Violenze e risse in via Belvedere Lepore incontra i commercianti

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DOPO le due scene di sangue della settimana scorsa durante le serate culturali “indipendenti” volute per contrastare il degrado in via Belvedere, oggi l’assessore Matteo Lepore incontra gli organizzatori e i commercianti della zona frequentata da bivaccatori dediti all’alcol e spacciatori. «D’accordo con l’assessore alla Cultura Alberto Ronchi ascolteremo i problemi di quella zona – dice Lepore -. Abbiamo delle proposte da fare».

Bar Senza Nome. Via Belvedere, Bologna
Bar Senza Nome. Via Belvedere, Bologna

Soddisfatta Nunzia Vannuccini, presidente dell’associazione Farm, che organizza le serate dietro il mercato delle Erbe: «Siamo contenti che qualcuno ci ascolti. Lì c’è una situazione difficile che residenti e commercianti vivono tutto l’anno».

Dopo le serate di sangue, davanti a duecento persone sedute ai tavoli, l’assessore alla Cultura Alberto Ronchi aveva lodato l’iniziativa contro il degrado, ma criticato la mancanza di una adeguata vigilanza. «Una vigilanza privata non ce la potremmo permettere – dice Nunzia, che ha promosso anche attività artistiche per i sordomuti, come sono i gestori di un bar della via -. Il problema sicurezza preesistee non spettaa noi risolverlo». Tuttii commercianti chiedono che vengano chiusi o ridotti gli orari di due alimentari che vendono alcol a tutte le ore. Davanti a uno e dentro l’altro sono scoppiate le risse.

– (l. sp.)

18 giugno 2013 —   pagina 5   sezione: BOLOGNA

Nella strada che lotta contro il degrado zuffa a bottigliate davanti agli attori

15 giugno 2013 —   pagina 11   sezione: BOLOGNA

LA SCENA teatrale schizzata di sangue. E poi sirene dei carabinieri, luci delle ambulanze, parapiglia tra la gente attonita nel crocicchio via Belvedere-via San Gervasio, dietro il Mercato delle Erbe. La violenza di una lite a bottigliate giovedì sera ha turbato il “salotto” aperto dal 3 giugno contro il degrado, i bivacchi, lo spaccio, con un programma di spettacoli di teatro, tavolini e musica all’ aperto.
«Insieme al bar Senza Nomee al Mercato delle Erbe stiamo facendo questa festa di strada che durerà nella piazzetta di via Belvedere fino al 20 luglio, proprio per tentare di risolvere il problema. È un peccato, la festa stava andando bene», si lamenta Monica Venturi, titolare insieme alla sorella del negozio di pasta fresca che da 17 anni si affaccia sulla via. E invece uno spettacolo teatrale organizzato contro il degrado è stato letteralmente “invaso” dal degrado quando un giovane di nazionalità marocchina – ferito, ubriaco e dall’ aria sconvolta – è corso nella piazzetta dove Marina Brancaccio e Gianluca Lai stavano recitando La Locandiera. Il ferito ha macchiato di sangue l’ asfalto e i cuscini bianchi della scenografia, sotto la scalinata del mercato trasformata in proscenio.
È entrato nel bar Senza Nome, ha impugnato una bottiglia vuota e l’ ha brandita contro una delle titolari sordomuta, poi così come è entrato è uscito e ha trovato i carabinieri, che dopo parecchi tentativi di calmarlo l’ hanno bloccato e ammanettato. Un carabiniere della squadra antidroga della Compagnia Bologna Centro si è rotto un ginocchio e dovrà essere operato. «Un atto di violenza gratuita nei confronti di persone alle quali tutti noi dobbiamo essere riconoscenti per l’ oscuro e preziosissimo lavoro che svolgono ogni giorno», ha commentato ieri il procuratore aggiunto Valter Giovannini. Tutto era cominciato verso le dieci di sera, quando il marocchino ha aggredito un negoziante bengalese che stava portando fuori delle casse da un minimarket di via San Gervasio. Un italiano di 33 anni, idraulico, ha provato a difendere il bengalese: «A quel punto quello ha preso una bottiglia vuota che era davanti al negozio, l’ ha spaccata e ha puntato i frammenti contro il mio amico», racconta Luca, che ha assistito da vicino alla scena. «Ho urlato di scappare, il mio amico s’ è messo a correre verso via Ugo Bassi ma è inciampato sulla catena che chiude San Gervasio. Qui il marocchino lo ha raggiunto e lo ha colpito con la bottiglia, alla testa, al petto». L’ uomoè diventato una maschera di sangue e anche l’ aggressore ne perdeva dalla testa, quello schizzato poi sulla scena. «Fatti simili non sono inconsueti – racconta la sfoglina di via Belvedere – Il degrado in questa strada esiste da molti anni. Il problema sono i negozi intorno ai quali i ragazzi si fermano e bevono». Residenti e commercianti lanciano un appello: «Da anni chiediamo aiuto. Ci vorrebbero telecamere e polizia in borghese».
CATERINA GIUSBERTI LUIGI SPEZIA
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