Medico marsalese assolta dall’accusa di truffa e falso

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‘’Il fatto non costituisce reato’’. Con questa motivazione il giudice monocratico Roberto Riggio ha assolto un medico marsalese (Antonella Fici) dalle accuse falso e truffa.

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Il medico era finito sotto processo a causa di alcune ricette intestate a persone decedute. <Abbiamo dimostrato – ha spiegato l’avvocato difensore Stefano Pellegrino – che si trattava di un equivoco legato per lo più a casi di omonimia e al fatto che i tabulati venivano aggiornati con ritardo’’. I fatti contestati risalgono al periodo tra il 2007 e il 2008. A svolgere le indagini è stata la Guardia di finanza, le cui conclusioni, però, non sono state condivise neppure dal pm, che ha chiesto l’assoluzione. ‘’Non di rado accade – ha continuato l’avvocato Pellegrino – che dalle nostre parti il nipote abbia lo stesso nome del nonno.

Ecco già questo serve a spiegare cosa è accaduto. In pratica, presso l’ambulatorio della dottoressa Fici si presentava il nipote e nello stampare la ricetta il computer selezionava, per errore, il nonno, morto da non molto tempo’’.

Giuseppe Garau processato per rapina impropria, vittima conferma accuse. Per paura di ritorsioni, seppur, a quanto pare, non minacciato esplicitamente, per otto volte non seppe dire ‘’no’’ alle richieste di denaro che tra maggio e giugno 2013 gli fece il 52enne pregiudicato Giuseppe Garau. Al quale, in tutto, diede 2495 euro. Poi, decise di rivolgersi ai carabinieri e scattarono le manette. Per estorsione. Accusa poi trasformata in rapina impropria.

Imputazione con la quale Garau è processato con rito abbreviato. E davanti al gup del Tribunale di Marsala Francesco Parrinello, la sua vittima, un dipendente sordomuto delle Poste, coetaneo dell’imputato, ha confermato le accuse. L’uomo ha come, dove e quando ha versato il denaro al pregiudicato.

L’avvocato difensore Stefano Pellegrino spiega, però, che ‘’non sono emerse minacce dirette, era infatti un amico comune ai due (un certo Bertolino, comunque non indagato, ndr) a dire all’impiegato delle Poste che il Garau aveva dei precedenti penali e che se non gli avesse dato il denaro chiesto, gli avrebbe anche potuto bruciare l’auto’’. Erano, insomma, <minacce mediate>. Il denaro, prosegue il legale, veniva chiesto <a titolo di cortesia>. Per il 12 marzo è prevista la requisitoria del pm Giulia D’Alessandro. Tra i precedenti penali del Garau, anche vecchi fatti di droga. Nel febbraio 2002, infatti, il pregiudicato fu condannato a un anno di carcere dal Tribunale di Marsala a conclusione del processo scaturito dall’operazione antidroga della polizia <Party> (24 arresti per spaccio).

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