobbiamo far fronte a domande in aumento – spiega il presidente del Centro, Lorenzo Albini -. Gli studenti non vedenti o ipovedenti che vengono seguiti dalla materna all’Università sono passati da 104 nel 2004 a 177 nel 2014, l’impegno profuso è sempre molto, ma a un’eventuale ulteriore riduzione dei finanziamenti corrisponderebbe inevitabilmente un ridimensionamento degli organici e la necessità di rivedere i servizi

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